Si mangia per vivere, non si vive per mangiare

Si mangia per vivere, non si vive per mangiare
Si mangia per vivere, non si vive per mangiare
Visualizzazione post con etichetta Torte. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Torte. Mostra tutti i post

martedì 27 marzo 2012

Torta con calle e rose

083

All'inizio di questo mese mia figlia Silvia ha compiuto diciassette anni. Sorvolo su cosa significhi avere una figlia di questa età, sulle discussioni, sugli scontri, sui malumori, le polemiche e via dicendo. L’adolescenza è davvero un momento difficile e non l’ho dimenticato, ma essere mamma di un’adolescente forse è peggio che essere un’adolescente! Tuttavia, non perdo mai di vista il fatto che dietro la sua facciata scontrosa ed i suoi rari sorrisi, mia figlia è davvero una ragazzina speciale, che prima o poi uscirà da questa età difficile. Quando ho parlato di lei, qui, aveva quattordici anni. Le cose da allora sono diventate ancora più difficili, ma quei lati positivi di cui parlo, quei suoi principi tanto inusuali in una ragazzina, quelli si sono rafforzati. Sono orgogliosa di lei malgrado i suoi brutti voti e le sue mancanze, e sono sicura che uscirà da questo periodo come fa la farfalla che esce dalla crisalide… splendida, solare, libera.

“Che torta vuoi per il tuo compleanno, Silvia?”
Mi aspettavo il solito: fai tu, è uguale, chi se ne frega.
E invece no. “Fammi qualcosa con la pasta di zucchero, qualcosa di bello”
Abbiamo cercato idee, ed a lei è piaciuta questa.

Panico. Sarò capace? Quanto tempo dovrò lavorarci?
Ma potevo mai deluderla? Eh no.

Ho una maestra d’eccezione e sono corsa da lei. Mi sono letta post su post, volevo che la torta per mia figlia fosse perfetta. Conscia degli errori fatti in precedenza, mi sono studiata tutti i consigli di Francesca, a partire da questo modo insolito ma validissimo di farcire il mio pandispagna in modo che la farcitura non gli togliesse stabilità.
Poi questo, per una copertura semplicemente perfetta.
E questo, per fare delle calle che somigliassero davvero a delle calle,
E infine questo, per delle rose convincenti.

Francesca, cosa farei senza di te? Senza la chiarezza delle tue spiegazioni e, soprattutto, senza la tua generosità? Potresti limitarti a pubblicare i tuoi capolavori senza mettere il mondo a conoscenza dei tuoi segreti, riceveresti comunque migliaia di complimenti ed il tuo blog sarebbe altrettanto visitato. L'ho fatto personalmente, ma ti ringrazio di nuovo, pubblicamente :)

Dopo aver studiato bene bene ed aver preso doverosi appunti, con il notebook a portata di mano mi sono messa al lavoro un paio di giorni prima del compleanno, facendo innanzitutto la pasta di zucchero con due dosi della solita ricetta ma, anche qui, con la guida di Francesca. Per i coloranti mi sono affidata nuovamente a quelli in polvere della ditta Graziano, che li garantisce come senza glutine.

Riporto qui per comodità di chi legge la ricetta della pasta di zucchero:

Ingredienti:

500 gr di zucchero a velo (io ho usato quello vanigliato di marca Colombo)

50 gr di miele (ho usato un ottimo millefiori biologico)

6 gr di gelatina in fogli (garantito senza glutine, c’è ancora bisogno di precisarlo?)

30 gr di acqua

16 gr di burro

Procedimento:

Mettere la gelatina a pezzetti nei 30 gr di acqua

Versare lo zucchero a velo nel robot e far girare solo con lo zucchero per togliere eventuali grumi

Sciogliere il miele nel microonde o a bagnomaria

Sciogliere il burro senza assolutamente farlo bollire

Sciogliere anche la gelatina a bagnomaria o nel microonde dopo che si è ammollata bene

Mescolare miele, burro e gelatina liquefatti e far amalgamare bene, scaldandoli ancora se necessario ma senza mai farli bollire.

Versare il composto ottenuto nel robot insieme allo zucchero a velo e lavorare il tutto a bassa velocità fino ad ottenere un impasto molle. Versare sul piano di lavoro un altro po’ di zucchero a velo e trasferire la pasta di zucchero tiepida e sicuramente troppo molle. Lavorarla leggermente con lo zucchero ed aspettare che raffreddi bene prima di iniziare a lavorarla o a colorarla.

