Si mangia per vivere, non si vive per mangiare

Si mangia per vivere, non si vive per mangiare
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martedì 15 novembre 2011

Rifatte senza glutine: Linguine ai calamari con nettare d’arancia


logorifatte

Eccoci dunque al fatidico giorno, primo appuntamento con le “Rifatte senza glutine” e con questa ricetta inusuale dal sapore assolutamente delizioso!


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La ricetta originale è QUI , sul blog di “Spunti e spuntini senza glutine”. Trovate invece QUI la spiegazione di questa iniziativa senza la quale una ricetta come questa non avrei mai pensato di realizzarla. Ringrazio quindi per l’ennesima volta (ma non montarti la testa, eh?) la vulcanica Vale per l’idea e per averci stimolate.

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Ingredienti:
(per 6 persone)
500 g di linguine senza glutine (ho usato quelle della Bi-Aglut e le ho trovate molto buone)
2 arance medie (alla quale in corso d’opera ne ho aggiunta un’altra)
1 limone (del quale personalmente ho usato solo la buccia)
800 g calamari
1 bicchierino piccolo di brandy (non compreso nella ricetta originale)
1 cucchiaino grande di miele di acacia (miele di zagara nella ricetta originale…… non avrei saputo dove cercarlo)
una manciata di prezzemolo tritato
1 spicchio d'aglio
olio extra vergine d'oliva
sale e pepe q.b



Procedimento:
Pulire i calamari, togliendo la testa e la cartilagine interna. Lavarli bene e metterli a scolare. 
Tagliare in piccoli pezzi il corpo, tagliando invece in due la testa con i tentacoli.
Grattugiare la scorza delle arance e del limone e spremerne il succo a parte. Qui ho apportato una modifica alla ricetta originale: essendo le mie arance poco dolci ed avendo paura di un risultato troppo aspro, ho preferito usare il succo di una terza arancia e non quello del limone.
In una padella soffriggere lo spicchio d'aglio. Aggiungere la scorza grattugiata degli agrumi.


Molto importante: godere del profumo incredibile che rilasciano le scorze di agrumi soffritte!!!

Unire i calamari, insaporire con un pizzico di sale e lasciar cuocere a fuoco vivo per dieci minuti. 
E qui ho fatto un’altra piccola modifica, aggiungendo e facendo evaporare un bicchierino piccolo di brandy.
Aggiungere poco per volta metà del succo degli agrumi. Io ho aggiunto anche qualche listarella di buccia di arancia.  Portare a cottura (i calamari devono diventare belli teneri).
Cuocere la pasta in abbondante acqua salata. Scolarla al dente.

 
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Unire la pasta al sugo facendola insaporire in padella, aggiungendo il restante succo e il cucchiaino di miele.
 

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Aggiungere pepe, la manciata di prezzemolo e …
Buona buonissima buonissimissima!!! Grazie “Spuntine”!!!!
 
Ricordo a tutte le persone che vogliono aderire all’iniziativa “rifatte senza glutine” che la ricetta da realizzare il 15 di dicembre è questa:
 
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del blog: Una cucina tutta per sé
 
 
Partecipate numerosi….. con noi “Rifatte senza glutine”…
 
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… vi leccherete i baffi!!!





sabato 5 novembre 2011

Rifatte Senza Glutine: orgogliosa di farne parte :)

 
Abitanti del mondo senza glutine:

- Siete stanchi degli insuccessi ottenuti in cucina dopo aver sudato sette camicia, anzi sette grembiuli?
- Volete regalare dei sorrisi di soddisfazione a chi assaggia i vostri piatti gluten free, annullando di colpo anni di sguardi incerti, dubbi e perplessità?
- Volete la prova che la buona cucina si trova anche sulle tavole dei celiaci?

