Si mangia per vivere, non si vive per mangiare

Si mangia per vivere, non si vive per mangiare
Si mangia per vivere, non si vive per mangiare

lunedì 31 ottobre 2011

Un barattolo pieno di ossa!


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Prima di tutto devo ringraziare Stefania e la sua idea, che come le avevo annunciato ho copiato sfacciatamente. Mia figlia adora le meringhe, tanto che ho imparato a fargliele molti anni fa, ma non mi sarebbe mai venuto in mente di usarle per dare un tocco festivo ad Halloween, che come tutti gli anni lei festeggia a casa con le amiche, facendo tardi la notte in compagnia di films dell’orrore che io non potrei mai guardare e dormendo poi in quattro in un letto per la paura di stare sole dopo certe visioni!!!
Quindi come tutti gli anni, ho prima di tutto messo davanti al portone la mia bella zucca sdentata, accuratamente preparata insieme alla ragazza. E’ lì già da ieri sera, in attesa dei ragazzini che verranno a chiedere dolcetti ed a minacciare scherzetti.


E poi ho preparato un barattolo di ossa, da mostrare alle bambine impaurite nel bel mezzo di uno dei loro terribili films!!!


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Per la ricetta mi sono attenuta a quella che uso da sempre, cioè questa, perché pur avendo il Bimby ed essendo incuriosita dalla ricetta proposta da Stefania, ho avuto paura a cambiare strada proprio oggi che ci tengo a fare bella figura.

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Il risultato poteva essere sicuramente migliore, ma in linea di massima sono contenta. Ho usato un sac-à-poche con la bocchetta liscia ed ho anche sfruttato il trucchetto proposto da Stefania che devo dire ha reso più semplice l’operazione, quindi i ringraziamenti raddoppiano Sorriso

Ed ecco la mia zucca illuminata

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Buon Halloween a tutti!





mercoledì 26 ottobre 2011

Clafoutis senza glutine

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Questo dolce dalle origini francesi fu portato anni fa da una delle volontarie del mio gruppo ad un corso di cucina e da me adottato per sempre. Facilissimo, molto delicato, ha la consistenza di una crema molto soda nella quale siano rimasti intrappolati  pezzi di frutta matura. Oggi l’ho fatto con le mele renette, la mia passione, ma è davvero buono con qualunque frutta, comprese le pesche o le albicocche sciroppate (il che lo rende utilissimo in caso di cene improvvisate). Credo che il dolce originale francese sia fatto con le ciliegie, ma è forse l’unica versione che non ho mai provato visto che le ciliegie mi piacciono solo fresche e crude.
Ingredienti: da 500 a 750 gr di frutta matura ma soda, a scelta tra pere, mele, albicocche, pesche, ciliegie…. 3 uova, 100 gr di zucchero, 100 gr di farina (ho usato la Mix It della DS ma va benissimo anche l’amido di mais*, uso queste farine per la crema perché non lasciano retrogusto, quindi le ritengo adatte anche per il clafoutis), 1 bustina di vanillina*, 1 cucchiaio di Vin Santo o Rhum, 1 pizzico di sale, 300 ml di latte a temperatura ambiente.

* per i celiaci, da prontuario AIC o comunque sicuramente senza tracce di glutine

Procedimento: sbattere insieme le tre uova intere e lo zucchero, aggiungere la farina, la vanillina, il pizzico di sale ed il latte continuando a mescolare. Si otterrà un impasto liquido che va fatto riposare almeno mezz’ora. Nel frattempo sbucciare la frutta e tagliarla a fette piuttosto grosse, imburrare una teglia (meglio se apribile) e rivestirne  il fondo con la frutta. Versare l’impasto sulla frutta e cuocere in forno a 180°C per 30 minuti circa.

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Servire tiepido (ma ovviamente è buono anche freddo) accompagnandolo con crema o gelato alla vaniglia o cioccolato fuso (ma ovviamente è buono anche da solo!)… e indovinate un po’??? Ma sì…

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Leccarsi i baffi!!!