I coloranti sul prontuario AIC non sono presenti e questo è un cruccio comune a molte di noi. Seguendo i consigli di altre foodbloggers e dopo aver telefonato alla ditta per accertarmi che quel “senza glutine” pubblicizzato in rete fosse garantito, ho acquistato on-line questi coloranti in polvere. Per usarli li diluisco con poche gocce d’acqua il che mi costringe poi a riaddensare la pasta colorata con altro zucchero a velo. I risultati sono buoni, anche se come già segnalato il colore rosso e quello nero rendono la pasta più fragile, ma si rimedia usando un po’ di burro sulle dita per lavorare le decorazioni.

Aggiornamento: sono dichiarati senza glutine in etichetta anche i coloranti naturali in polvere Rebecchi, che trovo al supermercato e che hanno bellissimi colori. Si usano nella stessa maniera, diluendoli con una parte infinitesimale di acqua ed incorporandoli alla pasta lavorando bene con le mani fino ad ottenere il colore voluto. 

Ho preparato i pistilli delle calle, seguendo le istruzioni di Francesca, preparandone sei, passandoli nella farina di mais dopo averli spennellati di albume e lasciandoli ad asciugare per circa 24 ore. La mattina dopo ho costruito le calle, sempre seguendo il passo passo estremamente chiaro di Francesca ma senza i suoi attrezzi: quindi i petali delle calle li ho ritagliati a mano e poi sagomati con le dita e, in mancanza della competenza di Francesca che li attacca subito al pistillo e mette il tutto ad asciugare a testa in giù, io mi sono arrangiata come vedete dalle foto. I coni utilizzati non sono altro che i beccucci del sac-à-poche.

  034    035
  038
   045

Non li ho fatti asciugare del tutto, ma vi ho inserito il pistillo quando erano ancora leggermente elastici, in modo da riuscire ad attaccarli con un po’ di albume e sagomarli intorno al perno, senza che la pasta si rompesse ma nello stesso tempo abbastanza asciutta da mantenere la forma.

Per le rose ho seguito le istruzioni ritagliando con una formina piccola rotonda i petali che ho poi sagomato con le dita e con uno stuzzicadenti, ed aiutandomi con un po’ di fantasia.
  048
    049

      057
       046

Sia per le calle che per le rose ho usato stecchini lunghi di legno che poi ho rimosso nell’assemblare la decorazione.

Ed eccoci alla sera prima del compleanno. Ho fatto il mio solito pandispagna rotondo, diametro 26, usando la dose da 6 uova con la ricetta che trovate qui. Seguendo le istruzioni di Francesca, non l’ho cotto troppo in modo che rimanesse molto morbido. Mentre era in forno, ho preparato la crema pasticciera e la bagna, che trovate nello stesso post. Una volta tiepido ho tolto dalla tortiera il pds ed ho aspettato che fosse ben freddo. Nel frattempo ho preparato la ganache, sempre seguendo le istruzioni di Francesca, con 400 gr di cioccolato bianco (Esselunga) che ho sciolto a bagnomaria ed al quale ho aggiunto 100 ml di panna per poi lasciarla in frigo tutta la notte.
Ho rimesso il pds freddo nella tortiera a cerchio apribile, vi ho appoggiato sopra un piatto un po’ più piccolo di diametro e usando un coltello affilato tenuto verticalmente ho scavato la mia torta, ne ho tolto la parte centrale che ho diviso orizzontalmente in tre dischi, ho rimesso a posto il fondo, ho bagnato (ma non troppo) pareti e fondo, ho versato la crema ben fredda e soda, ed ho coperto con un secondo disco di pasta.

029     030

Molto più facile di quanto credessi….. Poi ho messo il tutto in frigo per lasciarcelo tutta la notte, con un vassoietto rotondo sopra ed un barattolo di marmellata a pressare.

La mattina del giorno dopo ho tolto la ganache dal frigo ed ho preparato le foglie, tagliandole manualmente e dando loro con un coltellino affilato venature e bordi zigrinati, e lasciandole ad asciugare mentre continuavo il mio lavoro.

060

A questo punto ho sformato la mia torta, l’ho ricoperta di ganache con l’aiuto di una spatola, e l’ho coperta con una sfoglia di pdz rosa.