E voi abitanti del mondo con glutine:

- Avete un amico, un fratello, una sorella, un lontano cugino che si presenta da voi dopo anni e anni, ma soffre di celiachia? "Oh mamma e adesso che gli preparo" e vi rispondete sempre "Bistecchina alla griglia ed insalata e vado sul sicuro"? Non vi piacerebbe per una volta rispondervi in maniera diversa e cucinare davvero, rendendolo felice e facendolo sentire parte integrante non solo delle chiacchiere ma anche del buon cibo?

Mangiare senza glutine non significa per forza stare dietro ai fornelli per ore per poi ottenere un risultato deludente. Fortunatamente non è sempre così! E' proprio quello che noi foodblogger senza glutine cerchiamo di diffondere nelle nostre cucine virtuali: si può cucinare in poco tempo, preparando dei piatti molto gustosi e di facile esecuzione per tutti.

E un giorno Vale (http://incucinasenzaglutine.blogspot.com/) si è chiesta e ci ha chiesto: "Allora perché non ci uniamo e pubblichiamo a blog unificati, in modo originale, dei piatti senza glutine che possono risolvere il problema del pranzo o della cena a tanti celiaci intimoriti dalle mille difficoltà?

Dall'idea di Vale e dalla nostra condivisione - entusiasta ed anche un pelo incosciente - nasce l'iniziativa di "RIFATTE SENZA GLUTINE", un'iniziativa per sentirsi finalmente liberi dalla concezione che mangiare bene senza glutine sia una meta impossibile! Questa idea pian piano ha preso forma e si è ispirata al "Quanti modi di fare e rifare" [http://cedimezzoilmare.blogspot.com/2011/02/quanti-modi-di-fare-e-rifare.html] da cui ha attinto la voglia di stare insieme, condividere ricette e consiglie e di realizzare in allegria un progetto comune.

Ai foodbloggers senza glutine e glutinosi che ancora tentennano, unitevi alle "Rifatte Senza Glutine", preparate con noi queste ricette e non ve ne pentirete!

Poche semplicissime regole:
  • Ogni 15 del mese ciascun partecipante pubblica sul proprio blog la ricetta scelta per quel mese dal blogger che è in quel momento di turno. E' ovvio che la ricetta da fare verrà comunicata in tempi utili;
  • Gli ingredienti della ricetta dovrebbero essere mantenuti il più fedele possibile all'originale (salvo casi di allergie e/o intolleranze varie, oltre all'intolleranza al glutine);
  • Per partecipare basterà esporre il logo nel proprio blog ed allegare a ciascuna ricetta "rifatta" il banner. Quale? Ma quello delle Rifatte Senza Glutine!
  • Gustare finalmente un buonissimo piatto senza glutine.

Un grande grazie a Vale che ha reso tutto questo realtà!







Eccoci! I primi partecipanti ardimentosi sono già sulla linea di partenza e la prima ricetta è: 

Le prossime ricette le scoprirete il 15!


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Elenco dei blog aderenti:

domenica 3 aprile 2011

Pentolaccia, bomboloni senza glutine e volontariato



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Nel 1999, quando mia figlia a quattro anni fu diagnosticata, mi sembrò che il mondo mi crollasse addosso. Non sapevo quasi niente di celiachia, non sapevo in quanti cibi si trovasse o rischiasse di trovarsi, non sapevo a chi chiedere consigli, non sapevo come usare queste farine bastarde, non sapevo che per oltre tre anni avevo involontariamente avvelenato la mia bimba e mi sentivo un verme, ero atterrata su un pianeta sconosciuto e mi sentivo sola e disperata. Nel percorso dai primi malesseri, passando dagli esami del sangue alla biopsia, dalle speranze alla delusione, dalla paura alla rassegnazione, non ho mai pianto. Ma nel leggere quelle parole sul suo certificato: "... e dovrà assumere alimenti senza glutine per tutta la vita"  mi è sembrato di leggere una condanna, qualcosa che mi ha violentemente chiuso la gola impedendo all'aria di entrare, e tutte le lacrime che non avevo versato fino a quel momento sono sgorgate come da una diga rotta. Quando penso a quei momenti ho ancora il magone, probabilmente lo avrò sempre. Ma pochi mesi dopo il mondo aveva già cambiato colore, non sono tipo da piangermi addosso ed avevo uno scopo nella vita: quello di rendere meno difficile l'esistenza di mia figlia, e di rendere meno complicata la sua vita sociale. Così mi sono rimboccata le maniche ed ho affrontato cose che non avrei mai pensato di poter affrontare con tale grinta: gli assessori comunali per ottenere che all'asilo la mia bimba mangiasse in sicurezza, la pretesa che fossero più informati su questa condizione e su quello che comporta una dieta errata, le battaglie in farmacia per avere prodotti che non tenevano fino a quel momento, e via di seguito.  Dall'Associazione Italiana Celiachia avevo saputo che a Pisa non esisteva un coordinatore, non esisteva un gruppo provinciale, e le uniche informazioni utili le avevo ricevute dalla compianta segretaria nazionale, Anna Maria Vallesi, casualmente residente a Pisa ed estremamente gentile e disponibile. Ma io continuavo a sentirmi sola.
Circa un anno dopo, sempre dall'AIC ho scoperto che si era formato un piccolo gruppo di volontari nella mia provincia e ne ho contattato la coordinatrice, Letizia, con la quale ho poi collaborato a lungo per un progetto regionale sulle mense scolastiche. Nel corso di una riunione organizzata tra l'altro a casa mia, ho conosciuto un gruppo di persone tra cui Daniela e Massimo, Francesco e Michela, Laura e Paolo, Walter e Sonia, e nomino qui solo quelle che poi nel gruppo sono rimaste. Con loro quella sera ho intrapreso un'attività di volontariato che mi ha portata pochi mesi dopo a diventare coordinatore provinciale AIC per la provincia di Pisa, ruolo che ho mantenuto faticosamente ma orgogliosamente per cinque anni. In quegli anni ho messo a disposizione dei nuovi e vecchi diagnosticati della provincia il mio numero di telefono e se necessario la mia presenza in qualunque momento. E loro insieme a me. Ma soprattutto, conoscere queste persone ha fatto sì che mai più io mi sentissi sola. Avevo qualcuno da chiamare sia che avessi bisogno di informazioni, sia che avessi bisogno di una voce amica. E con loro e grazie a loro sono stati formati vari ristoratori della provincia,  è nata una legge che permette ai bambini celiaci di ricevere a scuola pasti sicuri, con loro abbiamo organizzato corsi di cucina, stand, feste, gare, partecipato a manifestazioni di qualunque tipo, e qualunque cosa ci venisse in mente che avesse lo scopo sia di informare la popolazione, sia di regalare ai bambini soprattutto (i nostri erano tutti piccoli ed era un problema che sentivamo molto) momenti di spensieratezza in cui la celiachia fosse non un disagio ma addirittura un privilegio.  Con loro in quei cinque anni mi sono sentita utilissima e battagliera, con una grinta che non tiravo più fuori solo per mia figlia, ma anche e soprattutto perché  di fronte alla diagnosi del proprio figlio nessun genitore (almeno nella provincia di Pisa) si sentisse solo come mi ero sentita io. Nel 2006 ho dovuto lasciare per i miei impegni di lavoro e familiari il ruolo di coordinatore, ma ho continuato a dare una mano al gruppo nella maggior parte delle occasioni.