lunedì 17 ottobre 2011

Una torta vestita a festa

 
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Dopo aver chiesto consigli a destra ed a manca (grazie foodbloggers senza glutine!), ed aver letto tutto il leggibile su come fare e lavorare la pasta di zucchero, ho ordinato i coloranti on-line (e qui devo ringraziare Vale) non essendo riuscita a trovarne di gluten-free nella mia zona ed ho elaborato il mio progetto. Per la precisione ho usato i coloranti in polvere della ditta Graziano, dopo aver telefonato per ulteriori rassicurazioni, garantiti senza glutine sul web ed etichettati come "Senza glutine" in bella vista.
Ieri mia figlia Silvia, dopo una lunga preparazione, in una giornata di festa coinvolgente e commovente, ha fatto la cresima insieme ad undici altri ragazzi della sua età, la maggior parte dei quali ho conosciuto bambini, addirittura in età da nido. Forse per questo ho sentito un'emozione particolare nel vederli tutti così felici e coinvolti, e da tempo desideravo dare il mio contributo affinché quella di ieri fosse una di quelle giornate da conservare nello scrigno dei ricordi felici. 
Così è nata l'idea di una torta che sapesse davvero di festa, dove dominasse il colore rosso della cresima. Non mi sono fatta smontare dalla mia inesperienza con la pasta di zucchero visto che nel passato ho fatto di tutto con la pasta di sale e con quella di mais, e che in attesa dei coloranti ho fatto degli esperimenti ben riusciti. L’unica difficoltà incontrata è stata la differente consistenza della pasta dopo l’inserimento del colorante rosso, che ho dovuto aggiungere in abbondanza per arrivare ad un rosso intenso, e che ha reso troppo friabile la pasta finora elastica e molto ben lavorabile. Per rimediare, memore del fatto che quando si lavora la pasta di mais si addiziona di crema per le mani quando la pasta diventa un po’ secca, ho aggiunto all’impasto rosso un po’ di burro, ungendomene le mani e rilavorando il tutto man mano che facevo le rose. Bè, ha funzionato, la decorazione ha retto sia al frigo che alle oltre sette ore a temperatura ambiente. Son più che cosciente dei tanti piccoli difetti e del fatto che devo migliorarmi, ma sono più che soddisfatta del risultato.
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Credo non sia trascurabile il fatto che fosse anche molto, molto buona…. morbida, gustosissima, è stato un po’ un dispiacere tagliarla ma ne è valsa la pena. Ho usato il mio solito pan di spagna, con la mia solita crema, trovate tutto QUI. Ho fatto con le dosi segnate due torte rotonde, ho tolto ad entrambe la crosticina superficiale, le ho tagliate in due, ed ho bagnato il primo strato con la solita bagna, aggiunto uno strato abbondante di crema e così per tre volte. Sul quarto strato, sempre dopo averlo bagnato, ho fatto aderire uno strato di marmellata, poi ho fatto lo stesso con i bordi per far aderire bene la copertura di pasta di zucchero. Ho poi aggiunto il nastro bagnando leggermente il sotto, ed il resto delle decorazioni che avevo fatto nelle ore precedenti e che erano già praticamente asciutte.
La pasta di zucchero, dopo varie consultazioni, l’ho copiata da QUI e l'ho trovata molto semplice da eseguire e lavorare, anche se come già detto il colorante rosso mi ha messa in difficoltà.
Per le rose ho seguito in parte i consigli di  mia cognata, in parte la descrizione dei petali che Francesca racconta in modo magistrale QUI (vi prego però non fate paragoni tra le mie rose e le sue...!)
Per le foglie ho preso una foglia di rosa dal mio giardino, ho usato il retro come stampo per imprimere le venature, ho tagliato il contorno e poi fatto tutti i taglietti con un coltellino a lama fine.
Pur lontana dalla perfezione, ha entusiasmato ragazzi e genitori, ed ha aggiunto un piccolo tocco alla gioia di una giornata da ricordare. E ci siamo inoltre….
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… leccati i baffi!

martedì 11 ottobre 2011

Un po’ di pubblicità…. disinteressata…. ehm :)

 
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Bè, sono MOLTO orgogliosa..... è uscito o sta per uscire il secondo numero della rivista "Celiachia oggi" il cui primo numero è uscito a giugno. Ne aveva parlato Olga qui, e a dire il vero lo volevo comprare ma a Pisa non l'ho trovato e mi è dispiaciuto....  ora mi dispiace ancora di più!
Il mese scorso ho ricevuto una mail da parte della redazione della rivista. Mi chiedevano se ero disponibile per un'intervista....

Gulp!!!

Dopo le mitiche Felix e Cappera, io!!!