031 Mai venuta così bene!!!

Infine ho assemblato le decorazioni, appoggiandole prima per decidere la disposizione e vedere l’effetto, e poi attaccandole una per una con pochissimo albume.

065

Francesca è la prova vivente che la perfezione è tutt’altra cosa…. però io sono molto contenta del risultato.

  064

062

Silvia mi ha raccontato che i suoi amici sono rimasti a bocca aperta quando la torta è arrivata in tavola. Neanche una foto a testimoniarlo, perché a quell’età figurati se dai una soddisfazione a mamma che ha lavorato tanto. Però i complimenti dei ragazzini mi hanno ripagata di tutto.
In quanto all’interno, che ho potuto gustare visto che la peste mi ha riportato il resto (smantellato dalle decorazioni che si sono divisi ed ingurgitati con grande goduria), eccolo.

005

Soffice e molto buono, per niente secco. Ed anche stavolta qualcuno si è…

gallery_4d5555eb55e22_CSC0725 (1)
… leccato i baffi Sorriso




sabato 10 marzo 2012

Apple pie Nuova Inghilterra, senza glutine

058

Ma quanto saranno buone le renette? Per i dolci a base di mele, uso solo quelle, che da sole già sono un successo.
Questa ricetta l’ho presa da una mia vecchia enciclopedia di cucina, “La tua cucina pratica” di De Agostini, comprata a fascicoli mille anni fa, quando internet era ancora fantascienza. Ogni tanto la consulto ancora e ci trovo spunti molto interessanti di cucina tradizionale, che modifico allo scopo di renderla senza glutine. E così è stato per questa torta di mele inglese, Apple Pie (che vorrà dire nuova Inghilterra? considerato che l’enciclopedia ha almeno trent’anni, forse dovevo scrivere vecchia Inghilterra?), che mi rendeva leggermente perplessa per la presenza della noce moscata nel ripieno… noce moscata? Ma non si usa solo nel salato? No, a quanto pare: il risultato è stato sublime, e non posso non passare la ricetta che oltre tutto è di una semplicità estrema.

Ingredienti:

Per la pasta:
-240 gr di farina (ho usato la Bi-Aglut da 1 kg e la consiglio vivamente, perché qualche giorno dopo ho voluto rifarla, non avevo la Bi-Aglut ed ho provato altre farine…. l’impasto era fragile e difficilmente lavorabile mentre con la B.A. non ho avuto nessuna difficoltà)
-160 gr di burro freddo a pezzetti
-1 uovo
-1 cucchiaio di zucchero
-un pizzico di sale.
Nella ricetta originale non c’è zucchero né uovo, ma io avevo paura che la pasta fosse troppo fragile e che senza zucchero non fosse gradita ad alcuni palati compreso il mio….. come dice un mio goloso  conoscente di tastiera, “il dolce ha da essere dolce, che diamine, sennò che dolce è?!”

001


Per il ripieno:
-3 grosse mele renette
-70 gr di zucchero di canna
-1 cucchiaino abbondante di buccia di arancio grattugiata
-una presa abbondante di noce moscata grattugiata
-40 gr di burro

E in più:
-70 gr di granella di zucchero, che io mi faccio in casa copiando qui ma che riporto per comodità di chi legge:

Ingredienti:
50 g zucchero
5 g acqua naturale (il 9-10% del peso totale dello zucchero, non di più!)
Materiale necessario:
1 cucchiaino
1 grattugia a fori medi (per carote alla julienne)
1 contenitore
1 foglio di carta forno
Procedimento (a mano, per poca quantità):
Pesare lo zucchero e riporlo nel contenitore.
Aggiungere l'acqua rigorosamente non superiore al 10% del peso dello zucchero: nel nostro caso, 50 g di zucchero, max 5 g di acqua naturale.
Mescolare accuratamente e velocemente con il cucchiaino. Risulterà un composto granuloso ma abbastanza asciutto.
Prelevarne un cucchiaino o due alla volta e depositarlo sulla grattugia per julienne rovesciata (al contrario).
Premere con il dorso del cucchiaino sul composto granuloso di zucchero ed acqua con un movimento "a spinta".
Lasciar così cadere i «granelli» che andranno a cadere uniformemente sul foglio di carta forno appositamente preparato sottostante, cercando di distribuirne la caduta in una superficie unica.
Lasciar asciugare qualche ora o, meglio, l'intera notte prima di utilizzarlo o riporlo in un contenitore. Se si ha urgenza, scaldare il forno a 40-50 gradi in modalità ventilata e lasciare i granelli ad asciugare una mezz'ora o più.


