Si mangia per vivere, non si vive per mangiare

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mercoledì 25 aprile 2012

Riso tricolore

Un’amica mi ha regalato per Natale un bellissimo stampo a forma di margherita, in silicone, accompagnato da un ricettario (“Torte in petali – Gribaudo”) utilissimo per sfruttarne i contorni inusuali, nel quale mi aveva colpito subito molto questo riso colorato. Con un po’ di fantasia si può sfruttare l’idea e presentare questo piatto in vari modi, magari in monodosi sovrapponendo gli strati colorati ed aiutandosi con un coppapasta. Di grande effetto ma veramente semplice, adatto come primo piatto o ad accompagnare carne o pesce, o perché no come antipasto.

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Ingredienti per uno stampo: 450 gr di riso carnaroli (la ricetta dice 400 ma un po’ di più ci sta bene), 1/2 cipolla, 2 bicchieri di brodo, un bicchiere di vino bianco secco, un pizzico di zafferano, 4 grossi cucchiai di pesto genovese, 4 di sugo di pomodoro, abbondante parmigiano grattugiato, olio extravergine di oliva, sale.


Procedimento: tritare la cipolla e farla appassire in una pentola con qualche cucchiaio d’olio. Versarvi il riso e farlo tostare per alcuni minuti, poi unire il brodo, far restringere un po’ e sfumare con il vino lasciandolo evaporare. Portare a cottura aggiungendo via via acqua bollente salata se necessario. Intanto sciogliere lo zafferano in poca acqua tiepida. Una volta cotto il riso, prenderne qualche cucchiaiata abbondante e mescolarla con l’acqua e lo zafferano sciolto, poi trasferire il riso giallo nell’incavo centrale dello stampo, premendo con un cucchiaino per farlo aderire bene alle pareti. Dividere il resto del riso in tre porzioni uguali, insaporirne una con il pesto mescolando bene, la seconda con il parmigiano e la terza con il sugo di pomodoro ed un po’ di parmigiano, sempre mescolando con cura. Versare i risotti nei petali alternando i colori, pressando bene e poi livellando con il dorso di un cucchiaio, e lasciar intiepidire prima di sformare sul piatto di portata.

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Decorare a piacere, con pomodorini, cetrioli sottaceto, basilico e pezzetti di formaggio (ho tagliato un po’ di asiago con una formina piccola da biscotti). Buono buono anche freddo. Anzi…


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… da leccarsi i baffi!!!








martedì 10 aprile 2012

Risotto agli asparagi

 
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Premetto che io adoro tutti i risotti, anche quello più banale con pomodoro burro e parmigiano. Ma ci sono dei risotti che se ben cucinati mi fanno letteralmente impazzire, come quello ai funghi, ai carciofi oppure agli asparagi. E visto che la stagione di questi ultimi meravigliosi ortaggi è alle porte e si iniziano a trovare i primi, in questi giorni ho voluto provare una ricetta che  mi aveva ispirato molto, trovata qui.

Il risultato è stato… da condividere. Per cui ecco la ricetta quasi del tutto identica:
 
Ingredienti per 4 persone:
  • 350 gr. di riso (circa 20 cucchiai)
  • 300-400 gr. di asparagi (da preferire quelli più piccoli e sottili)
  • 1 scalogno
  • una noce di burro
  • olio extravergine di oliva
  • parmigiano reggiano grattugiato
  • brodo vegetale

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Preparazione:
La ricetta originale prevede di lessare gli asparagi tagliati a pezzetti. Io preferisco cuocerli a vapore.


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In una pentola a parte preparare il brodo vegetale (si può utilizzare un dado vegetale disciolto in 1 litro e mezzo d'acqua circa)
Preparare un tegame largo e basso dove si andrà a cuocere il riso. Soffriggere in un filo d'olio uno scalogno tagliato sottile, poi aggiungere gli asparagi tagliati a pezzi. Tenere da parte tutte le punte di asparagi che poi andranno in parte aggiunte  a metà cottura e in parte usate per guarnire il piatto finale. Le punte di asparagi vanno aggiunte in un secondo momento perché sono più delicate e la cottura insieme al riso avrebbe l'effetto di "spappolarle".
 