Un po' imbarazzata, ho comunque accettato, ovvio, e a quanto pare l'intervista è piaciuta visto che la pubblicano praticamente così come l'ho scritta :)))
Quindi eccomi qui a fare pubblicità ad una rivista che spero stavolta di trovare in qualche edicola….. indipendentemente dall'intervista vorrei decisamente riuscire ad avere una pubblicazione nata apposta per noi, per  questo pianeta che all'inizio mi sembrava così spaventoso e che nel tempo ho scoperto  non solo affollato, ma anche di splendide persone!!!  Sono curiosissima e lo confesso, anche molto orgogliosa del fatto che qualcuno si sia interessato al mio rapporto con la celiachia,  abbia voluto la mia opinione ed abbia parlato di me e mia figlia Sorriso
 
Un abbraccio a tutte e…. se la trovate, potrei anche chiedervi di mandarmela!!!

domenica 2 ottobre 2011

Crostata senza glutine di fichi e limoni

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L’estate se ne sta andando in punta di piedi, per non lasciarci troppi rimpianti, mentre i colori in giardino cambiano e la temperatura della notte si fa sempre più bassa. Oggi dopo tante domeniche al mare, riprendo finalmente la mia vecchia abitudine di cucinare qualcosa di buono, mentre a ricordarmi questa bella e lunga estate mi tengono compagnia le tante cose raccolte negli anni sulle spiagge francesi, spagnole, croate,  ed ovviamente italiane. Spero di riprendere, da oggi, a scrivere un po’ più spesso su questo blog… lavoro, tempo, morale permettendo.
Quando Stefania ha indetto il suo contest st(renne) ho deciso che avrei partecipato in tutte le maniere, malgrado quel tiranno del tempo che mi impedisce troppo spesso di usarlo come vorrei. Oltre alla mia cronica mancanza di tempo avevo un altro problema, quello di trovare i fichi freschi, e mentre al primo riesco a rimediare sacrificando le ore della notte o della domenica, al secondo non c’è stato scampo. Per fortuna Stefania accetta anche ricette con i fichi secchi Sorriso
Ed eccola. Ho preso spunto da questa ricetta, ma l’ho modificata  basandomi soprattutto sul fatto che non ero sicura di apprezzare il sapore molto dolce del fico secco e ricordando una marmellata meravigliosa che mia mamma faceva con i fichi del nostro albero, che ovviamente non c’è più. Lei per attenuare il dolce dei fichi e dello zucchero ci abbinava pezzi di limoni che faceva cuocere insieme, il risultato era semplicemente poesia.
Ecco la mia ricetta:
Ingredienti:
Per la pasta frolla: 250 gr di farina Bi-Aglut (sacchetto da 1 kg), 1 uovo intero, 120 gr di burro, 120 gr di zucchero, un cucchiaino colmo di lievito istantaneo consentito (da prontuario, Colombo), un pizzico di sale.
Per il ripieno: 200 gr di ricotta, un cucchiaino di cannella in polvere, 45 gr di burro, 1 uovo, 150 gr di zucchero, 250 gr di fichi secchi (ho usato i Noberasco da agricoltura biologica), 200 ml di panna, 1/2 limone non trattato.
Procedimento:
Per la pasta frolla: impastare velocemente insieme tutti gli ingredienti, farne un panetto e mettere in frigo avvolto nella pellicola. Mentre la frolla riposa in frigo, preparare il ripieno.
Per il ripieno: tagliare a fettine tutti i fichi escluso tre. Tagliare a fettine sottilissime il mezzo limone, togliendo man mano i semi. Far sciogliere in una padella antiaderente il burro e far rosolare  fichi e limoni. Aggiungere il cucchiaino di cannella in polvere, poi lo zucchero e 1/2 tazza di acqua.  Far sciogliere bene lo zucchero e cuocere per almeno 20 m’, aggiungendo acqua se necessario. Infine far asciugare bene fino a far caramellare lo zucchero, e versare la panna. Mescolare bene e far addensare un po’. Lasciar raffreddare. Nel frattempo lavorare la ricotta con l’uovo . Mescolare con la composta di fichi raffreddata.
Stendere il panetto di pasta frolla e foderarne la teglia che avrete scelto. Bucherellare il fondo, appoggiarvi della carta da forno e dei fagioli secchi, ed infornare a 180°C per circa 20 minuti. Far raffreddare dopo aver tolto carta e fagioli.
Riempire la crostata con il ripieno di ricotta, decorare con i tre fichi secchi messi da parte, rimettere in forno per circa 15 minuti. Far raffreddare, cospargere di zucchero a velo vanigliato.
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… ed ovviamente….
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… leccarsi i baffi! Sorriso
Per chi non lo avesse capito, con questa ricetta partecipo alla lodevolissima iniziativa di Stefania, un impegno grande che cercherò di mantenere anche nei prossimi mesi, e non per il pur bellissimo premio,  ma per continuare a sentirmi parte di questo meraviglioso popolo di foodbloggers Sorriso

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