Variante con il Bimby per una quantità maggiore da conservare in barattolo.
Ingredienti:
200 g zucchero
20 g acqua naturale (anche 16-18, secondo stagione e umidità).
Nel boccale, ben asciutto, fare a velo lo zucchero polverizzandolo per 15 - 30 sec vel 8-9. Controllarne la polverizzazione, altrimenti procedere di nuovo per altri
15 sec.
Trasferire il composto in una ciotola, aggiungere la percentuale di acqua indicata e procedere con la tecnica indicata sopra ma questa volta, anziché la grattugia per julienne, occorrerà uno «spremiaglio» con fori più adatti e possibilità di effettuare maggiore pressione per permettere la fuoriuscita della «pasta di zucchero» che assumerà la consistenza della pasta frolla leggermente più dura. Il risultato sarà pressoché identico sia nel colore (più bianco) che nella forma. Lasciar cadere dall'alto con un colpo netto di coltello ben affilato i granelli. L'estrusione dell'acqua avverrà lentamente o in forno tiepidissimo. Solo allora si potranno facilmente separare quelli rimasti attaccati con il semplice sfregamento delle mani prima di riporli nel contenitore.
La granella così preparata si conserva molto a lungo in un barattolo chiuso.

 
Tornando alla nostra Apple Pie:


Procedimento:
Lavorare insieme gli ingredienti della pasta come si fa per una normale pasta frolla, velocemente per non far ammorbidire troppo il burro. Formare una palla ed avvolgerla in pellicola, far riposare una mezz’ora in frigo.
Mentre la pasta riposa, sbucciare ed affettare a spicchi le mele.
Mettere da parte circa un quarto della pasta, e con la rimanente ricavare un disco di misura sufficiente a foderare il fondo e le pareti di una tortiera di diametro 26. Adagiare all’interno dell’involucro di pasta le mele a spicchi e cospargere di zucchero di canna mescolato alla noce moscata. Aggiungere a pioggia la scorzetta di arancia macinata (e qui è doveroso dire che seguendo un consiglio graditissimo e validissimo di Gaia, è tutto l’inverno che secco le scorzette di arancia in un contenitore pulito che tengo appositamente sul termosifone: una volta ben disidratate le macino e le conservo in un barattolino, usandole poi come aroma per  i dolci…. fantastico!).
057

Irrorare il ripieno con 30 gr di burro fuso e ricoprire con la pasta lasciata a parte e distesa a forma di disco. Me ne era avanzata un po’ e come si vede dalla foto ne ho fatto piccole decorazioni a cuoricino usando una forma da biscotti. Ungere la superficie del dolce con il burro rimasto e distribuirvi sopra lo zucchero granulato.
Passare la torta in forno a 180°C per circa 40 minuti, quindi estrarla dalla teglia e farla raffreddare bene.

154

Delicatissima, buonissima…. insomma da….

image

.. leccarsi i baffi!!!

domenica 15 gennaio 2012

Rifatte senza glutine: la pumpkin di Jé

bannerrifatte


Ed eccoci al terzo appuntamento con l’iniziativa “Rifatte senza glutine”. Questo mese la ricetta da rifare è quella di Jè, del blog “Un castello in giardino”, e com’è capitato le altre due volte sono stata piacevolmente sorpresa da profumi e sapori deliziosi per una ricetta che senza queste “rifatte” forse non avrei preso in considerazione di copiare. Per l’ennesima volta quindi ringrazio Vale per la sua bella idea.

005

Ed ecco la ricetta di Jé, pazientemente copiata senza l’ausilio del “copia-incolla” visto che Jé l’ha disattivata, stufa come molte di noi di vedersi copiare da altri blog o siti ricette e foto senza che venga chiesto il permesso di farlo né tantomeno segnalato o corredato di un piccolo corretto e doveroso ringraziamento.