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Da sinistra: Cesarina , Ilaria, Sonia, Daniela, io, mia zia Chiara, mia mamma Celeste




Questa lunga premessa era doverosa.... perché senza questo magnifico gruppo, senza questo spirito comune, non sarebbe mai nata la Pentolaccia, la festa di carnevale più attesa dai celiaci della nostra provincia, o meglio della nostra regione visto che vengono da tutte le provincie della Toscana a mangiare i nostri  mille e più bomboloni! Di come viviamo il volontariato e l'organizzazione delle iniziative parlo brevemente QUI.
La Pentolaccia quest'anno è giunta alla sua ottava edizione, e come sempre ha attirato centinaia di persone malgrado il tempo infame, e come sempre ci ha impegnati enormemente ma ci ha anche lasciati a sera con la stessa immensa soddisfazione di sempre. Vedere i bambini felici, vedere i loro musetti sorridenti o sorpresi di fronte ai tanti dolci, sentire le loro voci stupefatte nel chiedere, ma davvero posso mangiare tutto??? ... è per noi un dono, che ci ricompensa di tutta la fatica fatta, che ogni anno ci fa dire, basta, questa è l'ultima volta, ed ogni anno ci fa dire eh no, non si può non fare anche quest'anno!

Direi che più di ogni parola possano parlare le foto.... non pubblico qui le tante belle foto fatte in cui i bambini sono in primo piano perché ho chiesto ai genitori il permesso di metterle sul ricettario, ma solo su quello. Il ricettario  è la raccolta di tutte le foto e ricette dei dolci che i soci portano alla festa, per i quali facciamo loro firmare la certificazione che sono stati preparati  esclusivamente con prodotti naturalmente senza glutine e/o da prontuario. Se qualcuno ne volesse uno (ne esiste uno per ogni edizione) contattatemi pure.


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Alcuni momenti della festa



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La preparazione dei bomboloni, impastati dalle mitiche Sonia e Daniela. Loro sono le nostre colonne, le artiste dell’impasto (prezioso e faticoso)… noi facciamo la (altrettanto preziosa e faticosa) manovalanza!

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I bomboloni lievitati, pronti per la frittura

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 Beccato in flagrante!
.. Un assaggino non guasta, eh Carlo?!!!


                                               
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Alcuni dei dolci portati dai soci (ci sono anche i miei, vediamo se avete studiato, li riconoscete?)…

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… e alcuni di quelli mitici di Daniela! L’ultimo in onore dell’Unità d’Italia, visto che quest’anno la festa si è svolta pochi giorni prima del suo 150° anniversario.


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La magnifica tavolata prima...


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... e dopo il taglio dei dolci!


Chiudo doverosamente questo post con la magnifica ricetta ormai più che sperimentata dei bomboloni fritti, questa ovviamente è una dose industriale, per quantità "normali" bisogna dividere le dosi almeno per tre.

Ingredienti per circa 50 pezzi: 1,080 kg di farina Boi-Aglut per pane e paste lievitate, 540 ml di acqua gassata, 180 gr di zucchero, 180 gr di margarina, 100 gr di lievito di birra, 3 uova, la buccia grattugiata di 2 limoni, vanillina, 1 pizzico di sale.

Procedimento: dividere l'acqua in due contenitori, in uno sciogliere il sale, nell'altro il lievito. In una ciotola mettere la farina, lo zucchero, la vanillina, poi aggiungere l'acqua con il sale e far incorporare, mettere l'uovo, l'acqua con il lievito, il limone ed incorporare il tutto, infine la margarina fusa e quando è ben amalgamata anche questa mettere l'impasto sul piano di lavoro. Lavorare bene, finché l'impasto non risulti liscio e morbido. E' necessaria altra farina per finire di impastare, cercare tuttavia di usarne poca affinché l'impasto resti morbido.
Spianare e tagliare i bomboloni nella forma desiderata, depositarli non troppo vicini tra di loro su un vassoio ricoperto da carta forno, coprire con un panno di cotone e adagiarvi sopra della pellicola, far lievitare in luogo caldo per circa un'ora e mezza (attenzione, devono gonfiare ma non raddoppiare).
Quando sono ben gonfi, friggere in olio di semi di arachide e mettere a scolare su carta assorbente. Passare nello zucchero. Servire possibilmente caldi o tiepidi e......




