Si mangia per vivere, non si vive per mangiare

Si mangia per vivere, non si vive per mangiare
Si mangia per vivere, non si vive per mangiare

giovedì 10 ottobre 2013

Pasta con sugo al filetto di scorfano

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Ho ricevuto qualche mese fa un campionario di pasta Garofalo da assaggiare. Come chi mi segue sa, io non amo le collaborazioni, ma sono in contatto con la Garofalo perché i suoi intenti meritano attenzione. Citando alla lettera le parole che mi sono state scritte: “Il nostro obiettivo è arrivare a poter dire che il nostro prodotto senza glutine sia identico a quello glutinato, semplicemente con un sapore diverso, come abbiamo fatto per la pasta integrale. Mentre però siamo riusciti a farlo con l’integrale, per il gluten free abbiamo raggiunto un livello eccellente se paragonato all’attuale offerta presente sul mercato, ma che noi non riteniamo ancora soddisfacente. Stiamo imparando a conoscere questo prodotto e le sue metodologie produttive e per questo abbiamo piacere di avere un confronto con chi riteniamo abbia le caratteristiche per darci uno spunto propositivo”.
Negli ultimi mesi ho trascurato molto questo blog, che però è rimasto nei miei pensieri. Così un paio di volte, nell’usare la pasta che mi era stata inviata, ho deciso di fotografare i risultati nella speranza di avere prima o poi di nuovo il tempo e la voglia di pubblicare un post se fossi stata soddisfatta del sapore di questa pasta. E dato che così è stato, eccomi a pubblicare una ricetta gustosa e semplice, ed a fare un complimento sincero alla Garofalo.
Sfilettare il pesce è una piccola sfida che vale la pena di affrontare, ma ovviamente niente vieta che lo si chieda al pescivendolo. Io ho imparato a farlo da sola, non sempre con risultati eccellenti, ma con un buon coltello affilato la cosa non è poi così difficile. Per chi ci si volesse cimentare, consiglio QUESTO breve video.
 
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Una volta aperta e pulita la zona ventrale , passare col coltello ben affilato da sopra la  schiena verso la lisca e da testa a coda seguendo il verso delle spine, in questo modo sarà più semplice ricavare i filetti.  La pelle viene via facilmente con l’aiuto di un coltello più piccolo.

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La ricetta del sugo per 6 persone:
Ingredienti: i filetti ricavati da uno scorfano intero di misura media, olio, aglio, pomodorini maturi o una buona polpa di pomodoro pelato, vino bianco, sale, peperoncino, prezzemolo tritato.

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Soffriggere l’aglio col peperoncino, aggiungere lo scorfano tagliato a pezzi di un paio di centimetri, poi sfumare con vino bianco.

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Aggiungere i pomodorini a pezzetti, aggiustare di sale e portare a cottura (8-10 minuti).
Condire la pasta a piacere polverizzando con prezzemolo tritato.

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Ho usato un formato di pasta non ancora in commercio, che dovrebbe però essere in vendita tra poco. Ha retto bene la cottura, non si è né rotta né scotta, ha un buon sapore… insomma a me è piaciuta e spero di trovarla presto sugli scaffali del supermercato, in modo da potermi…

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…Leccare i baffi!!!




mercoledì 28 agosto 2013

Marmellata di more



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Questo post, più che la descrizione di una ricetta, vuol essere un ringraziamento ed un piccolo omaggio a Marisa, una bella signora che da molti anni ogni estate prepara una buona marmellata con le more colte di persona. E’ infatti a lei che mi sono rivolta quando ho avuto la fortuna di ritrovarmi una quantità tale di more da desiderare, anziché mangiarle, di farne marmellata. Ho fatto molte marmellate nella mia vita, ma mai di more, e mi servivano consigli.

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Forse le informazioni che mi ha dato Marisa su come procedere avrei potuto trovarle in internet, ma avevo motivo di credere, ed i fatti mi hanno dato ragione, che con la sua guida sarei riuscita a fare una marmellata perfetta.

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(notare il piccolo ospite in alto a sinistra... le gioie della campagna!)

Da qualche mese abito in un paesino dell’entroterra pisano, dove basta fare pochi metri a piedi per ritrovarsi nel verde, a ridosso di un basso monte dove facilmente si trovano piantine di aglio selvatico, rovi di more, fichi e molto altro. Pochi giorni fa nel corso di una lunga passeggiata mi sono ritrovata a cogliere a piene mani more mature al punto giusto, e dopo la telefonata a Marisa mi sono messa all’opera per farne una delizia da assaggiare in quei mesi in cui le passeggiate nel verde saranno un po’ più complicate da fare rispetto ad oggi, e sentirò un po’ la nostalgia dei profumi che offre questo posto sotto il sole.