Non ho apportato modifiche alla ricetta di Jé se non sul tipo di panna, e l’ho trovata perfetta così.
Ingredienti per la pasta brisé: 200 gr di farina Glutafin Select, 10 gr di burro, 50 gr di latte. Impastare tutto velocemente, fare un panetto e mettere a riposare in frigo.
Ingredienti per il ripieno: 500 gr di zucca cotta, frullata e ben asciutta (sono partita da circa un chilo di polpa, che ho cotto a vapore), 200 gr di panna densa, 120 gr di zucchero, 2 uova, mezzo cucchiaino di cannella in polvere, mezzo cucchiaino di zenzero in polvere.
Procedimento per il ripieno: mettere la zucca frullata in una padella per asciugarla un poco. Ne resteranno circa 450 gr. Mescolare con tutti gli altri ingredienti, poco alla volta, e mescolare fino ad ottenere un impasto cremoso e liscio.
A questo punto, mentre il forno va a temperatura (200°C) , stendere la pasta brisée in una teglia da dolci (io ne ho usato una apribile da 26 cm)  dal fondo ricoperto con carta da forno, versarvi dentro il ripieno, decorare a piacere, infornare.
Come da istruzioni, ho tenuto il forno a 200°C per 15 minuti, poi ho abbassato a 180°C ed ho lasciato in forno altri 40 minuti.
Lasciar riposare il dolce fuori dal forno, sformare e servire freddo.

014

020

A me è piaciuto moltissimo così, con il sapore dolce della zucca e quel profumo godurioso di cannella e zenzero. Figlie ed ospiti hanno voluto spolverare la loro porzione con zucchero a velo, cercando un po’ più di dolcezza. Comunque sia l’abbiamo trovata semplicemente deliziosa e ringraziamo Jè per questa ricetta inusuale e delicatissima.

Comunico a tutte le persone che vogliono aderire all’iniziativa “Rifatte senza glutine” che la ricetta da presentare il 15 febbraio 2012 sarà questa:
 
img.-00910
Ebbene sì, nel mese del mio … ehm … esimo compleanno gioco in casa Sorriso
Allora fatemi un regalo… Partecipate numerosi!!!  Con noi rifatte senza glutine…

389471_281763205202861_142350102477506_793112_209502517_n

… vi leccherete sempre i baffi!!!



domenica 8 gennaio 2012

Tristezza creativa

Domenico De Masi racconta nel suo libro-intervista “Ozio creativo” che esiste un ozio attivo che ci fa sentire liberi, un ozio che non significa dolce far niente ma libertà dagli impegni politici e civili che deve assumere un ruolo da protagonista  nel lavoro e nel tempo libero. Sto faticosamente leggendo questo libro, faticosamente non perché sia pesante ma perché non ho la mente libera per leggere alcunché, i pensieri vagano altrove e mi ritrovo in fondo alla pagina, qualunque pagina, anche quella di un fumetto, senza aver capito né assimilato niente. Un po’ alla volta però sto andando avanti nella lettura, è un libro intelligente, che rende piacevole perfino l’interpretazione della storia che è sempre stata la mia bestia nera, ma che per ora non riesco a sentire in sintonia con me, con il mio lavoro, con la mia vita, con il momento che sto vivendo. Perché ne parlo allora?

Perché leggendo mi sono detta, io non conosco ozio creativo, ma conosco la tristezza creativa, quella sì.

E’ un momento triste ed alcuni di voi lo sanno, triste per me ma soprattutto per alcune persone che amo, con le quali condivido da decenni gioie e dolori, persone che stanno vivendo il dramma peggiore che si possa immaginare. Sono mesi che non riesco a pensare ad altro, e che mi sveglio con la stessa tristezza dentro di quando mi addormento, di quando la notte mi ritrovo a fissare il soffitto ed a chiedermi cosa succederà domani, o di quando osservo le mie figlie ridere o dormire o studiare e mi sento in colpa perché loro stanno bene, perché IO sto bene.

In questo periodo sono poche le cose che mi danno sollievo. Tra queste, l’amore delle mie figlie, le coccole dei miei gatti, e la cucina. Cercare nuove ricette, concentrarmi su ingredienti, pesi, miscele, tempi, significa per me non pensare, significa riuscire ad accantonare almeno per un  po’ la mia angoscia. E lo sto facendo spesso, più spesso del solito, anche se poi la voglia di pubblicare non c’è. Però fotografo, fotografo tutto, perché anche quello mi aiuta a non pensare, anche se poi mi ritrovo il pc che esplode e che mi supplica di non caricarlo più. Stasera devo eliminare un po’ di foto, passarle sull’hard disk esterno, ma prima di farlo voglio pubblicarne qualcuna qui, a dimostrazione di quanto la tristezza, malgrado la mancanza di tempo e di serenità, possa davvero essere creativa.

