Si mangia per vivere, non si vive per mangiare

Si mangia per vivere, non si vive per mangiare
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giovedì 20 settembre 2012

Insalata di grano saraceno


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L’ho preparata diverse volte questa estate, più o meno sempre nello stesso modo. Gustosa, fresca, ha di bello che gli ingredienti si possono variare in base al gusto o a quello che ci propone la nostra dispensa.

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Ingredienti per 4 persone: 400 gr di grano saraceno, 1/2 cipolla, 1 zucchino, 1 peperone, pomodorini ciliegini lasciati interi o tagliati in due parti, mozzarella a pezzi, qualche foglia di basilico, sale, olio, pepe.
Procedimento: lessare il grano saraceno per circa 15 minuti in acqua salata, poi raffreddare bene sotto l’acqua corrente.
In una padella antiaderente soffriggere la mezza cipolla, aggiungere lo zucchino ed il peperone tagliati a piccoli pezzi e cuocere “al dente”, nel senso che devono rimanere piuttosto sodi. Far raffreddare.

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Unire al grano saraceno tutti gli ingredienti, insaporire con sale pepe ed olio, mescolare bene e servire freddo o a temperatura ambiente.
E naturalmente….

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… leccarsi i baffi!






martedì 15 maggio 2012

Rifatte senza glutine: I peperoni ripieni alla Micò, di Vale

Il tempo vola... e per me questo è un dispiacere, perché sento che con il tempo mi sfugge di mano anche tutto ciò che di bello vorrei e non riesco a vivere. Vorrei più tempo per me e per la  mia famiglia, vorrei più tempo per le mie passioni, vorrei più tempo per vivere, semplicemente, una vita che non sia solo correre per il lavoro, correre per dovere, per affetto, per abitudine, perché tutto fili liscio, tutto sia corretto, e perché tutti ricevano il mio contributo che io sono quella sempre forte, quella sempre disponibile, quella sempre sorridente.... sempre più con fatica.
Il tempo vola e sono stanca. So che questa stanchezza dipende da tante cose, compreso il fatto che sto dormendo malissimo, ma a volte davvero mi chiedo che razza di vita sia questa, quale segno di me rimarrà su questa terra, in quali cuori lascerò un'impronta . E so che non sono sempre forte, anche se cerco di essere sempre disponibile e sorridente. A volte, però, col cuore stretto stretto .
 
Okay, okay, mi fermo.... niente pessimismo oggi, niente tristezze, oggi si parla delle Rifatte, ed è proprio pensando che siamo al settimo appuntamento che ho iniziato dicendo: il tempo vola. Sembra ieri che Vale ci ha fatto la sua proposta. Siamo partite in poche, con la bella e profumata ricetta delle Spuntine, ed ogni appuntamento ci ha viste più numerose, più coinvolte, più decise ad invadere il web con le nostre Rifatte, che niente hanno a che vedere con labbra e seni gonfi, rughe spianate e liposuzioni, le nostre sono Rifatte in cucina, con tanto gusto e niente glutine. 

Questo mese la sorte ha puntato sulla gustosissima ricetta di Vale,  il comandante severissimo e temutissimo di questa nave. E... urka, la sua ricetta in casa mia e dintorni ha ottenuto un successo strepitoso. Ed è un piacere per me riproporla qui.
 
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La ricetta di Vale, con parole sue:
Ingredienti:

4 peperoni di media grandezza
200 g. di riso
80 g. olive denocciolate
20 g. capperi
15 g. alici sottolio da tagliare a pezzettini piccini piccini
350 g. di cipolle 30 g. parmigiano grattugiato
100 g. provolone piccante o affumicato (che a detta della mia amica è meglio) da tagliare a dadini piccini
4 cucchiai di olio evo
sale q.b.
pepe q.b

Procedimento

lessare molto al dente il riso, scolarlo, condirlo con i 4 cucchiai di olio evo e lasciarlo raffreddare
nel frattempo pulire i peperoni privandoli dei semini
pulire e tagliare a fettine sottili le cipolle e lasciarle appassire per almeno 40 minuti a fuoco basso in un tegame capiente con dell'acqua (mi raccomando non devono prendere colore!)
in una ciotola mettere tutti gli altri ingredienti ed aggiungere alla fine il riso e le cipolle mescolando bene
aggiustare di sale e pepe
riempire i peperoni
infornare a forno già caldo a 180^\200^ fin quando non saranno belli dorati
è preferibile mangiarli il giorno dopo.... freddi sono buonissimissimi!!!