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Schiacciare gli asparagi con un cucchiaio di legno (io ho usato un pestello lungo per gli aperitivi) insieme allo scalogno, direttamente nella padella e a fuoco vivo. Si dovrà formare una polpa verde che poi, in fase di cottura e con il brodo vegetale, diventerà cremosa.
A questo punto aggiustare di sale e, con la padella ben calda, aggiungere il riso e farlo rosolare insieme agli asparagi. Quindi cominciare ad aggiungere il brodo vegetale.
Versare abbondante brodo inizialmente (per una buona cottura il riso deve quasi galleggiare all'inizio) e successivamente aggiungerne poco alla volta mano a mano che viene assorbito dal riso. Aggiustare di sale assaggiando il brodo di cottura.
Superata la metà cottura aggiungere buona parte delle punte di asparagi. A cottura ultimata, spegnere, far riposare 15 secondi e amalgamare una noce di burro.
Versare nei piatti cospargendo di abbondante parmigiano reggiano grattugiato e guarnire ogni piatto con qualche punta.

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Un risotto molto cremoso e delicatissimo che vi farà…

 
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… leccare i baffi!!!




sabato 21 gennaio 2012

Passata di ceci con pioppini e tartufo

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Prima di tutto sento l’esigenza di ringraziare Stefania e la sua bella iniziativa delle ( st )renne senza glutine che mi ha portata a fare una ricerca sulle zuppe toscana nella speranza di portarne una originale, che sul web non si trovi. Per puro caso mi è capitato tra le mani un libretto pubblicato da Coop e Il Tirreno, collana “La grande cucina toscana”, titolo: “Al contadino non far sapere: zuppe”. Ricette fornite dai ristoratori toscani, ho esitato molto prima di decidermi, me ne piacevano molte “a naso”… poi ho scelto questa, di Liano Pratesi della “Osteria dei Cavalieri” di Pisa, un locale dove ho mangiato più volte anche se non sono una che frequenta volentieri i ristoranti, e dove ho mangiato molto bene. Per questo mi fa molto piacere pubblicare oltre alle mie foto anche quelle che  mi ha inviato il signor Liano Pratesi.


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L’ingresso del locale, nel cuore antico della mia bella Pisa, e Liano Pratesi, autore della ricetta.


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Il passato originale su uno dei tavoli dell’Osteria dei Cavalieri Sorriso

(Sia ben chiaro che la mia è pubblicità spontanea e gratuita!)


Questa ricetta non la conoscevo, ma non c’è un solo ingrediente che non mi piaccia, e poteva essere solo ottima. Inoltre non c’è un solo ingrediente a rischio di glutine, e questa è stata la spinta che mi ha fatto decidere per questa ricetta tra le tante altre.
 
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Ingredienti per 4 persone:
Per il passato di ceci: 150 gr di olio extravergine di oliva toscano, 200 gr di cipolla bianca, 400 gr di polpa di pomodoro maturo, 500 gr di ceci, brodo vegetale, peperoncino, 3 foglie di salvia, 2 foglie di alloro, noce moscata, sale.
Per i pioppini: 100 gr di olio d’oliva extravergine toscano, 1 spicchio d’aglio, salvia, peperoncino.
Procedimento:
Stufare la cipolla tagliata grossolanamente, unire la polpa di pomodoro ed i ceci precedentemente ammollati (li ho messi in acqua per tutta la notte), allungare con brodo vegetale, unire la salvia, l’alloro, la noce moscata, regolare di sale e far cuocere per circa 60 minuti a fiamma vivace. Frullare il tutto fino ad ottenere una crema liscia.
A parte cuocere i pioppini precedentemente puliti e mondati con olio, aglio, peperoncino e salvia per circa 20-30 minuti, regolando di sale. A cottura ultimata unire alla crema di ceci e servire ben caldo con olio a crudo, grattandoci tartufo bianco di San Miniato lamellato.

