E’ ferragosto, fa un caldo atroce, decido di non andare al mare per non rischiare di rimanere bloccata nel traffico nel caso mi chiamassero (sono reperibile) e visto che sono sola in casa, decido di regalarmi un’esagerazione di tempo al pc senza sentirmi in colpa, dedicandomi al mio blog, alle mie amiche lontane, allo studio di un argomento che mi coinvolge moltissimo e mi aiuta a non pensare, e mentre vago nel web torno per l’ennesima volta su
questa pagina, mi ritrovo con l’acquolina in bocca e malgrado il caldo decido: la faccio. Perché mi ispira. Perché mi piace questa iniziativa del Quanti modi di fare e rifare, la cui versione sglutinata ci vede ogni 15 del mese con le nostre Rifatte senza glutine. Insomma, tra le tante trasgressioni di oggi, mi ritrovo ad accendere il forno ed a cucinare questa meravigliosa focaccia. Temperatura in casa, trecento gradi. Ma chi mi conosce sa che se mi metto in testa una cosa, niente mi scoraggia. E ne valeva la pena, oh se ne valeva la pena!!!
Si tratta di una ricetta glutinosa e c’era il rischio che non venisse come speravo. Non dimentico le delusioni del passato, gli impasti buttati via, asciutti, duri, gommosi, che niente avevano a che fare con gli impasti di grano… quante volte ho sorriso a mia figlia col groppo in gola ed il desiderio frustrato di offrirle tutt’altro genere di risultato. Nel tempo è capitato sempre più raramente, ma ogni nuova ricetta mi mette un pizzico d’ansia. Immotivata, per fortuna.
Ho deciso di partire dall’ormai sperimentatissimo impasto da pizza con lievitino. Ho usato la farina Farmo al posto della Mix B perché nell’ultima pizza fatta sentivo un leggero retrogusto che desideravo eliminare. Non so se sia perché questo impasto è dolce e non salato, ma stavolta il retrogusto non c’era assolutamente.
Ingredienti:
300 gr di farina Farmo per pane (quella senza latte), 300 gr di Mix It DS, 250 gr di Glutafin Select, 450 ml di acqua, sale, olio extravergine di oliva, 10 gr di lievito fresco (o due gr di lievito secco), un cucchiaino di miele, zucchero semolato, qualche fiocchetto di burro, una mela, 80 gr di uvetta.
Procedimento: mettere in ammollo l’uvetta; mescolare insieme le farine e prelevarne 100 gr. Preparare il lievitino: sciogliere il lievito in 100 ml di acqua tiepida della dose, aggiungere il miele ed impastare con la farina. Coprire e lasciar lievitare per un’ora. Non ho fatto foto, ma vi ripropongo
queste.
Usare il lievitino come lievito per continuare con la preparazione dell’impasto, e lavorarlo con il resto della farina aggiungendo acqua fino ad ottenere un impasto morbido ma lavorabile con le mani (può darsi che ne basti meno rispetto alla dose segnalata negli ingredienti, dipende da molti fattori). Aggiungere all’ultimo 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva e sale a piacere. Amalgamare bene.
A questo punto ho inserito la mela tagliata a pezzetti e l’uvetta ammollata. Ho coperto la teglia con carta da forno, cosparsa di farina di riso, e ci ho versato l’impasto stendendolo bene con un cucchiaio.
Ho fatto lievitare per un paio d’ore.
Al termine ho cosparso la superficie con pezzetti di burro e zucchero, e lasciato lievitare per un’altra ora. Nell’ultimo quarto d’ora ho portato il forno a temperatura massima. Ed ho bucherellato l’impasto con le dita bagnate.
Tishyyyyy!!! Nooooooo!!!
Ho un gatto bulimico, devo arrendermi alla realtà! Qualunque cosa commestibile, QUALUNQUE, cruda o cotta, dolce o salata, animale o vegetale, lui deve tuffarcisi. Per continuare a fare le foto ho dovuto metterlo alla porta. Gentilmente però… e dopo averlo riempito di baci… perché lo adoro, il mio
piccolino.
Ho infornato nella parte bassa del forno a 250°C per 5-6 minuti, poi nella parte centrale a 200°C per altri 30 minuti circa, finché la superficie si è caramellata.
Ho fatto raffreddare…. mica tanto però…. non vedevo l’ora di assaggiarla.
Calda, era buonissima.
Tiepida, era divina.
Fredda, … fantastica. Morbida, superficie leggermente croccante, un connubio di sapori che ha conquistato non solo me ma anche il mio critico più feroce e sincero, mio marito, che se ne è sbafato diverse porzioni.
Insomma una focaccia….
… da leccarsi i baffi !!!

Prossimo appuntamento con "Quanti modi di fare e rifare" il 6 ottobre con questa bella ricetta: