Si mangia per vivere, non si vive per mangiare

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martedì 15 maggio 2012

Rifatte senza glutine: I peperoni ripieni alla Micò, di Vale

Il tempo vola... e per me questo è un dispiacere, perché sento che con il tempo mi sfugge di mano anche tutto ciò che di bello vorrei e non riesco a vivere. Vorrei più tempo per me e per la  mia famiglia, vorrei più tempo per le mie passioni, vorrei più tempo per vivere, semplicemente, una vita che non sia solo correre per il lavoro, correre per dovere, per affetto, per abitudine, perché tutto fili liscio, tutto sia corretto, e perché tutti ricevano il mio contributo che io sono quella sempre forte, quella sempre disponibile, quella sempre sorridente.... sempre più con fatica.
Il tempo vola e sono stanca. So che questa stanchezza dipende da tante cose, compreso il fatto che sto dormendo malissimo, ma a volte davvero mi chiedo che razza di vita sia questa, quale segno di me rimarrà su questa terra, in quali cuori lascerò un'impronta . E so che non sono sempre forte, anche se cerco di essere sempre disponibile e sorridente. A volte, però, col cuore stretto stretto .
 
Okay, okay, mi fermo.... niente pessimismo oggi, niente tristezze, oggi si parla delle Rifatte, ed è proprio pensando che siamo al settimo appuntamento che ho iniziato dicendo: il tempo vola. Sembra ieri che Vale ci ha fatto la sua proposta. Siamo partite in poche, con la bella e profumata ricetta delle Spuntine, ed ogni appuntamento ci ha viste più numerose, più coinvolte, più decise ad invadere il web con le nostre Rifatte, che niente hanno a che vedere con labbra e seni gonfi, rughe spianate e liposuzioni, le nostre sono Rifatte in cucina, con tanto gusto e niente glutine. 

Questo mese la sorte ha puntato sulla gustosissima ricetta di Vale,  il comandante severissimo e temutissimo di questa nave. E... urka, la sua ricetta in casa mia e dintorni ha ottenuto un successo strepitoso. Ed è un piacere per me riproporla qui.
 
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La ricetta di Vale, con parole sue:
Ingredienti:

4 peperoni di media grandezza
200 g. di riso
80 g. olive denocciolate
20 g. capperi
15 g. alici sottolio da tagliare a pezzettini piccini piccini
350 g. di cipolle 30 g. parmigiano grattugiato
100 g. provolone piccante o affumicato (che a detta della mia amica è meglio) da tagliare a dadini piccini
4 cucchiai di olio evo
sale q.b.
pepe q.b

Procedimento

lessare molto al dente il riso, scolarlo, condirlo con i 4 cucchiai di olio evo e lasciarlo raffreddare
nel frattempo pulire i peperoni privandoli dei semini
pulire e tagliare a fettine sottili le cipolle e lasciarle appassire per almeno 40 minuti a fuoco basso in un tegame capiente con dell'acqua (mi raccomando non devono prendere colore!)
in una ciotola mettere tutti gli altri ingredienti ed aggiungere alla fine il riso e le cipolle mescolando bene
aggiustare di sale e pepe
riempire i peperoni
infornare a forno già caldo a 180^\200^ fin quando non saranno belli dorati
è preferibile mangiarli il giorno dopo.... freddi sono buonissimissimi!!!


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(I peperoni pronti ad essere infornati)

Io ho fatto un’unica variazione (Vale non bacchettarmi!!!): al posto del provolone, che non mi piace molto, ho messo la stessa quantità di gorgonzola a pezzetti. Che dire…… ci stava trooooooooooooooooooppo bene!!! Per il resto ho seguito pari pari la ricetta…. ed ho rifatto anche le patate ripiene, lasciandole però con la buccia ben lavata e spazzolata.

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Il risultato?…… ma perché, ci sono dubbi sul risultato?
Sublime, semplicemente.

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Ma ormai lo sapete tutte, no? …che con noi Rifatte….
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… vi leccherete sempre i baffi!!!

P.S. Il prossimo appuntamento con le Rifatte sarà il 15 giugno con Il cheese-cake ai limoni di Anna Lisa.

Cheesecake ai limoni

mercoledì 25 aprile 2012

Riso tricolore

Un’amica mi ha regalato per Natale un bellissimo stampo a forma di margherita, in silicone, accompagnato da un ricettario (“Torte in petali – Gribaudo”) utilissimo per sfruttarne i contorni inusuali, nel quale mi aveva colpito subito molto questo riso colorato. Con un po’ di fantasia si può sfruttare l’idea e presentare questo piatto in vari modi, magari in monodosi sovrapponendo gli strati colorati ed aiutandosi con un coppapasta. Di grande effetto ma veramente semplice, adatto come primo piatto o ad accompagnare carne o pesce, o perché no come antipasto.

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Ingredienti per uno stampo: 450 gr di riso carnaroli (la ricetta dice 400 ma un po’ di più ci sta bene), 1/2 cipolla, 2 bicchieri di brodo, un bicchiere di vino bianco secco, un pizzico di zafferano, 4 grossi cucchiai di pesto genovese, 4 di sugo di pomodoro, abbondante parmigiano grattugiato, olio extravergine di oliva, sale.


Procedimento: tritare la cipolla e farla appassire in una pentola con qualche cucchiaio d’olio. Versarvi il riso e farlo tostare per alcuni minuti, poi unire il brodo, far restringere un po’ e sfumare con il vino lasciandolo evaporare. Portare a cottura aggiungendo via via acqua bollente salata se necessario. Intanto sciogliere lo zafferano in poca acqua tiepida. Una volta cotto il riso, prenderne qualche cucchiaiata abbondante e mescolarla con l’acqua e lo zafferano sciolto, poi trasferire il riso giallo nell’incavo centrale dello stampo, premendo con un cucchiaino per farlo aderire bene alle pareti. Dividere il resto del riso in tre porzioni uguali, insaporirne una con il pesto mescolando bene, la seconda con il parmigiano e la terza con il sugo di pomodoro ed un po’ di parmigiano, sempre mescolando con cura. Versare i risotti nei petali alternando i colori, pressando bene e poi livellando con il dorso di un cucchiaio, e lasciar intiepidire prima di sformare sul piatto di portata.

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Decorare a piacere, con pomodorini, cetrioli sottaceto, basilico e pezzetti di formaggio (ho tagliato un po’ di asiago con una formina piccola da biscotti). Buono buono anche freddo. Anzi…


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… da leccarsi i baffi!!!








martedì 10 aprile 2012

Risotto agli asparagi

 
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Premetto che io adoro tutti i risotti, anche quello più banale con pomodoro burro e parmigiano. Ma ci sono dei risotti che se ben cucinati mi fanno letteralmente impazzire, come quello ai funghi, ai carciofi oppure agli asparagi. E visto che la stagione di questi ultimi meravigliosi ortaggi è alle porte e si iniziano a trovare i primi, in questi giorni ho voluto provare una ricetta che  mi aveva ispirato molto, trovata qui.

Il risultato è stato… da condividere. Per cui ecco la ricetta quasi del tutto identica:
 
Ingredienti per 4 persone:
  • 350 gr. di riso (circa 20 cucchiai)
  • 300-400 gr. di asparagi (da preferire quelli più piccoli e sottili)
  • 1 scalogno
  • una noce di burro
  • olio extravergine di oliva
  • parmigiano reggiano grattugiato
  • brodo vegetale

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Preparazione:
La ricetta originale prevede di lessare gli asparagi tagliati a pezzetti. Io preferisco cuocerli a vapore.


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In una pentola a parte preparare il brodo vegetale (si può utilizzare un dado vegetale disciolto in 1 litro e mezzo d'acqua circa)
Preparare un tegame largo e basso dove si andrà a cuocere il riso. Soffriggere in un filo d'olio uno scalogno tagliato sottile, poi aggiungere gli asparagi tagliati a pezzi. Tenere da parte tutte le punte di asparagi che poi andranno in parte aggiunte  a metà cottura e in parte usate per guarnire il piatto finale. Le punte di asparagi vanno aggiunte in un secondo momento perché sono più delicate e la cottura insieme al riso avrebbe l'effetto di "spappolarle".
 