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Le mie modifiche: ho usato meno olio di quello consigliato (circa la metà, per abbassare un po’ le calorie visto che sto cercando di perdere i chili presi durante le feste) e siccome non ho avuto la possibilità di cercare il tartufo ho optato per un ricciolo di burro tartufato home made (ricetta qui) di ottima qualità per ogni piatto.  
 
 
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Il risultato è stato … indovinate?
 
 
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… da leccarsi i baffi!
 
E per chi non l’avesse capito, con questa gustosa ricetta partecipo al contest delle Mine-(ST)renne’s di Stefania
 
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mercoledì 21 dicembre 2011

Tordelli versiliesi, senza glutine

 
 
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Nannarè ma che fai, errori di battitura proprio nel titolo???

No, non è un errore:  in Versilia questa pasta ripiena di carne e bietola si chiama proprio così.

Confesso di non averli mai mangiati prima. Né tantomeno cucinati. Ne ho sentito parlare spesso da un amico virtuale come di una specialità, tanto da incuriosirmi e girare tra i siti internet e tra i libri di cucina toscana alla ricerca della ricetta originale. Non so se esista una ricetta precisa, ne ho trovate moltissime versioni, e come spesso succede alla fine non ne ho usata nessuna ma mi sono basata sui miei gusti e sui prodotti che avevo in casa, sia pure nel pieno rispetto degli ingredienti tradizionali.
 
Ingredienti per la pasta : per questa ho usato  la ricetta già sperimentata per i ravioli di ricotta e spinaci, vista l’ottima riuscita. L’unica differenza è che stavolta ho usato la macchinetta per stendere la pasta, che mia mamma mi ha regalato quando ha scoperto che la pasta fatta in casa la stendevo con il mattarello!!!
Ho usato: 500 gr di farina Bi-Aglut per pane e paste lievitate, 4 uova, 5-6 cucchiai di acqua, 4 cucchiai d’olio extravergine di oliva, un pizzico di sale.
Procedimento : fare la fontana con la farina, mettervi nel centro le uova, l’acqua, il sale e l’olio, far incorporare impastando dal centro verso l’esterno. Oppure usate un'impastatrice... o il Bimby come  ho fatto io :)
Lavorare fino a quando l’impasto sarà ben omogeneo e morbido. Avvolgere il panetto ottenuto in un telo di cotone e far riposare.

Ingredienti per il ripieno: 300 gr di carne di manzo e maiale macinata, 300 gr di bietola cotta senza coste, mollica di pane (ovviamente senza glutine...) circa 50 gr, olio extravergine di oliva q.b., 1 tazza di brodo vegetale, 3 cucchiai di parmigiano, 3 cucchiai di pecorino, 2 uova, la punta di un cucchiaino di cannella, un pizzico di noce moscata, pepolino (timo), prezzemolo, basilico, sale, pepe.

Procedimento: Mettere in ammollo il pane nel brodo. Versare in una padella un po’ d'olio, sale, pepe, basilico, prezzemolo e pepolino finemente sminuzzati, e soffriggere. Unire la carne, la fettina di pane tritata e far cuocere lentamente. Prima di togliere dal fuoco, aggiungere il formaggio e le spezie e lasciar insaporire. Unire la bietola lessata, ben strizzata e tritata, e amalgamare il tutto. Far raffreddare, unire le due uova sbattute e mescolare bene.
 
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Stendere la pasta con un mattarello o con l’apposita macchinetta e ritagliare dei cerchi del diametro di circa 10 cm. Io ho usato un coppapasta, ma va bene anche un bicchiere di vetro fine della misura adatta.