Inizio da una torta fatta per la mia caposala, che desiderava regalare alla figlia, appassionata di cavalli coi quali lavora ed affezionata al ricordo di un pony, una torta personalizzata. Mi aveva chiesto una torta con un semplice disegnino, ma io sono così, le cose o bene o niente. Quindi, forte di una unica esperienza con la pasta di zucchero, mi sono ispirata ad una torta bellissima, che trovate qui, e ne ho fatto una versione molto più umile. Il risultato mi è piaciuto molto, ed a quanto pare è piaciuto moltissimo alla persona cui era destinata.
 
004
002009

La base della torta è quella del mio solito pandispagna, io sono una che quando ha trovato una ricetta che le piace difficilmente ne sperimenta altre. La trovate qui, insieme alla ricetta per la bagna e per la crema pasticciera. Ho usato uno stampo apribile di  diametro 26 ed ho seguito pari pari la ricetta dimezzando le dosi.
Una volta raffreddata ho tagliato in due la torta, ho bagnato la parte di sotto con la  bagna, farcito con la solita crema ben densa, ricoperto con la parte di sopra e di nuovo bagnato. Poi ho spalmato il tutto con marmellata di albicocche ed ho iniziato a lavorare per ricoprire e poi decorare con la pasta di zucchero. Il pony lo avevo fatto la sera prima, con difficoltà vista l’inesperienza, e lasciato ad asciugare affinché non rischiasse di crollare sul pratino Sorriso
Per quanto riguarda i coloranti, non essendocene neanche uno presente sul prontuario degli alimenti redatto dall’AIC, seguendo i consigli di Vale li ho comprati on line qui. Sulle confezioni è ben specificato “senza glutine”, in più prima di acquistare ho telefonato ed ho deciso di fidarmi delle rassicurazioni che mi sono state date.
Il pony però l’ho colorato con il cacao (ovviamente garantito senza glutine), che ho aggiunto alla pasta bianca. Trattandosi di una polvere ha reso la pasta troppo secca, ed ho rimediato aggiungendo piccolissime dosi di burro morbido fino al raggiungimento della consistenza voluta. La criniera e la coda le ho ottenute passando la pasta in uno spremiaglio, i fiorellini li ho “stampati” con le apposite costosissime formine a timbro (una follia che mi sono concessa perché so che le userò spesso). Per il resto, un po’ di manualità e di volontà.


La seconda torta, molto più grande, l’ho fatta per un bambino la cui mamma aveva organizzato a sorpresa la sua festa di compleanno a tema. Il tema era “i pirati” e la torta l’ha scelta la mamma. Di mio non ho messo niente se non il lavoro ed una grande attenzione a che la torta fosse buona ed il disegno fedele all’originale, che è questo.

006007

E’ una torta decisamente grande, e per volere della mamma fatta con impasto al cioccolato e crema di Nutella Sorpresa
Non è un bambino celiaco, Leonardo, ma da anni in casa mia non entrano farine glutinose, ed ho usato esclusivamente prodotti privi di glutine.
Per questa torta ho usato la solita ricetta base di pandispagna, sostituendo un terzo della farina con cacao amaro garantito senza glutine. Stessa bagna, e come crema ho usato un barattolo di Nutella versata in una ciotola e leggermente riscaldata per ammorbidirla, alla quale ho incorporato delicatamente mezzo litro di panna zuccherata e ben montata.
Ho usato uno stampo rettangolare molto grande e 1 volta e mezzo la dose da otto uova (quindi dodici uova,  450  gr di zucchero, 300 gr di farina (ho usato la solita Bi-Aglut…), 150 gr di cacao amaro, 3 bustine di vanillina, 1 bicchierino di rhum, 3 bustine di lievito istantaneo consentito per dolci). Cottura circa 45 minuti in forno preriscaldato a 180°C (faccio comunque sempre la prova stecchino), è venuta una torta molto morbida e gonfia che una volta fredda ho tagliato a strisce sottili con le quali ho iniziato a ricoprire uno stampo ovale di diametro 36 foderato di pellicola per alimenti. Ho bagnato le strisce, aggiunto la crema, sovrapposto altre strisce, bagnato, poi di nuovo la crema e così via fino a riempire tutto lo stampo. Ho coperto il tutto con altra pellicola e lasciato tutta la notte in frigo a prendere bene la forma.
Il giorno dopo ho sformato il dolce, l’ho spalmato di marmellata di albicocche e poi coperto e decorato con la pasta di zucchero.