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Schiacciare gli asparagi con un cucchiaio di legno (io ho usato un pestello lungo per gli aperitivi) insieme allo scalogno, direttamente nella padella e a fuoco vivo. Si dovrà formare una polpa verde che poi, in fase di cottura e con il brodo vegetale, diventerà cremosa.
A questo punto aggiustare di sale e, con la padella ben calda, aggiungere il riso e farlo rosolare insieme agli asparagi. Quindi cominciare ad aggiungere il brodo vegetale.
Versare abbondante brodo inizialmente (per una buona cottura il riso deve quasi galleggiare all'inizio) e successivamente aggiungerne poco alla volta mano a mano che viene assorbito dal riso. Aggiustare di sale assaggiando il brodo di cottura.
Superata la metà cottura aggiungere buona parte delle punte di asparagi. A cottura ultimata, spegnere, far riposare 15 secondi e amalgamare una noce di burro.
Versare nei piatti cospargendo di abbondante parmigiano reggiano grattugiato e guarnire ogni piatto con qualche punta.

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Un risotto molto cremoso e delicatissimo che vi farà…

 
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… leccare i baffi!!!




mercoledì 4 maggio 2011

Finger food… rigorosamente senza glutine

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 Sushi Nori a modo mio


Premetto che non adoro il sushi. Il pesce mi piace cotto, le alghe mi fanno senso, il riso mi piace al dente….. così qualcuno si chiederà, allora perché lo hai fatto?

Perché lo trovo coreografico. Ad esempio quei piccoli cilindri dai colori tenui e dal bordo nero li ho sempre trovati deliziosi, bellissimi, terribilmente invitanti. Così, alla ricerca di una idea per scattare foto idonee al gioco on-line organizzato da Atmosfere Italiane, ho pensato che in fondo non è necessario usare pesce crudo o ingredienti misteriosi e magari pure a rischio di glutine, e che comunque mi andava proprio l’idea di sorprendere i miei ospiti portando in tavola nelle mie belle ciotoline monodose qualcosa di insolito rispetto alla mia cucina piuttosto classica.

Le alghe le avevo comprate mesi fa… prima del terremoto, prima della contaminazione del mare. Non so quanto sia sicuro usare quelle confezionate dopo… ma questa è un’altra storia.

Confezione alla mano, leggo le istruzioni dettagliate su come cuocere il riso e come confezionare i rotolini, studio tutto quasi a memoria… e poi faccio di testa mia. E’ un sushi molto italianizzato il mio…. però è piaciuto moltissimo, e l’importante per me è questo!

Ingredienti: per una ventina di cilindretti, quattro fogli di alghe pressate, 150 gr di riso (ma me ne è rimasto un po’), 70 gr di salmone affumicato, 2 zucchini tagliati a fettine sottili.

Procedimento: la cottura del riso per i giapponesi è un rito particolare… io l’ho seguito solo in parte. L’ho lavato per bene, cambiando due volte l’acqua finché non è rimasta limpida, poi l’ho messo sul fuoco nell’acqua fredda. Dal momento in cui l’acqua ha iniziato a bollire ho fatto passare 10 minuti e per me era cotto…. per i giapponesi, va lasciato in acqua a finire di assorbirla, ma io sinceramente non ho avuto il coraggio di farlo, pensando che sarebbe diventato una pappetta. Così l’ho scolato dalla poca acqua rimasta, l’ho sciacquato brevemente per togliere l’eccesso di amido, ci ho aggiunto un cucchiaino di aceto ed uno di zucchero, ho mescolato bene e l’ho versato in una ciotola per farlo raffreddare. Probabilmente doveva stare più insieme, ma non ho avuto difficoltà a comporre i miei rotolini per cui…. per me va bene così!

Ho cotto nel microonde per 3 minuti, senza nessun condimento, le fettine di zucchini.