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Mettere su ogni cerchio di pasta un cucchiaino colmo di ripieno.

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Piegare in due ogni cerchio premendone i bordi e stando attenti a non far fuoriuscire il ripieno. Sigillare bene con i rebbi di una forchettina. Man mano che sono pronti, adagiare i tordelli  su un vassoio infarinato. Su consiglio di Anna de “Il ricettario di Anna” li ho cosparsi di farina fine di mais (Nutrifree)  e questo ha fatto sì che non si attaccassero tra loro.

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Con queste quantità ho fatto circa 45 tordelli, sufficienti per 7-8 persone considerato che con 5-6 si riempie un piatto (quello nella foto è un piatto da pizza).

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Lessare i tordelli in acqua salata bollente per almeno due minuti dopo che sono venuti a galla. Io ho avuto paura che mettendone troppi insieme si rompessero ma hanno retto benissimo alla cottura e non ci sono stati danni neanche dopo che, rassicurata dalla riuscita dei primi dieci, ne ho buttati 20.
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Il condimento classico è un buon ragù, ma sono ottimi anche con burro e salvia e cosparsi di parmigiano.
Non pretendo di insegnare a nessuno come si fa il ragù, ma una piccola dritta per renderlo particolarmente profumato ed un po’ speziato sta nel mettervi un po’ di questa polverina magica:

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Il mio ingrediente segreto (che in realtà non è mio ma di mia mamma) non è altro che un misto di spezie preparato in queste proporzioni:  1 cucchiaio di noce moscata macinata, uno di chiodi di garofano macinati, 1/4 di cucchiaino di cannella in polvere, pepe o peperoncino a piacere. Un cucchiaino di queste spezie in una bella pentola di ragù lo renderà indimenticabile,  profumerà di buono la cucina, e tra tordelli e ragù…

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… vi leccherete i baffi! 




giovedì 15 dicembre 2011

Rifatte senza glutine: le crespelle con prosciutto e funghi di Francesca

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Ed eccoci al secondo appuntamento con le “rifatte”!
Questo mese facciamo tutte onore alla gustosa ricetta di Francesca del blog “Una cucina tutta per sé”: le sue deliziose crespelle con prosciutto e funghi sono state molto apprezzate sia dalla sottoscritta che dai suoi familiari, e di nuovo ringrazio Vale e questa sua bella idea che mi fa scoprire ricette che probabilmente non avrei mai eseguito senza le “rifatte”.
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Ho apportato solo piccole modifiche alla ricetta, la cui versione originale ed il procedimento fotografato trovate qui. La prima modifica sta nella misura delle crepes, che ho fatto piccoline dato che avevo deciso di arrotolarle intorno al condimento anziché piegarle come nella ricetta di Francesca. Inoltre per le crepes ho usato la mia ricetta di sempre, comunque molto simile a quella di Francesca.
Ingredienti per le crepes: 400 ml di latte, 2 uova, 140 gr di farina (io uso la Bi-Aglut per pane e paste lievitate), un pizzico di sale.
Procedimento: Sbattere leggermente le uova col pizzico di sale, aggiungere la farina mescolando, poi il latte un po' alla volta ed amalgamare bene tutto facendo attenzione che non si formino grumi. Il risultato dev'essere un liquido tipo pastella, denso ma non troppo. Lasciar riposare una mezz'ora a temperatura ambiente.
Sciogliere un po' di burro nel microonde e mettere la padella sul fornello a fiamma vivace ma non troppo alta. Spalmare un velo sottile di burro sulla padella con un pennello, poi versare, dopo averlo mescolato bene, un po' del composto.
Farlo spargere bene nella padella, girando leggermente quest'ultima oppure con l’aiuto del dorso di un cucchiaio, e far cuocere da una parte. Controllare la cottura, poi voltare la crèpe aiutandosi con una o due palette larghe.
A cottura ultimata, far scivolare in un piatto. Si possono preparare in anticipo impilandole l'una sull'altra
Ingredienti per il ripieno:  500 g di funghi misti (la ricetta originale prevede gli champignons ma avevo una busta di funghi vari surgelati e mi è sembrata l’occasione giusta per usarli), 200 g panna da cucina, 6 fette di prosciutto cotto,
1 mozzarella.
NB: ricordatevi di controllare che il prosciutto sia senza glutine, mentre per una versione non gluten free sostituite la farina mix senza glutine con farina 00.
Procedimento per il ripieno: Lavare e tagliare i funghi e cuocerli in padella con poco olio, sale e prezzemolo finché non saranno morbidi. Passare 3/4 dei funghi con il minipimer fino ad ottenere una cremina morbida, e mescolarli con la panna.
Mettere sulla metà di ogni  crepe una fetta di prosciutto, qualche pezzetto di mozzarella e un po’ di salsa di funghi. Arrotolare e disporre in una pirofila.
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Raffreddare e lasciar riposare una notte in frigorifero (volendo si potrebbero anche cuocere subito, ma lasciandole riposare i sapori si amalgamano e diventano ancora più buone).
Al momento della cottura aggiungere qualche pezzettino di burro e scaldare in forno a 160 gradi per 20 minuti.
Per puro gusto estetico, ho presentato le crepes versandovi sopra un cucchiaio di salsa besciamelle e qualche fungo lasciato integro.
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Sono piaciute moltissimo…. brava Francesca, ricetta splendida, semplice e gustosa!