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(I peperoni pronti ad essere infornati)

Io ho fatto un’unica variazione (Vale non bacchettarmi!!!): al posto del provolone, che non mi piace molto, ho messo la stessa quantità di gorgonzola a pezzetti. Che dire…… ci stava trooooooooooooooooooppo bene!!! Per il resto ho seguito pari pari la ricetta…. ed ho rifatto anche le patate ripiene, lasciandole però con la buccia ben lavata e spazzolata.

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Il risultato?…… ma perché, ci sono dubbi sul risultato?
Sublime, semplicemente.

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Ma ormai lo sapete tutte, no? …che con noi Rifatte….
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… vi leccherete sempre i baffi!!!

P.S. Il prossimo appuntamento con le Rifatte sarà il 15 giugno con Il cheese-cake ai limoni di Anna Lisa.

Cheesecake ai limoni

martedì 10 aprile 2012

Risotto agli asparagi

 
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Premetto che io adoro tutti i risotti, anche quello più banale con pomodoro burro e parmigiano. Ma ci sono dei risotti che se ben cucinati mi fanno letteralmente impazzire, come quello ai funghi, ai carciofi oppure agli asparagi. E visto che la stagione di questi ultimi meravigliosi ortaggi è alle porte e si iniziano a trovare i primi, in questi giorni ho voluto provare una ricetta che  mi aveva ispirato molto, trovata qui.

Il risultato è stato… da condividere. Per cui ecco la ricetta quasi del tutto identica:
 
Ingredienti per 4 persone:
  • 350 gr. di riso (circa 20 cucchiai)
  • 300-400 gr. di asparagi (da preferire quelli più piccoli e sottili)
  • 1 scalogno
  • una noce di burro
  • olio extravergine di oliva
  • parmigiano reggiano grattugiato
  • brodo vegetale

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Preparazione:
La ricetta originale prevede di lessare gli asparagi tagliati a pezzetti. Io preferisco cuocerli a vapore.


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In una pentola a parte preparare il brodo vegetale (si può utilizzare un dado vegetale disciolto in 1 litro e mezzo d'acqua circa)
Preparare un tegame largo e basso dove si andrà a cuocere il riso. Soffriggere in un filo d'olio uno scalogno tagliato sottile, poi aggiungere gli asparagi tagliati a pezzi. Tenere da parte tutte le punte di asparagi che poi andranno in parte aggiunte  a metà cottura e in parte usate per guarnire il piatto finale. Le punte di asparagi vanno aggiunte in un secondo momento perché sono più delicate e la cottura insieme al riso avrebbe l'effetto di "spappolarle".
 

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Schiacciare gli asparagi con un cucchiaio di legno (io ho usato un pestello lungo per gli aperitivi) insieme allo scalogno, direttamente nella padella e a fuoco vivo. Si dovrà formare una polpa verde che poi, in fase di cottura e con il brodo vegetale, diventerà cremosa.
A questo punto aggiustare di sale e, con la padella ben calda, aggiungere il riso e farlo rosolare insieme agli asparagi. Quindi cominciare ad aggiungere il brodo vegetale.
Versare abbondante brodo inizialmente (per una buona cottura il riso deve quasi galleggiare all'inizio) e successivamente aggiungerne poco alla volta mano a mano che viene assorbito dal riso. Aggiustare di sale assaggiando il brodo di cottura.
Superata la metà cottura aggiungere buona parte delle punte di asparagi. A cottura ultimata, spegnere, far riposare 15 secondi e amalgamare una noce di burro.
Versare nei piatti cospargendo di abbondante parmigiano reggiano grattugiato e guarnire ogni piatto con qualche punta.

