Si mangia per vivere, non si vive per mangiare

Si mangia per vivere, non si vive per mangiare
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martedì 3 aprile 2012

Tartufini sciuè sciuè

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Una ricetta che non è neanche una ricetta, nata dal bisogno di usare una ricotta in scadenza ed il residuo di pan di spagna rimasto da questa torta. Non sono neanche in grado di dare dosi precise visto che ho letteralmente inventato in base agli ingredienti che avevo in casa. Comunque ho sbriciolato accuratamente il pandispagna in una ciotola, ci ho aggiunto la ricotta e tre cucchiai di rhum ed ho amalgamato bene. Ho aggiunto tre cucchiai di Nutella (ma sì, viva le calorie!) ed ho mescolato bene, poi ho messo in frigo ad addensare un po’. Ho tritato grossolanamente un pugno di mandorle e preparato un piattino con del cacao amaro. Con le mani umide ho formato delle palline con l’impasto e le ho rotolate una per una nel cacao, depositandole momentaneamente su un piatto. Poi, iniziando dalla prima (sulla quale il cacao si era leggermente inumidito) le ho rotolate una per una nella granella di mandorle adagiandole poi sui pirottini.
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Sono stati ammiratissimi e soprattutto graditissimi al palato. Una goduria… ed una figura esagerata con tre passi facili facili. A volte basta davvero poco per…

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… leccarsi i baffi !Sorriso


domenica 20 novembre 2011

Ravioli con ricotta e spinaci

Ogni tanto mi prende la nostalgia di piatti quasi dimenticati, non tradizionali della mia famiglia o della mia terra, ma che ogni tanto, prima che madame celiachia entrasse come una regina in casa mia, mettevo in tavola nei giorni di festa. Le (st)renne gluten-free di questo mese mi hanno fatto pensare lì per lì a tutte le cose buone che solitamente mi ritrovo sul tavolo a casa di mia mamma durante le feste…. poi ho pensato: non c’è scritto “i piatti che troveremo” ma quelli “che ci piacerebbe trovare” !

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Bè, mi piacerebbe proprio trovare dei bei ravioloni ripieni, di quelli freschi che compravo un tempo al pastificio, sui quali basta giusto un po’ di burro aromatizzato alla salvia per gustarne in pieno il sapore…. mentre ci pensavo mi veniva l’acquolina in bocca, giuro. Da quanti anni non li mangio? Non lo so, ho perso il conto. E allora, perché no?

Ho rispolverato i miei vecchi ricettari stampati per i corsi di cucina senza glutine. Nel settembre del 2001, durante il nostro primo corso a Marina di Pisa, il cuoco che ci aiutava fece rimanere letteralmente a bocca aperta tutti i presenti presentando la sua pasta ripiena senza glutine. Forse è proprio da allora che non la mangio più, dieci anni fa circa, non so perché non ci abbia mai provato prima, forse mi sembrava troppo complicato, o forse ho rimandato tanto da non pensarci più.

Questo blog a volte divaga un po’ dallo scopo iniziale, ma rimane fondamentalmente quello per cui è nato: mettere la mia esperienza a disposizione di chi non ne ha o ne ha meno di me, ed anche incoraggiare a buttarsi in iniziative culinarie che possono sembrare complicate e che non lo sono affatto. Ecco, i ravioli non lo sono affatto. Non li avevo mai fatti prima, e non ho trovato nessuna difficoltà. Con un risultato ed una gratificazione immensi.

Cesare Scolari, così si chiama il cuoco ormai in pensione che mise a disposizione del nostro gruppo la sua esperienza e che sperimentò per noi quelle farine con le quali ancora non avevamo il massimo della confidenza, ci fece una premessa: l’impasto preparato per ravioli, tortellini, cappelletti deve essere un po’ più morbido di quello per tagliatelle o lasagne che deve essere invece piuttosto duro. La morbidezza serve a fare in modo che le due parti con il ripieno nell’interno si chiudano con facilità.
Ecco la sua ricetta:
Ingredienti: 500 gr di farina (lui usò la Bi-Aglut per pane e paste lievitate, io ho fatto altrettanto), 4 uova, 4 cucchiai di acqua, 4 cucchiai d’olio (lui consigliava quello di mais, io ho usato quello extravergine di oliva), un pizzico di sale.
Procedimento: fare la fontana con la farina, mettervi nel centro le uova, l’acqua, il sale e l’olio, far incorporare impastando dal centro verso l’esterno. Lavorare fino a quando l’impasto sarà ben omogeneo. Avvolgere il panetto ottenuto in un telo di cotone e far riposare mentre si prepara il ripieno.
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Confesso di aver usato il Bimby, mettendo insieme tutti gli ingredienti e finendo di lavorare il panetto a mano. 
Per il ripieno ho fatto un po’ a occhio, con le dosi che avevo in casa. Non credo ci siano regole precise….. se ci sono non le ho cercate, mi sono ispirata alla ricetta degli gnudi ed il risultato è stato semplicemente ottimo. Ecco come ho fatto:
Ingredienti: spinaci pesati già lessati e strizzati 350 gr, ricotta ben asciutta 250 gr, un uovo, parmigiano grattugiato 60 gr, una bella spolverata di noce moscata.
Procedimento:  passare gli spinaci in padella con un po’ di burro, farli intiepidire, poi tritarli finemente insieme alla ricotta.  Aggiungere il resto degli ingredienti ed amalgamare bene.