...Concludo con questa bella coppia ed il loro cin-cin con i bomboloni!




Riconoscenza, ringraziamenti ed affetto vanno a tutti quelli che hanno collaborato alla perfetta riuscita, anche quest’anno, della Pentolaccia. Sperando di non dimenticare nessuno, ringrazio di cuore ed abbraccio, in ordine sparso, a nome di tutti i partecipanti grandi e piccoli: Sonia e Walter, Daniela e Massimo, Vittoria e Domenico, Carlo e Cesarina, Ilaria, Paolo e Laura, Giuliana, Francesco e Michela, Sandra e Massimiliano, Serena, Celeste (mia mamma), Chiara (mia zia), Anna Maria, Sara, Elisabetta, Elena, e l’altra Elena. Ultimo ma non per importanza Ugo, il nostro nuovo coordinatore, entrato in punta di piedi nel nostro gruppo circa un anno fa, e che nel tempo si sta rivelando molto prezioso.
Ah… dimenticavo. Un grazie anche a me, no?
 

martedì 15 febbraio 2011

♥Mamme in cucina… ed anche figli!♥

Ultime 338Domenica 6 febbraio, dopo una pesante notte di lavoro e poche ore di sonno, mi sono recata ad un appuntamento importante a cui tenevo molto: la sesta edizione del corso di cucina senza glutine organizzato dalle mamme di bambini celiaci che bambini ormai non sono più... lo erano dieci anni fa, quando per la prima volta noi donne del gruppo AIC Pisa decidemmo di organizzare un incontro (chiamarlo corso ci sembrava troppo pomposo), un incontro tra mamme, dove rendere partecipi altre mamme delle nostre ricette, dei nostri trucchi, della nostra esperienza con quelle farine che dieci anni fa ci sembravano (o forse erano) decisamente meno facili da usare rispetto ad oggi.
Nessuna di noi era ne è una professionista del settore, io personalmente (pur amando stare in cucina) non mi sarei mai sognata di provare a fare il pane e tante altre cose se non fosse sopraggiunto questo problema in casa, ma quel gruppo molto eterogeneo di persone che avevano in comune "solo" un figlio celiaco diede il via ad una serie di appuntamenti che  decidemmo di chiamare semplicemente "mamme in cucina". A quel tempo la scelta di prodotti senza glutine era decisamente molto più scarsa di adesso, le farine rendevano peggio, e fare un buon pane era veramente un'impresa... noi ci eravamo riuscite, ci eravamo scambiate ricette e consigli, eravamo arrivate tra prove e tentativi a fare delle cose buone, e così in una bella giornata di settembre ebbe luogo il nostro primo incontro. Fu bellissimo, entusiasmante, e noi arrivammo a fine giornata distrutte ma felici. E con il desiderio di portare avanti quell'impegno.

Domenica, malgrado le difficoltà che qualcuno di noi sta vivendo, abbiamo replicato per la sesta volta.
E' stato utile? Io penso di sì. Le partecipanti sembravano davvero molto interessate, ci sono state molte domande, la prova pratica per il pane morbido ha raccolto molti consensi entusiasti, e come al solito il clima era davvero cordiale, allegro, quello di una grande cucina dove ci si scambia trucchi, segreti, ricette, pareri. Peccato non sia stato possibile fare altre prove pratiche, il tempo non bastava, cercheremo di organizzarci meglio la prossima volta!
Più delle parole credo riescano a parlare le immagini, non è stato facile fare fotografie decenti, anzi diciamo pure che non ci sono riuscita, c'era confusione, c'era da aiutare, c'era la voglia di fare di tutto e l'impossibilità di fare più di tanto, c'era una luce buona solo nella prima parte del pomeriggio... ma in fondo non è la qualità della foto l'importante, credo, ma quello che trasmette. Pubblico qui quelle che mi sembrano venute meglio, le più significative, quelle che mi regalano un sorriso.