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Un risotto molto cremoso e delicatissimo che vi farà…

 
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… leccare i baffi!!!




martedì 20 marzo 2012

Sformato di cavolfiore


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A me il cavolfiore piace perfino crudo, ma in casa mia ne odiano anche l'odore. Tuttavia cucinato in questo modo risulta graditissimo quasi a tutti, con la sua consistenza cremosa ed il suo sapore delicato. La ricetta è banalissima, di quelle che fai senza neanche bisogno di dosi, comunque oggi che mi è venuto in mente di abbellire il piatto per pubblicarlo mi sono segnata tutto.
Ingredienti: un cavolfiore di circa un chilo (pesato già pulito), 500 ml di salsa besciamel, 2 uova, 80 gr di parmigiano grattugiato, pangrattato,  sale, pepe.
Procedimento: pulire e cuocere il cavolfiore (lo faccio a vapore per conservarne il più possibile l’aroma) e nel frattempo preparare la besciamella con la ricetta preferita. Io uso quella del Bimby mettendo nel boccale: burro 50 gr,  farina 50 gr (ho usato la Maizena), latte 1/2 litro, un pizzico di noce moscata (facoltativo), sale, pepe e cuocendo a 90°C per 6 minuti a velocità 4. Con le stesse dosi comunque si può fare la salsa manualmente con la procedura classica che descrivo qui. Sbattere le due uova con il sale, il pepe ed il parmigiano grattugiato, ed aggiungerle mescolando alla besciamella. Quando il cavolfiore è cotto, scolarlo bene e finché è caldo schiacciarlo un po’ o, per un risultato più cremoso, passarlo per pochi secondi nel robot. Mescolare insieme cavolfiore e salsa. Imburrare una teglia piuttosto grande, cospargerla di pangrattato, versarvi il composto ottenuto, e cospargere di altro pangrattato. Cuocere in forno preriscaldato a 200°C per circa mezz’ora. Servire tiepido o freddo. Per comporre questo piatto ho sovrapposto tre fette di sformato che ho poi ritagliato con un coppapasta.
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E le roselline che c’entrano?
Niente…. a parte la mia esigenza estetica di rendere ancora più appetibili i miei adorati cavolfiori Sorriso

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L’idea l’ho presa qui e la trovo deliziosa.
Ora vi ho detto proprio tutto. Non mi resta che…
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… leccarmi i baffi!!!

domenica 18 dicembre 2011

Pizza con la scarola, senza glutine

E’ un piatto campano che adoro, e che tutti gli anni di questi tempi mia mamma presentava spesso in tavola. La scarola con il suo retrogusto amarognolo si sposa divinamente con il dolce dell’uvetta, il forte del peperoncino ed il salato dei capperi, e la pasta da pizza ne fa un piatto unico e gustoso, pratico ed idoneo anche ad un buffet.
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L’anno scorso l’ho fatta così.
Quest’anno ho voluto provare un impasto diverso, incantata dagli impasti a lunga lievitazione scoperti grazie ad Olga. Non avevo mai provato a fare il cosiddetto lievitino, ed è stata una bella esperienza: il risultato è stato un impasto ben lievitato malgrado la quantità minima di lievito di birra, molto buono, senza retrogusto, e malgrado il tempo più lungo la fatica è minima.
Ingredienti per la pasta da pizza: 200 gr di farina Mix B Schar, 200 gr di farina Mix It DS, 150 gr di farina Glutafin Select, acqua tiepida circa 350 ml, 6 gr di lievito di birra, 1 cucchiaino di miele, sale q.b
Ingredienti per il ripieno:  due o tre cespi di scarola, uno spicchio d'aglio, un pizzico di peperoncino, una manciata di pinoli, una di uvetta, una di capperi, olive snocciolate e tagliate.
Procedimento per la pasta: mescolare le tre farine. Sciogliere il lievito di birra in 100 ml di acqua tiepida ed aggiungervi il miele facendolo sciogliere bene. Incorporare 100 gr di farina  mescolando bene in una scodella. Coprire con pellicola per alimenti e far lievitare per un’ora circa.
Procedimento per il ripieno: lavare bene la scarola, asciugarla bene e tagliarla a pezzi. Soffriggere in un po' di olio extravergine di oliva l'aglio ed il peperoncino,  poi versare la scarola: essendo questa voluminosa ci vorrebbe una pentola molto grande, ma volendo se ne può soffriggere  una parte, quando appassita se ne aggiunge ancora, e così via fino ad averla tutta nella pentola. Arrivati a fine cottura  aggiungere l'uvetta, i pinoli, i capperi e le olive, aggiustare di sale. Spegnere e far raffreddare.
Una volta pronto il lievitino, usarlo come lievito impastandolo bene con il resto della farina e dell’acqua ed aggiungendo 4 cucchiai di olio extravergine di oliva e sale a piacere. Fare due panetti, uno un po’ più grande dell’altro, e mettere nuovamente a lievitare per un’ora circa, o perlomeno finché l'impasto non raddoppia di volume o quasi.