Ricordo a tutte le persone che vogliono aderire all’iniziativa “Rifatte senza glutine” che la ricetta da presentare il 15 gennaio 2012 sarà questa:

di Jè, del blog “Un castello in giardino”

Partecipate numerosi!!!  Con noi rifatte senza glutine….

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… vi leccherete i baffi!!!

domenica 20 novembre 2011

Ravioli con ricotta e spinaci

Ogni tanto mi prende la nostalgia di piatti quasi dimenticati, non tradizionali della mia famiglia o della mia terra, ma che ogni tanto, prima che madame celiachia entrasse come una regina in casa mia, mettevo in tavola nei giorni di festa. Le (st)renne gluten-free di questo mese mi hanno fatto pensare lì per lì a tutte le cose buone che solitamente mi ritrovo sul tavolo a casa di mia mamma durante le feste…. poi ho pensato: non c’è scritto “i piatti che troveremo” ma quelli “che ci piacerebbe trovare” !

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Bè, mi piacerebbe proprio trovare dei bei ravioloni ripieni, di quelli freschi che compravo un tempo al pastificio, sui quali basta giusto un po’ di burro aromatizzato alla salvia per gustarne in pieno il sapore…. mentre ci pensavo mi veniva l’acquolina in bocca, giuro. Da quanti anni non li mangio? Non lo so, ho perso il conto. E allora, perché no?

Ho rispolverato i miei vecchi ricettari stampati per i corsi di cucina senza glutine. Nel settembre del 2001, durante il nostro primo corso a Marina di Pisa, il cuoco che ci aiutava fece rimanere letteralmente a bocca aperta tutti i presenti presentando la sua pasta ripiena senza glutine. Forse è proprio da allora che non la mangio più, dieci anni fa circa, non so perché non ci abbia mai provato prima, forse mi sembrava troppo complicato, o forse ho rimandato tanto da non pensarci più.

Questo blog a volte divaga un po’ dallo scopo iniziale, ma rimane fondamentalmente quello per cui è nato: mettere la mia esperienza a disposizione di chi non ne ha o ne ha meno di me, ed anche incoraggiare a buttarsi in iniziative culinarie che possono sembrare complicate e che non lo sono affatto. Ecco, i ravioli non lo sono affatto. Non li avevo mai fatti prima, e non ho trovato nessuna difficoltà. Con un risultato ed una gratificazione immensi.