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La ricetta:
Ingredienti: more e zucchero. La quantità di zucchero viene decisa dopo il primo procedimento.
Primo procedimento: mettere in una pentola le more ben lavate e farle cuocere a fuoco lento finché non si disgregheranno un po’. Farle intiepidire, poi passarle nel passaverdure usando il colino più stretto, in modo che i semi dei frutti non passino. Lavorare finché dai semi non uscirà più neanche una goccia di succo e polpa. E’ la fase più noiosa ma anche la più importante, e ridurrà a circa la metà il peso iniziale delle more.

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Secondo procedimento: pesare le more passate, rimetterle nella pentola ed aggiungere metà dose di zucchero rispetto al peso delle more. Le mie more passate pesavano 400 grammi, quindi ho aggiunto 200 gr di zucchero. (Piccola parentesi: a me le marmellate non piacciono molto dolci, tanto che qualunque frutta io usi tendo a mettere circa la metà di zucchero rispetto al peso della frutta, niente vieta ovviamente che se ne usi di più, le ricette tradizionali parlano di uguale quantità di frutta e zucchero…. a me sembra davvero troppo, e sì che sono golosissima). Rimettere il tutto sul fornello a fuoco basso e far bollire piano, girando spesso, finché il tutto non si addensa. Per capire se la marmellata è pronta, prelevarne un cucchiaino, adagiarla su un piattino, far raffreddare bene e saggiarne la consistenza. Non posso dare tempi di cottura precisi perché dipendono ovviamente dalla quantità di frutta, nel mio caso è bastato un quarto d’ora o poco più. A questo punto travasare ancora bollente nei vasetti, coprire con carta forno, chiudere ermeticamente, far raffreddare col vasetto a testa in giù.

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Risultato: solo due barattolini piccoli ed uno medio di marmellata…. ma così buona che non potevo non ringraziare qui Marisa, aggiungendo al mio grazie un sincero abbraccio.

Credo che teoricamente la marmellata appena fatta dovrebbe riposare per un po' di tempo prima di poterla mangiare............ io non ho aspettato più di tre giorni, e non me ne sono pentita.

Una ricetta semplice che forse a qualcuno sarà utile perché non ha a portata di voce una Marisa Sorriso … a questo qualcuno dico di procedere con fiducia, perché il risultato sarà da…..

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… leccarsi i baffi!!!

♥  Un augurio di buon fine estate a chiunque passerà da qui ♥
Anna

domenica 4 agosto 2013

Crocchette di salmone fresco e patate

























Alzi la mano chi in questo periodo ha voglia di cucinare…… io la tengo in grembo, perché il solo pensiero di accendere i fornelli mi fa sudare. Però… c’è sempre un però quando ci sono di mezzo i figli. Ed al pensiero di vedere una figlia mangiare di gusto un piatto a base del tanto odiato pesce, la voglia di cucinare una se la fa venire. E così mi sono armata di ventilatore ed ho deciso non solo di cucinare, ma anche di riprendere in mano questo blog trascuratissimo. Attrezzata di macchina fotografica, senza le luci giuste ma con un ritrovato entusiasmo, ho cercato di fare anche qualche foto decente. Premetto che per questo piatto fatto decine di volte gli ingredienti fino ad oggi erano ad occhio, ed il mio consiglio tutto sommato è di fare altrettanto. Le mie dosi sono solo indicative, in realtà se si desidera una crocchetta che sappia più di salmone che di patate è ovvio che la dose di pesce deve essere almeno pari a quella di patate, mentre io ho scelto una versione più delicata in cui il pesce non prevalga pur essendo ben presente anche come sapore.

Ingredienti per circa 40 crocchette: filetto di salmone senza pelle 400 gr, patate con la buccia 700 gr, un uovo intero e due-tre albumi,  prezzemolo o erba cipollina, sale, pepe, farina di riso** q.b., pangrattato** q.b., abbondante olio per frittura.

** Certificati senza glutine: ho usato farina di riso Pedon e pangrattato Nutri Free.

Procedimento: lessare le patate con tutta la buccia in acqua leggermente salata, farle intiepidire. Cuocere i filetti di salmone a vapore o in una padella antiaderente in poco vino bianco. Sbucciare le patate, passarle nel passapatate, spezzettare bene il salmone controllando che non siano rimaste spine tra la polpa.



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Mettere il tutto in una grande ciotola, aggiungervi un uovo intero sbattuto, sale, pepe, prezzemolo o erba cipollina, fino ad ottenere un bel composto morbido ma sodo col quale sia possibile modellare con le mani delle palline.





