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Una volta ben lievitati, stendere il panetto più grande su un pezzo di carta da forno che  vada a misura nella teglia da foderare. Ritagliare eventualmente la pasta in eccesso, bucherellare quella sul fondo e versarvi il ripieno di scarola.

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Coprire con il secondo panetto steso su misura aiutandosi con il mattarello e far aderire i bordi sul tutto bagnando con poca acqua. Spennellare con olio extravergine di oliva.
Cuocere nella parte bassa del forno (in modo che il fondo non resti crudo e bagnato) a 200°C per circa 30 minuti.

La pasta dovrà avere un bel colore dorato.


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Sfornare, servire tiepida… e naturalmente…


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… leccarsi i baffi!!!

domenica 20 novembre 2011

Ravioli con ricotta e spinaci

Ogni tanto mi prende la nostalgia di piatti quasi dimenticati, non tradizionali della mia famiglia o della mia terra, ma che ogni tanto, prima che madame celiachia entrasse come una regina in casa mia, mettevo in tavola nei giorni di festa. Le (st)renne gluten-free di questo mese mi hanno fatto pensare lì per lì a tutte le cose buone che solitamente mi ritrovo sul tavolo a casa di mia mamma durante le feste…. poi ho pensato: non c’è scritto “i piatti che troveremo” ma quelli “che ci piacerebbe trovare” !

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Bè, mi piacerebbe proprio trovare dei bei ravioloni ripieni, di quelli freschi che compravo un tempo al pastificio, sui quali basta giusto un po’ di burro aromatizzato alla salvia per gustarne in pieno il sapore…. mentre ci pensavo mi veniva l’acquolina in bocca, giuro. Da quanti anni non li mangio? Non lo so, ho perso il conto. E allora, perché no?

Ho rispolverato i miei vecchi ricettari stampati per i corsi di cucina senza glutine. Nel settembre del 2001, durante il nostro primo corso a Marina di Pisa, il cuoco che ci aiutava fece rimanere letteralmente a bocca aperta tutti i presenti presentando la sua pasta ripiena senza glutine. Forse è proprio da allora che non la mangio più, dieci anni fa circa, non so perché non ci abbia mai provato prima, forse mi sembrava troppo complicato, o forse ho rimandato tanto da non pensarci più.

Questo blog a volte divaga un po’ dallo scopo iniziale, ma rimane fondamentalmente quello per cui è nato: mettere la mia esperienza a disposizione di chi non ne ha o ne ha meno di me, ed anche incoraggiare a buttarsi in iniziative culinarie che possono sembrare complicate e che non lo sono affatto. Ecco, i ravioli non lo sono affatto. Non li avevo mai fatti prima, e non ho trovato nessuna difficoltà. Con un risultato ed una gratificazione immensi.

Cesare Scolari, così si chiama il cuoco ormai in pensione che mise a disposizione del nostro gruppo la sua esperienza e che sperimentò per noi quelle farine con le quali ancora non avevamo il massimo della confidenza, ci fece una premessa: l’impasto preparato per ravioli, tortellini, cappelletti deve essere un po’ più morbido di quello per tagliatelle o lasagne che deve essere invece piuttosto duro. La morbidezza serve a fare in modo che le due parti con il ripieno nell’interno si chiudano con facilità.
Ecco la sua ricetta:
Ingredienti: 500 gr di farina (lui usò la Bi-Aglut per pane e paste lievitate, io ho fatto altrettanto), 4 uova, 4 cucchiai di acqua, 4 cucchiai d’olio (lui consigliava quello di mais, io ho usato quello extravergine di oliva), un pizzico di sale.
Procedimento: fare la fontana con la farina, mettervi nel centro le uova, l’acqua, il sale e l’olio, far incorporare impastando dal centro verso l’esterno. Lavorare fino a quando l’impasto sarà ben omogeneo. Avvolgere il panetto ottenuto in un telo di cotone e far riposare mentre si prepara il ripieno.
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Confesso di aver usato il Bimby, mettendo insieme tutti gli ingredienti e finendo di lavorare il panetto a mano. 
Per il ripieno ho fatto un po’ a occhio, con le dosi che avevo in casa. Non credo ci siano regole precise….. se ci sono non le ho cercate, mi sono ispirata alla ricetta degli gnudi ed il risultato è stato semplicemente ottimo. Ecco come ho fatto:
Ingredienti: spinaci pesati già lessati e strizzati 350 gr, ricotta ben asciutta 250 gr, un uovo, parmigiano grattugiato 60 gr, una bella spolverata di noce moscata.
Procedimento:  passare gli spinaci in padella con un po’ di burro, farli intiepidire, poi tritarli finemente insieme alla ricotta.  Aggiungere il resto degli ingredienti ed amalgamare bene.