Cesare Scolari, così si chiama il cuoco ormai in pensione che mise a disposizione del nostro gruppo la sua esperienza e che sperimentò per noi quelle farine con le quali ancora non avevamo il massimo della confidenza, ci fece una premessa: l’impasto preparato per ravioli, tortellini, cappelletti deve essere un po’ più morbido di quello per tagliatelle o lasagne che deve essere invece piuttosto duro. La morbidezza serve a fare in modo che le due parti con il ripieno nell’interno si chiudano con facilità.
Ecco la sua ricetta:
Ingredienti: 500 gr di farina (lui usò la Bi-Aglut per pane e paste lievitate, io ho fatto altrettanto), 4 uova, 4 cucchiai di acqua, 4 cucchiai d’olio (lui consigliava quello di mais, io ho usato quello extravergine di oliva), un pizzico di sale.
Procedimento: fare la fontana con la farina, mettervi nel centro le uova, l’acqua, il sale e l’olio, far incorporare impastando dal centro verso l’esterno. Lavorare fino a quando l’impasto sarà ben omogeneo. Avvolgere il panetto ottenuto in un telo di cotone e far riposare mentre si prepara il ripieno.
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Confesso di aver usato il Bimby, mettendo insieme tutti gli ingredienti e finendo di lavorare il panetto a mano. 
Per il ripieno ho fatto un po’ a occhio, con le dosi che avevo in casa. Non credo ci siano regole precise….. se ci sono non le ho cercate, mi sono ispirata alla ricetta degli gnudi ed il risultato è stato semplicemente ottimo. Ecco come ho fatto:
Ingredienti: spinaci pesati già lessati e strizzati 350 gr, ricotta ben asciutta 250 gr, un uovo, parmigiano grattugiato 60 gr, una bella spolverata di noce moscata.
Procedimento:  passare gli spinaci in padella con un po’ di burro, farli intiepidire, poi tritarli finemente insieme alla ricotta.  Aggiungere il resto degli ingredienti ed amalgamare bene.

A questo punto prendere il panetto di pasta, prelevarne due pezzi dello stesso peso (io ho fatto 200 gr) e stenderli finemente in modo approssimativamente uguale. Ho usato il mattarello aiutandomi con un po’ di farina per stendere in modo molto fine, ma per chi ha la macchina per la pasta ben venga l’aiuto.
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Appoggiare su una delle due sfoglie di pasta dei mucchietti non troppo grandi di ripieno distanziandoli in modo regolare. Io ho usato due cucchiaini, uno per prendere il ripieno, l’altro per farlo scivolare nel punto in cui volevo io.
Comporre così una specie di griglia regolare. Non l’ho trovato scritto da nessuna parte, ma per paura che le due sfoglie non si attaccassero bene insieme ho passato  un pennellino bagnato  tra i mucchietti, là dove la pasta doveva poi essere accoppiata.
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Appoggiare delicatamente (avevo arrotolato la pasta intorno al mattarello) la seconda sfoglia sulla prima, e premere con attenzione la pasta intorno ai mucchietti.
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A questo punto tagliare i ravioli passando con una rotellina sulla pasta intorno ai mucchietti, premendo forte  sia per far accoppiare bene le due sfoglie di pasta, sia per tagliarle in modo netto. Reimpastare i rimasugli e continuare fino ad esaurimento degli ingredienti.
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Eccoli. Non sono bellissimi? Con le quantità segnalate me ne sono venuti 65, come a dire otto piatti belli abbondanti.
Ne ho cotto qualcuno la sera stessa, lessandoli per un paio di minuti dopo la venuta a galla, conditi con semplice burro scaldato con un po’ di salvia ed una bella grattugiata di parmigiano.
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Il giorno dopo (cioè oggi) erano sempre perfetti ma attenzione, forse per colpa del ripieno la pasta tende ad inumidirsi quindi non fate l’errore di lasciare i ravioli l’uno contro l’altro, ma metteteli in un vassoio cosparso di farina e ben separati l’uno dall’altro, altrimenti li troverete attaccati e rischierete di romperli per staccarli. Ovviamente lo dico perché io questo errore l’ho fatto, fortunatamente me ne sono accorta prima del disastro totale, ed è bastato staccarli delicatamente ed infarinarli un po’ per rimediare.
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E per chi non l’avesse capito, con questa ricetta partecipo al contest delle (st)renne gluten-free di Stefania!!!