A questo punto prendere il panetto di pasta, prelevarne due pezzi dello stesso peso (io ho fatto 200 gr) e stenderli finemente in modo approssimativamente uguale. Ho usato il mattarello aiutandomi con un po’ di farina per stendere in modo molto fine, ma per chi ha la macchina per la pasta ben venga l’aiuto.
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Appoggiare su una delle due sfoglie di pasta dei mucchietti non troppo grandi di ripieno distanziandoli in modo regolare. Io ho usato due cucchiaini, uno per prendere il ripieno, l’altro per farlo scivolare nel punto in cui volevo io.
Comporre così una specie di griglia regolare. Non l’ho trovato scritto da nessuna parte, ma per paura che le due sfoglie non si attaccassero bene insieme ho passato  un pennellino bagnato  tra i mucchietti, là dove la pasta doveva poi essere accoppiata.
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Appoggiare delicatamente (avevo arrotolato la pasta intorno al mattarello) la seconda sfoglia sulla prima, e premere con attenzione la pasta intorno ai mucchietti.
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A questo punto tagliare i ravioli passando con una rotellina sulla pasta intorno ai mucchietti, premendo forte  sia per far accoppiare bene le due sfoglie di pasta, sia per tagliarle in modo netto. Reimpastare i rimasugli e continuare fino ad esaurimento degli ingredienti.
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Eccoli. Non sono bellissimi? Con le quantità segnalate me ne sono venuti 65, come a dire otto piatti belli abbondanti.
Ne ho cotto qualcuno la sera stessa, lessandoli per un paio di minuti dopo la venuta a galla, conditi con semplice burro scaldato con un po’ di salvia ed una bella grattugiata di parmigiano.
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Il giorno dopo (cioè oggi) erano sempre perfetti ma attenzione, forse per colpa del ripieno la pasta tende ad inumidirsi quindi non fate l’errore di lasciare i ravioli l’uno contro l’altro, ma metteteli in un vassoio cosparso di farina e ben separati l’uno dall’altro, altrimenti li troverete attaccati e rischierete di romperli per staccarli. Ovviamente lo dico perché io questo errore l’ho fatto, fortunatamente me ne sono accorta prima del disastro totale, ed è bastato staccarli delicatamente ed infarinarli un po’ per rimediare.
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E per chi non l’avesse capito, con questa ricetta partecipo al contest delle (st)renne gluten-free di Stefania!!!

(st)Renne Senza glutine

Stefania che dici, potrebbe essere un buon primo per un giorno di festa? O sono solo io…

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… a leccarmi i baffi?