A questo punto prendere il panetto di pasta, prelevarne due pezzi dello stesso peso (io ho fatto 200 gr) e stenderli finemente in modo approssimativamente uguale. Ho usato il mattarello aiutandomi con un po’ di farina per stendere in modo molto fine, ma per chi ha la macchina per la pasta ben venga l’aiuto.
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Appoggiare su una delle due sfoglie di pasta dei mucchietti non troppo grandi di ripieno distanziandoli in modo regolare. Io ho usato due cucchiaini, uno per prendere il ripieno, l’altro per farlo scivolare nel punto in cui volevo io.
Comporre così una specie di griglia regolare. Non l’ho trovato scritto da nessuna parte, ma per paura che le due sfoglie non si attaccassero bene insieme ho passato  un pennellino bagnato  tra i mucchietti, là dove la pasta doveva poi essere accoppiata.
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Appoggiare delicatamente (avevo arrotolato la pasta intorno al mattarello) la seconda sfoglia sulla prima, e premere con attenzione la pasta intorno ai mucchietti.
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A questo punto tagliare i ravioli passando con una rotellina sulla pasta intorno ai mucchietti, premendo forte  sia per far accoppiare bene le due sfoglie di pasta, sia per tagliarle in modo netto. Reimpastare i rimasugli e continuare fino ad esaurimento degli ingredienti.
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Eccoli. Non sono bellissimi? Con le quantità segnalate me ne sono venuti 65, come a dire otto piatti belli abbondanti.
Ne ho cotto qualcuno la sera stessa, lessandoli per un paio di minuti dopo la venuta a galla, conditi con semplice burro scaldato con un po’ di salvia ed una bella grattugiata di parmigiano.
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Il giorno dopo (cioè oggi) erano sempre perfetti ma attenzione, forse per colpa del ripieno la pasta tende ad inumidirsi quindi non fate l’errore di lasciare i ravioli l’uno contro l’altro, ma metteteli in un vassoio cosparso di farina e ben separati l’uno dall’altro, altrimenti li troverete attaccati e rischierete di romperli per staccarli. Ovviamente lo dico perché io questo errore l’ho fatto, fortunatamente me ne sono accorta prima del disastro totale, ed è bastato staccarli delicatamente ed infarinarli un po’ per rimediare.
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E per chi non l’avesse capito, con questa ricetta partecipo al contest delle (st)renne gluten-free di Stefania!!!

(st)Renne Senza glutine

Stefania che dici, potrebbe essere un buon primo per un giorno di festa? O sono solo io…

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… a leccarmi i baffi?



martedì 9 agosto 2011

Pasta con zucchine gamberetti e zafferano, dedicata ai miei primi 100 lettori!



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Non riesco quasi a crederci…. malgrado la mia prolungata latitanza, il mio blog in questo periodo continua ad essere molto visitato ed i lettori fissi stamattina sono arrivati a 100… che dire, posso solo ringraziare i 100 lettori che hanno deciso di seguirmi in modo costante, ed almeno oggi interrompere questa latitanza e pubblicare una ricetta che ho spesso portato sulla mia tavola ultimamente e che altrettante volte ha riscosso grande successo. Veloce e semplice come quasi tutta la mia cucina, molto indicata in questo periodo in cui si ha poco tempo e poca voglia di stare ai fornelli, per eseguirla non uso mai dosi precise ma viene sempre buonissima!