Vittoria, Sandra, Elisabetta, e poi Massimiliano, durante la preparazione dell’occorrente per la prova pratica, in attesa dei partecipanti...

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... ed ecco Walter che saluta i presenti e dà inizio al nostro incontro.

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...Sonia, molto assorta... poi l'inizio della presentazione, con l'assistenza di Daniela, della ricetta del pane morbido. La ricetta è simile a quella che vi ho presentato qui.

E questi sono i risultati:

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Un pubblico davvero magnifico ed attento!



Dopo la presentazione della ricetta del pane morbido, la prova pratica... molto ben organizzata grazie al gruppo di volontari che ha lavorato dietro le quinte ed ai quali rivolgo qui complimenti e ringraziamenti!!!


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La nostra bravissima Elena

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Una delle cose insolite e bellissime di questa giornata è stata la presenza mai vista finora di ragazze giovanissime... probabilmente quelle bambine per le quali anni fa venivano le mamme!!!

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E non sono mancati neanche i maschietti!!!

Finita la prova, mentre gli instancabili volontari dietro le quinte seguivano lievitazione e poi cottura di panini pizzette e schiacciatine, Daniela, assistita da Sonia, inizia a presentare il suo meraviglioso pane lavorato a mano. Metto la ricetta in fondo a queste immagini che parlano più e meglio di qualunque parola.


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Un'artista!

E questi sono i risultati:

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La ricetta del pane casalingo lavorato a mano:

Ingredienti: farina Bi-Aglut per pane e paste lievitate 750 gr, acqua 500 ml, lievito di birra 50 gr, 1 cucchiaino di sale, 1 cucchiaino di zucchero.

Procedimento: sciogliere il lievito in 100 ml di acqua (gassata a temperatura ambiente o naturale  tiepida) insieme al cucchiaino di zucchero. Setacciare la farina. mettere in una ciotola 500 gr di farina ed il cucchiaino di sale, iniziare ad impastare aggiungendo i 400 ml di acqua, poi aggiungere l'acqua con il lievito, ed altra farina. Mettere il tutto sul piano di lavoro ed impastare continuando ad aggiungere farina rimasta. Dare la forma desiderata e posizionare sulla placca da forno foderata di carta. Lasciar lievitare per 30 minuti circa, cuocere a 200 gradi per 30-40 minuti.

Con la stessa ricetta si possono fare pizza, focaccia, sbirulini, focaccia ripiena, pane a cassetta.



 

Mammacheemozione, ora tocca a me!!!






   
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Prova microfono (grazie Paolo!!!) e via, si parte. Presento la pasta frolla, con la ricetta che trovate qui, e faccio vedere come avere una buona crostata, degli occhi di bue e le tartellette che trovate qui

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I risultati:

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Una gustosa crostata di marmellata di albicocche....

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... una delicata torta della nonna.....


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...Dei piccoli biscotti ad occhio di bue con Nutella o marmellata di fragole.

Di come fare con estrema facilità questi ultimi, lo spiego QUI.
L'ultima ricetta la esegue la MITICA Daniela, che con i suoi dolci spettacolari ci fa sentire tutte delle principianti imbranate!

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Notare le espressioni di Sonia e Daniela!!! Quale sarà stata la domanda???

Con questa ricetta, di un delicatissimo pan di spagna senza lievito (viene chiamata  anche pasta genovese) Daniela fa dei capolavori incredibili... Eccone alcuni:

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La ricetta è questa:

Pasta Genovese (Pan di Spagna) per torte di compleanno

Ingredienti: 4 uova, 100 gr di farina Bi-Aglut, 50 gr di fecola di patate, 125 gr di zucchero, vanillina o scorza di limone, un pizzico di sale.