Una volta freddo il riso, ho steso il primo foglio di alghe sulla classica tovaglietta di bambù…. poi ho pensato che rischiavo di sporcarla un po’ e quindi ci ho appoggiato un foglio di carta forno. Ho versato tre cucchiai di riso sul foglio di alghe lasciandone libero circa un terzo, poi ho appoggiato nella parte centrale una striscia di salmone ed una fettina o due di zucchino, così:

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Poi ho arrotolato, aiutandomi con la carta forno, l’alga ed il riso fino a chiudere il cilindro, cercando di pressare bene il riso. Ho bagnato con un pennellino intriso nell’acqua il bordo libero vicino al cilindro formato, ho tagliato l’eccesso ed ho sigillato bene.
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Infine con un coltello affilatissimo ho tagliato in piccoli pezzi il rotolo, formando  i classici cilindri.
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Li ho appoggiati poi uno ad uno nelle ciotoline nere da finger food della Atmosfere Italiane, incantata dal contrasto dei colori. Li ho serviti accompagnati da salsa di soia (quella senza glutine della Ki group) a parte, dove inzuppare i cilindretti, e senza posate, sennò che finger food è???
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 Sarà stato anche un sushi troppo italiano, ma i miei ospiti… indovinate un po’? si sono….

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… leccati i baffi!!!

Pomodorini ripieni

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Sere dopo, per il solo gusto di stupire la mia famiglia, è stata la volta dei pomodorini ripieni. Facili da vergogna… ma anche questi coreografici e gustosi.

Ingredienti: pomodorini rotondi, Philadelphia classico, erba cipollina, capperi, qualche foglia di insalata gentile.
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Procedimento: lavare ed asciugare i pomodorini, tagliarne la parte superiore e svuotarli pazientemente dei semi. Lavorare il Philadelphia in una ciotola per renderlo cremoso e trasferirlo in un sac-à-poche o in una siringa da dolci. Riempire i pomodorini, spolverizzarli con l’erba cipollina, appoggiarvi sopra un cappero, adagiare su una fogliolina di insalata in un cucchiaio di Atmosfere Italiane. Non sono carini? E nella loro semplicità sono da…

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… leccarsi i baffi!     



Con queste due ricette (e forse altre...?) partecipo al gioco on-line di Atmosfera Italiana.




Se vi piacciono le mie foto e siete iscritti a Facebook cercate "Atmosfere Italiane" e se riuscite tra le tante a trovarle... cliccate "Mi piace"!




E partecipo anche al contest di Bietolina!



venerdì 8 aprile 2011

Spezzatino di pollo alla soia




img 346Ho tenuto un diario per moltissimi anni. Eh no, non solo in adolescenza ma, quando più spesso e quando meno, fin verso i quarant’anni, quando sono (forse…) finalmente cresciuta e non mi è più venuto spontaneo farlo.
Finché l’ho tenuto, ci ho riversato tutta me stessa. Non raccontavo tanto le cose che facevo, quanto le mie emozioni, la mia allegria o la mia tristezza, i miei entusiasmi ed i miei malumori, le mie considerazioni più o meno sagge (più meno che più…) sugli eventi mondiali o su quelli che si svolgevano intorno a me, nella cerchia dei miei amici o familiari.
Durante i mesi di attesa della mia prima bambina, era a lei che scrivevo quasi tutti i giorni. Non sapevo se sarebbe stato un bimbo o una bimba ma  ascoltavo con più emozione ogni attimo, in silenzio, quella vita che in me cresceva, si muoveva e diventava la cosa più importante della mia intera esistenza. E le scrivevo, a volte lunghe pagine, a volte poche righe, le scrivevo tutto quello che mi passava per la testa, tutto quello che mi attraversava il cuore e lo scalfiva in qualche modo.
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Tra le cose che le scrivevo, ovviamente non tutte serie (anzi!) c’era perfino qualche ricetta! A quel tempo vivevo con mio marito a casa dei miei genitori, in attesa che la casa in cui vivo attualmente venisse costruita, e mia mamma da brava cuoca aveva un modo tutto suo di coccolarmi: cucinava per me i piatti che amavo. Ed io li raccontavo, a volte, a quell’esserino minuscolo che stava cambiando totalmente la mia vita.
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Quando ho letto del contest di Barbara non potevo non ricordare il diario di quei mesi…. così l’ho ripreso in mano, sfogliato alla ricerca di una pagina che potesse partecipare al contest senza sconfinare (in fondo deve trattarsi solo di una ricetta scritta a mano!) ed ho scelto tra le tante queste due… dove parlo alla mia bambina e le descrivo il piatto che mia mamma aveva cucinato per me quella sera, e non svelo niente che non voglio venga svelato :))
La cosa buffa è che poche sere fa ho saputo sia da Stefania che da Felix che esiste una marca di salsa di soja che non contiene frumento… che per di più è presente nel prontuario… e di cosa parla questa pagina che ho scelto?
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Di uno spezzatino con salsa di soia! Pensavo di farne uno glutinoso e fotografarlo all’unico scopo di partecipare al contest…. invece ho potuto cucinarlo per tutti compresa me, e dopo tanti anni gustarmi nuovamente questo piatto che adoro e che ha tre grandi pregi: è facilissimo, velocissimo e gustosissimo!