Ingredienti per 4 persone: gamberetti sgusciati 400 gr (vanno benissimo quelli congelati, che però ho la cura di far scongelare prima affinché non rilascino troppo liquido durante la cottura), 2 o 3 zucchine (dipende dalla grandezza, qui vado davvero a occhio), 1 bustina di zafferano, 100 ml di panna liquida, sale, pepe, 1/2 cipolla, olio extravergine di oliva, 1/2 bicchiere di vino bianco, prezzemolo fresco tritato.

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Procedimento: soffriggere la cipolla a fuoco dolce, e quando appassita aggiungere i gamberetti. Far asciugare, aggiungere il vino e far evaporare. Aggiungere gli zucchini tagliati a mezze rondelle, salare se necessario (io spesso non lo faccio), aggiungere lo zafferano sciolto in poco brodo (ma confesso che quando ho fretta lo verso direttamente nella padella e si scioglie senza problemi). Far cuocere il tutto mentre in cucina si diffonderà un profumo meraviglioso, e appena gli zucchini saranno ammorbiditi aggiungere la panna per legare bene il tutto.

A questo punto cuocere la pasta (io sempre Veneziane o Asolane, non amo nessun altro tipo di pasta senza glutine ma ovviamente è una questione di gusti).

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Scolarla al dente, farla saltare con il sugo aggiungendo il prezzemolo tritato fresco, pepe se gradito, servire e….

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… leccarsi i baffi!!!

sabato 18 giugno 2011

Rotolini di melanzane

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Di questi tempi la voglia di cucinare è davvero poca… io perlomeno sto dedicando ben poco tempo ed altrettanta poca volontà ai fornelli, vuoi per il fatto che ultimamente i miei impegni vincono sul mio tempo libero  per 10 a 1, vuoi perché vari problemi hanno mandato il mio morale sotto le scarpe insieme alla mia voglia di creare in cucina. Non ho risposto neanche a tutti i commenti sul mio ultimo post e me ne scuso, lo farò al più presto, nel frattempo sia per Sesè sia per chi come me vuole fare presto e bene qualcosa di gustoso e leggero, vi descrivo una ricetta facilissima che piace a tutti e può essere preparata con anticipo per un buffet, per un antipasto,  per uno stuzzichino.

Ingredienti per una teglia media: un paio di melanzane non troppo grandi, lunghe; del formaggio tipo scamorza o emmental  affettato sottile (dell’Emmental esistono confezioni con le fettine già pronte), prosciutto cotto magro (certificato senza glutine!), parmigiano grattugiato.

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 Procedimento: tagliare a fette non troppo sottili le melanzane e grigliarle subito. Farle raffreddare, posare su ogni fetta una fetta di formaggio ed una di prosciutto, arrotolare il tutto e fissare con uno stecchino di legno.






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 Adagiare i rotolini in una pirofila, cospargere di parmigiano o se preferite di qualche pezzetto di formaggio, passare in forno per 10 minuti a 200 °C o finché il formaggio fonde.


Servire caldo o tiepido. Un’idea da sfruttare anche per il finger food :)



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… ed ovviamente, lecchiamoci i baffi!

lunedì 30 maggio 2011

Carciofini sott’olio

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Chi ha un orto sa che di carciofi ormai ne sono rimasti pochi, e piccoli. Mia mamma mi ha regalato forse gli ultimi della stagione, e li ho messi sott’olio usando una ricetta facile facile del mio mitico maestro di cucina, Antonio Malanca.

Ingredienti per 6/7 porzioni: 30 carciofi piccoli, olio extravergine di oliva 3 bicchieri, aceto rosso 1 bicchiere (ma a dire il vero io ce l’avevo bianco e sono venuti buonissimi lo stesso), sale, pepe in grani.


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Procedimento: pulire i carciofini togliendo le foglie dure e la parte superiore delle foglie (per evitare che vi anneriscano le mani usate i guanti). In una pentola idonea versare l’olio e l’aceto, metterci i carciofini, portare ad ebollizione per 3 minuti e spegnere.


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Far raffreddare, poi versare carciofi  e liquido di cottura (cercare di usare solo l’olio e non l’aceto) in un barattolo di vetro, aggiungendo qualche grano di pepe e se necessario ancora olio per coprire bene. Chiudere i barattoli. Si possono mangiare dopo 15-20 giorni… così dice Antonio, ma noi li abbiamo mangiati subito ed erano perfetti. Anzi…


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… da leccarsi i baffi!