(st)Renne Senza glutine

Stefania che dici, potrebbe essere un buon primo per un giorno di festa? O sono solo io…

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… a leccarmi i baffi?



martedì 15 novembre 2011

Rifatte senza glutine: Linguine ai calamari con nettare d’arancia


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Eccoci dunque al fatidico giorno, primo appuntamento con le “Rifatte senza glutine” e con questa ricetta inusuale dal sapore assolutamente delizioso!


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La ricetta originale è QUI , sul blog di “Spunti e spuntini senza glutine”. Trovate invece QUI la spiegazione di questa iniziativa senza la quale una ricetta come questa non avrei mai pensato di realizzarla. Ringrazio quindi per l’ennesima volta (ma non montarti la testa, eh?) la vulcanica Vale per l’idea e per averci stimolate.

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Ingredienti:
(per 6 persone)
500 g di linguine senza glutine (ho usato quelle della Bi-Aglut e le ho trovate molto buone)
2 arance medie (alla quale in corso d’opera ne ho aggiunta un’altra)
1 limone (del quale personalmente ho usato solo la buccia)
800 g calamari
1 bicchierino piccolo di brandy (non compreso nella ricetta originale)
1 cucchiaino grande di miele di acacia (miele di zagara nella ricetta originale…… non avrei saputo dove cercarlo)
una manciata di prezzemolo tritato
1 spicchio d'aglio
olio extra vergine d'oliva
sale e pepe q.b



Procedimento:
Pulire i calamari, togliendo la testa e la cartilagine interna. Lavarli bene e metterli a scolare. 
Tagliare in piccoli pezzi il corpo, tagliando invece in due la testa con i tentacoli.
Grattugiare la scorza delle arance e del limone e spremerne il succo a parte. Qui ho apportato una modifica alla ricetta originale: essendo le mie arance poco dolci ed avendo paura di un risultato troppo aspro, ho preferito usare il succo di una terza arancia e non quello del limone.
In una padella soffriggere lo spicchio d'aglio. Aggiungere la scorza grattugiata degli agrumi.


Molto importante: godere del profumo incredibile che rilasciano le scorze di agrumi soffritte!!!

Unire i calamari, insaporire con un pizzico di sale e lasciar cuocere a fuoco vivo per dieci minuti. 
E qui ho fatto un’altra piccola modifica, aggiungendo e facendo evaporare un bicchierino piccolo di brandy.
Aggiungere poco per volta metà del succo degli agrumi. Io ho aggiunto anche qualche listarella di buccia di arancia.  Portare a cottura (i calamari devono diventare belli teneri).
Cuocere la pasta in abbondante acqua salata. Scolarla al dente.

 
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Unire la pasta al sugo facendola insaporire in padella, aggiungendo il restante succo e il cucchiaino di miele.
 

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Aggiungere pepe, la manciata di prezzemolo e …
Buona buonissima buonissimissima!!! Grazie “Spuntine”!!!!
 
Ricordo a tutte le persone che vogliono aderire all’iniziativa “rifatte senza glutine” che la ricetta da realizzare il 15 di dicembre è questa:
 
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del blog: Una cucina tutta per sé
 
 
Partecipate numerosi….. con noi “Rifatte senza glutine”…
 
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… vi leccherete i baffi!!!