Procedimento: Montare le uova a bagnomaria. Mettere un recipiente con un poco di acqua sopra il fornello, scaldare a 40 gradi. Immergere nell'acqua un altro recipiente con dentro le uova, lo zucchero, il pizzico di sale, ed iniziare a montare con le fruste elettriche. Lavorare circa 10-15 minuti o comunque fino a quando il composto è ben gonfio (è pronto quando "scrive"). Togliere il recipiente dal bagnomaria ed incorporare il limone o la vanillina, la farina e la fecola setaciate, girare delicatamente dal basso verso l'alto con cucchiaio di legno, facendo attenzione a non smontare la massa. Versare il composto nella teglia a cerniera con sotto la carta da forno, infornare a 175°C per 10 minuti, poi continuare a 160°C per altri 20 minuti. Quando è cotto sfornare, togliere dallo stampo e far raffreddare sulla griglia.
Preparare il pan di spagna, se possibile, il giorno prima della decorazione.

Nota personale per chi ha il Bimby: per il mio compleanno ho seguito alla lettera ingredienti ed istruzioni lavorando l'impasto con il Bimby a 37 gradi, velocità 3, per 15 minuti... risultato fantastico, non ho postato niente perché mentre la decoravo sono arrivati gli amici e non ho fatto nessuna foto del dolce finito. L'impasto comunque era esattamente come quello fatto da Daniela!




Arriva infine uno dei momenti più attesi:


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SI MANGIA!!!!!




Oltre ai dolci di Daniela, ai miei, al pane di Daniela ed a quello di  Sonia,  una signora aveva portato questa buonissima crostata di marmellata e questi delicati biscottini:

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Mi spiace non ricordare il tuo nome, ma il sapore dei tuoi dolci li ricordo bene!


Inoltre il nostro bravissimo Carlo aveva preparato nel forno a legna una grande quantità di un pane a dir poco squisito, che è stato distribuito spalmato di Nutella per la gioia di grandi e piccini.

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Carlo, gentilissimo, ha dettato a tutti i presenti la sua ricetta. Eccola:

Pane casalingo di Carlo, con farina di grano saraceno

Ingredienti: 1 chilo e 1/2 di farina Mix B Schar, 1 kg di farina Mix it DS, 250 gr di farina di grano saraceno, 1 cucchiaio di olio extrvergine di oliva, 1 bustina di zucchero, 4 panetti e 1/2 di lievito fresco, circa due litri di acqua.

Procedimento: Lavorare insieme gli ingredienti fino ad ottenere un impasto sodo e levigato. Mettere in forma e far lievitare per almeno due ore. Cuocere nel forno a legna.

Da provare sicuramente... anche se forse nel forno elettrico il risultato non sarà così gustoso. Ed ovviamente le dosi andranno adattate alle proprie esigenze!





Come concludere? Forse l'unica parola giusta è GRAZIE: grazie a tutti quelli che hanno lavorato per la riuscita di questa giornata, grazie a Daniela che malgrado stia passando giorni difficilissimi non ci ha abbandonate; grazie a Sonia, sempre disponibile e sorridente; grazie a Walter, Paolo, Francesco, Domenico, Massimiliano, Carlo, Ugo, gli uomini del nostro gruppo tanto eterogeneo ed in continua evoluzione, e grazie a Vittoria, a Sandra, ad Elena, a Laura, ed a tutte le altre di cui mi sfugge il nome, per fortuna siamo tanti malgrado tutto, malgrado i problemi, il lavoro, i bambini, la vita frenetica.
E grazie anche a chi ha partecipato, dando un senso al nostro lavoro e motivandoci  a continuare, malgrado le difficoltà che negli anni hanno reso sempre più complicato e faticoso organizzare queste iniziative.


...E chiudo con queste due foto molto significative...



...perché quando tutti ve ne andate, convinti che tutto sia finito, vi siete mai chiesti chi pulisce?



...Eh no, niente imprese di pulizie...



... ma sempre...



... e solo...


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... i volonterosi volontari!!!!