Le foto del festeggiato esultante ed i complimenti dei genitori mi hanno ripagata abbondantemente delle ore di lavoro rubate al sonno. E sarà bene precisare che non vendo niente, tutto quello che faccio per gli altri lo faccio per amicizia o affetto, e chiedo al massimo il rimborso di quello che ho speso :)

Un’altra occasione per sperimentare la pasta di zucchero l’ho avuta prima di Natale, quando i soci dell’Associazione Astrofili Pisani, di cui faccio parte, si sono riuniti per gli abituali auguri di fine anno. Avevo ammirato molto una torta di Gaia e le avevo detto che l’avrei sicuramente copiata per l’occasione…. l’ho fatto davvero, ed ecco qui la mia torta stellare in tema con la passione che ci unisce:

999
004    008

010
020

Anche questa è fatta con il solito pandispagna, solita bagna e solita crema, dose da otto uova in due stampi, per quattro strati sovrapposti.

Mai torta fu più fotografata… ma soprattutto, è stata divorata!


Ed eccoci all’ultima…. niente pasta di zucchero stavolta, e niente novità nella ricetta, la solita. Per il compleanno di un’amica, preparata all’ultimo tuffo ma con un affetto immenso, e decorata con il poco che offre il mio giardino in questo momento e qualche fiore di stoffa. A dimostrazione che non importa avere chissà quali strumenti o bravura per rendere bellissima una torta.

Importante: i gambi, sia dei fiori veri che di quelli in stoffa, sono stati fasciati con carta d’alluminio.

059
057
061

E con questa pioggia di parole ed immagini ringrazio chi mi ha ispirato, in modo particolare Gaia, e sia pure con una settimana abbondante di ritardo auguro a chiunque capiti qui un 2012 sereno e ricco di belle novità. Oltre che di manicaretti……

398094_292905524088629_142350102477506_826035_1277565221_n
… da leccarsi i baffi!!!




mercoledì 26 ottobre 2011

Clafoutis senza glutine

020

Questo dolce dalle origini francesi fu portato anni fa da una delle volontarie del mio gruppo ad un corso di cucina e da me adottato per sempre. Facilissimo, molto delicato, ha la consistenza di una crema molto soda nella quale siano rimasti intrappolati  pezzi di frutta matura. Oggi l’ho fatto con le mele renette, la mia passione, ma è davvero buono con qualunque frutta, comprese le pesche o le albicocche sciroppate (il che lo rende utilissimo in caso di cene improvvisate). Credo che il dolce originale francese sia fatto con le ciliegie, ma è forse l’unica versione che non ho mai provato visto che le ciliegie mi piacciono solo fresche e crude.
Ingredienti: da 500 a 750 gr di frutta matura ma soda, a scelta tra pere, mele, albicocche, pesche, ciliegie…. 3 uova, 100 gr di zucchero, 100 gr di farina (ho usato la Mix It della DS ma va benissimo anche l’amido di mais*, uso queste farine per la crema perché non lasciano retrogusto, quindi le ritengo adatte anche per il clafoutis), 1 bustina di vanillina*, 1 cucchiaio di Vin Santo o Rhum, 1 pizzico di sale, 300 ml di latte a temperatura ambiente.

* per i celiaci, da prontuario AIC o comunque sicuramente senza tracce di glutine

Procedimento: sbattere insieme le tre uova intere e lo zucchero, aggiungere la farina, la vanillina, il pizzico di sale ed il latte continuando a mescolare. Si otterrà un impasto liquido che va fatto riposare almeno mezz’ora. Nel frattempo sbucciare la frutta e tagliarla a fette piuttosto grosse, imburrare una teglia (meglio se apribile) e rivestirne  il fondo con la frutta. Versare l’impasto sulla frutta e cuocere in forno a 180°C per 30 minuti circa.

022


059

Servire tiepido (ma ovviamente è buono anche freddo) accompagnandolo con crema o gelato alla vaniglia o cioccolato fuso (ma ovviamente è buono anche da solo!)… e indovinate un po’??? Ma sì…

images 3
Leccarsi i baffi!!!