Ed ora la ricetta scritta in modo più moderno………


SPEZZATINO CON SALSA DI SOIA

Ingredienti per 4-5 persone: Carne magra (petto di pollo, fesa di tacchino o carne rossa magra) 800 gr, 1 cipolla, peperoncino, salsa di soia (nel mio caso senza frumento, ho usato quella di marca LIma, versione Tamara), riso 350 gr.


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Procedimento: mettere a lessare il riso. Nel frattempo tagliare a listerelle sottili la carne (io uso sempre petto di pollo). Soffriggere la cipolla tagliata molto sottile in olio abbondante,  aggiungere la carne e farla cuocere brevemente a fiamma piuttosto alta per evitare che “lessi”; se gradito mettere un pizzico di peperoncino in polvere. Appena cotta (basterà un minuto per la carne rossa, e 2-3 minuti per quella bianca) spegnere il fornello e cospargere a piacere di salsa di soia. Servire caldo accompagnato dal riso in bianco.

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Usare il liquido di cottura per insaporire il riso, e mettere in tavola la bottiglietta di salsa di soia per chi ne gradisse un’aggiunta su carne e riso. E come al solito……

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… leccarsi i baffi!!!

Con questa ricetta partecipo al contest di Barbara del blog "Spelucchino"










sabato 26 marzo 2011

Torta co’ bischeri pisana, senza glutine

L’avevo mangiata per l’ultima volta non meno di dieci anni fa, ed ho indagato su quale fosse il modo  migliore di prepararla quando ho deciso di portarla alla festa della Pentolaccia organizzata da AIC Pisa. Volevo infatti portare una ricetta nuova per il ricettario della Pentolaccia ma che fosse anche conosciuta: la torta coi bischeri è un tipo di dolce rustico che di solito a Pisa e provincia fanno i panifici e non le pasticcerie, e viene preparata in occasione della fiera di Pontasserchio, che si svolgerà tra poco, o della festa del Pinolo a San Piero a Grado, che si svolge se non erro a fine estate. Inutile dire che senza glutine non la prepara nessuno…. quindi dovevo per forza sperimentare.
L’ho portata (senza averla ovviamente assaggiata) alla festa di carnevale con un pochino di ansia, è un dolce che i pisani adorano e tra i partecipanti sicuramente era presente qualche pisano doc e magari neanche celiaco! Comunque ha fatto bella mostra di sè sul tavolo tra gli altri 37 dolci, e quando è arrivato il momento di tagliare e distribuire le porzioni… beh, io ho fatto giusto in tempo ad assaggiarne una fettina! Era buono, molto buono, esattamente come lo ricordavo, con una frolla un po’ rustica, un ripieno della giusta consistenza, ma soprattutto… una delle grandi soddisfazioni di quella giornata…. una signora pisana è andata all’accettazione dolci, ha chiesto chi avesse fatto quella torta, poi è venuta a cercarmi per farmi i complimenti, per dirmi che lei ci aveva provato tante volte senza ottenere niente di simile, che finalmente dopo anni dalla diagnosi aveva avuto il piacere immenso di mangiare una vera torta co’ bischeri!!!
Più in là posterò un resoconto di quella bella festa che tutti gli anni ci riempie di soddisfazione malgrado la grande fatica che comporta. Oggi intanto, dopo la panna cotta tricolore e lo strudel, vi racconto come ho fatto il terzo dolce che avevo portato, questa torta che credo facciano anche altrove ma che io ho sempre conosciuto come un dolce tipicamente pisano. Il significato del nome?  Difficile dirlo, si perde penso nella notte dei tempi, posso immaginare che abbia a che fare coi “corni” con cui si orna questa torta, considerato che un marito cornuto da noi viene definito bischero, cioè un po’ scemotto, tontolone. Per bischero qui si intende anche in modo pittoresco l’organo sessuale maschile, che riporterebbe sempre alle punte con cui si orna la torta intorno.
Ed ecco la mia ricetta, senza glutine ma ricavata rigorosamente da una ricetta classica, solo una delle tante che mi hanno consigliato, ma tra le tante è quella che mi ha ispirato di più. Devo dire che può e deve essere migliorata per un motivo perlomeno: i miei “bischeri” non sono rimasti del tutto in piedi, si sono adagiati sull’impasto, l’effetto era bello lo stesso ma i veri bischeri stanno ritti! La prossima volta proverò a mettere un pizzico di farina in più nel l’impasto del bordo,  oppure metterò la torta in frigo fino al momento della cottura, sperando regga meglio.
Ingredienti per la frolla: 250 gr di farina (ho usato 130 di Bi-Aglut per pane e paste lievitate e 120 di Mix B Schar), 100 gr di burro, 1 uovo, 1 pizzico di sale, 1/2 bustina di lievito (Colombo, da prontuario), 100 gr di zucchero, la scorzetta di mezzo limone.
Ingredienti per il ripieno: 150  gr di cioccolato fondente spezzettato (ho usato l’Esselunga svizzero), 50 gr di cacao in polvere (Coop), 1 etto di riso, 1/2 litro di latte, 50 gr di pinoli, 2 uova, 50 gr di zucchero + 20 gr  nel latte di cottura, una manciata di uvetta, un bicchierino piccolo di rhum, cannella.
Nella ricetta originale del ripieno ci andrebbero anche i canditi… ma io non li posso soffrire e non ce li ho messi, ma se piacciono, una manciatina ci si mette.