A questo punto dipende da quanto tempo e voglia avete… se è poca, limitatevi a rotolare le palline, che dovranno avere la misura approssimativa di quelle da ping pong, nel pangrattato. Altrimenti, per una crosticina molto molto croccante e sfiziosa, preparate tre piatti: uno con farina di riso, uno con albume leggermente sbattuto, il terzo con pangrattato.




















Rotolate ogni pallina nella farina, poi nell’albume, infine nel pangrattato. Per non ritrovarmi troppo spesso con le mani appiccicose mi aiuto il più possibile con i cucchiai.







































Friggere le palline poco alla volta in olio ben caldo, posarle  su carta assorbente, servirle tiepide e……





















… e poi…


… ovviamente….


…leccarsi bene bene i baffi!


Colgo l’occasione per augurare una felice estate a chiunque passerà di qui Cuore rosso















domenica 17 marzo 2013

Una torta trasformista


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Marzo, come già raccontato altrove, è per la nostra famiglia il mese di ben quattro compleanni: quello di mia figlia Silvia, che quest’anno ha compiuto i suoi fantastici 18 anni diventando grande a tutti gli effetti, quello di mio nipote Andrea che quest’anno ne ha compiuti 22, quello di mia nipote Federica che ne fa 16, infine quello di mia cognata Maddalena. Ci piace festeggiarli tutti insieme verso la metà del mese, a casa di mia mamma, e quest’anno ci sarebbe piaciuto fare qualcosa di particolare per Silvia diventata maggiorenne…. ma naturalmente lei non ha voluto, asserendo che è un compleanno come gli altri e decidendo che come tutti gli anni era giusto fare una festa comune. Addirittura ha scelto una torta “neutra” che fosse adatta sia per le ragazze che per Andrea, mentre io già sognavo una torta fantastica da ballo delle debuttanti Triste

La scelta è caduta sulla “Torta-libro”. Non ne avevo mai vista una e a dire il vero mi è piaciuta subito. Però l’idea di una torta tutta per Silvia non mi abbandonava. Così nel costruirla ho rimuginato a lungo, fino a decidere di fare una torta trasformista, che cambiasse a secondo del festeggiato. Il risultato è piaciuto molto, ed è stato anche divertente.

Per fare la torta ho seguito questo tutorial, e mi ha aiutato moltissimo. Ho fatto tutto alla lettera, usando la mia solita ricetta del pan di spagna, la solita bagna, la solita crema. In metà di quest’ultima però, mentre era sempre calda ho sciolto 100 gr di cioccolato fondente.

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Farcitura alla crema pasticciera o al cioccolato? Entrambe Sorriso

Per la copertura con ganache, ho usato 400 gr di cioccolato bianco sciolto in 150 ml di panna e poi fatto raffreddare per qualche ora.
Per la copertura con pasta di zucchero, solita ricetta.

All’inizio, ho pensato a una cosa del genere:

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Scusate la qualità della foto, scattata col cellulare.

Ma non ero convinta. In realtà volevo che Silvia avesse il suo momento di gloria. Così non ho attaccato le lettere, ed ho creato quest’altra cosa.

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Ho pensato: quando sarà il momento, sostituirò il nome ed il numero, e faremo tre soffiate di candeline.

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Mi sembrava un’idea carina.
Ma mia cognata Maddalena aveva in serbo una sorpresa ancora più carina. Ed ecco com’è diventata la torta di Silvia grazie all’intervento della sua adorata zia.

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…. poi è toccato ad Andrea soffiare sulla sua candelina. Via le rose, via il 18, sostituzione del nome, candelina azzurra con delfino e vai col 22!!!

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Stessa manovra per Federica Sorriso

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Infine Maddalena… niente anni per lei, che però ne dimostra dieci di meno e poteva tranquillamente inventare di essere una cuginetta pure lei Sorriso

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L’idea ha soddisfatto me (nella foto con mia figlia) che volevo una torta speciale per Silvia, ed ha soddisfatto anche lei che voleva festeggiare con i suoi cugini e sua zia come tutti gli anni senza essere al centro dell'attenzione.

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(Le mie figlie)

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… naturalmente c’è n’è rimasta ben poca. Era buona, soprattutto la parte con la crema al cioccolato, resa amarognola dal cioccolato fondente in un contrasto piacevolissimo col dolce della pasta di zucchero.

Buona? No, lo sapete ormai, non pubblico niente se non merita che si dica che era da…..


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… leccarsi i baffi!!!

(lo so che non si sta leccando i baffi questa tigre… ma questa immagine è splendida e mi andava di condividerla con chi capiterà qui Sorriso )