Procedimento: per la pasta frolla, mettere tutti gli ingredienti in una impastatrice oppure lavorare a mano con il solito metodo: prima il burro freddo con la farina, poi si aggiunge lo zucchero (50 gr), l’uovo ed il pizzico di sale, infine il lievito. Si lavora fino ad ottenere una bella palla liscia e soda e se necessario (cioè se nella lavorazione il burro si è ammorbidito troppo e la pasta è un po’ appiccicosa) si mette in frigo per una mezz’oretta, avvolta in pellicola.

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Nel frattempo si prepara il ripieno: far cuocere il riso nel latte con 20 gr di zucchero e una spolverata di cannella mescolando spesso; il riso assorbirà una gran parte del latte. Spegnere quando ben cotto, aggiungere il cioccolato a pezzi e far sciogliere bene, poi il cacao, l’uvetta ammollata nel rhum (che verserete anch’esso nel ripieno), i pinoli, lo zucchero. Far intiepidire bene prima di incorporare le uova leggermente sbattute ed amalgamare bene. Il risultato deve essere scuro e cremoso, molto bagnato.

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Si prepara a questo punto il guscio di pasta frolla stendendone una parte, posandola nella teglia e lasciando intorno un bordo piuttosto alto. Vi si versa il ripieno raffreddato, e si formano, con il bordo alto, i “bischeri” che forse danno il nome alla torta. Io ho seguito il metodo insegnatomi da una pisana, non so se sia il più corretto, comunque eccolo: si fa un taglio verticale sul bordo, si piega a triangolo la parte tagliata, poi si taglia accanto al “becco” così formato e si prosegue fino a fine corsa. Si modella leggermente ogni punta cercando di renderle più o meno tutte uguali.  A questo punto si forma una grata sulla superficie con listerelle di pasta e si cuoce in forno preriscaldato a 180°C per circa 40 minuti. E se qualcuno sa suggerirmi come fare in modo che i becchi non si affloscino in cottura, ben venga qualunque consiglio.    


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Eccoli qui i miei bischeri addormentati…….

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Nell’insieme però la torta era bella, e si capiva al volo che era la classica torta co’ bischeri! 



N.B. Ho rifatto questa torta qualche tempo dopo, seguendo fedelmente gli ingredienti qui riportati ma avendo l'accortezza di tenere la torta in frigo per un'ora circa prima di infornarla. Ecco il risultato:







E comunque, bischeri su o bischeri giù, questa torta è da....


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…..da leccarsi i baffi!






Con questa ricetta partecipo al contest di Dada