domenica 2 ottobre 2011

Crostata senza glutine di fichi e limoni

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L’estate se ne sta andando in punta di piedi, per non lasciarci troppi rimpianti, mentre i colori in giardino cambiano e la temperatura della notte si fa sempre più bassa. Oggi dopo tante domeniche al mare, riprendo finalmente la mia vecchia abitudine di cucinare qualcosa di buono, mentre a ricordarmi questa bella e lunga estate mi tengono compagnia le tante cose raccolte negli anni sulle spiagge francesi, spagnole, croate,  ed ovviamente italiane. Spero di riprendere, da oggi, a scrivere un po’ più spesso su questo blog… lavoro, tempo, morale permettendo.
Quando Stefania ha indetto il suo contest st(renne) ho deciso che avrei partecipato in tutte le maniere, malgrado quel tiranno del tempo che mi impedisce troppo spesso di usarlo come vorrei. Oltre alla mia cronica mancanza di tempo avevo un altro problema, quello di trovare i fichi freschi, e mentre al primo riesco a rimediare sacrificando le ore della notte o della domenica, al secondo non c’è stato scampo. Per fortuna Stefania accetta anche ricette con i fichi secchi Sorriso
Ed eccola. Ho preso spunto da questa ricetta, ma l’ho modificata  basandomi soprattutto sul fatto che non ero sicura di apprezzare il sapore molto dolce del fico secco e ricordando una marmellata meravigliosa che mia mamma faceva con i fichi del nostro albero, che ovviamente non c’è più. Lei per attenuare il dolce dei fichi e dello zucchero ci abbinava pezzi di limoni che faceva cuocere insieme, il risultato era semplicemente poesia.
Ecco la mia ricetta:
Ingredienti:
Per la pasta frolla: 250 gr di farina Bi-Aglut (sacchetto da 1 kg), 1 uovo intero, 120 gr di burro, 120 gr di zucchero, un cucchiaino colmo di lievito istantaneo consentito (da prontuario, Colombo), un pizzico di sale.
Per il ripieno: 200 gr di ricotta, un cucchiaino di cannella in polvere, 45 gr di burro, 1 uovo, 150 gr di zucchero, 250 gr di fichi secchi (ho usato i Noberasco da agricoltura biologica), 200 ml di panna, 1/2 limone non trattato.
Procedimento:
Per la pasta frolla: impastare velocemente insieme tutti gli ingredienti, farne un panetto e mettere in frigo avvolto nella pellicola. Mentre la frolla riposa in frigo, preparare il ripieno.
Per il ripieno: tagliare a fettine tutti i fichi escluso tre. Tagliare a fettine sottilissime il mezzo limone, togliendo man mano i semi. Far sciogliere in una padella antiaderente il burro e far rosolare  fichi e limoni. Aggiungere il cucchiaino di cannella in polvere, poi lo zucchero e 1/2 tazza di acqua.  Far sciogliere bene lo zucchero e cuocere per almeno 20 m’, aggiungendo acqua se necessario. Infine far asciugare bene fino a far caramellare lo zucchero, e versare la panna. Mescolare bene e far addensare un po’. Lasciar raffreddare. Nel frattempo lavorare la ricotta con l’uovo . Mescolare con la composta di fichi raffreddata.
Stendere il panetto di pasta frolla e foderarne la teglia che avrete scelto. Bucherellare il fondo, appoggiarvi della carta da forno e dei fagioli secchi, ed infornare a 180°C per circa 20 minuti. Far raffreddare dopo aver tolto carta e fagioli.
Riempire la crostata con il ripieno di ricotta, decorare con i tre fichi secchi messi da parte, rimettere in forno per circa 15 minuti. Far raffreddare, cospargere di zucchero a velo vanigliato.
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… ed ovviamente….
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… leccarsi i baffi! Sorriso
Per chi non lo avesse capito, con questa ricetta partecipo alla lodevolissima iniziativa di Stefania, un impegno grande che cercherò di mantenere anche nei prossimi mesi, e non per il pur bellissimo premio,  ma per continuare a sentirmi parte di questo meraviglioso popolo di foodbloggers Sorriso

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lunedì 18 aprile 2011

Pastiera napoletana senza glutine con grano saraceno

img. 047 Pasqua nella mia casa dell’infanzia significava pastiera. E pastiera significa grano, il buon grano che in tanti paesi del mondo ed in tante regioni d'Italia simboleggia la fortuna, l' abbondanza, la  ricchezza. Mia mamma ne faceva (e ancora ne fa) sempre a decine, per regalarle in segno di augurio a parenti ed amici, e la nostra casa profumava per giorni e giorni di fiori d’arancio.... Perché la pastiera, per essere ancora più buona e perché i suoi meravigliosi profumi si amalgamino bene, deve essere possibilmente fatta due o tre giorni prima della degustazione!


Da quando la celiachia fa parte della mia vita, mia mamma mi ha fatto più volte la pastiera senza glutine, usando il riso bianco al posto del grano ed ottenendo un ottimo risultato. Io però avevo il rimpianto della consistenza tipica dei chicchi di  grano, ed ho cercato in questi ultimi anni un’alternativa più valida del riso bianco. Così per un paio di anni, con risultati molto convincenti, ho usato il riso integrale (la ricetta è QUI), quest’anno ho usato con risultati ancora più convincenti il grano saraceno. Posto un po’ velocemente la ricetta nella speranza che possa essere utile a qualcuno che, come me, vuole festeggiare la Pasqua con una bella pastiera che non ha niente da invidiare, giuro, a quella classica. La ricetta è un po’ diversa da quella postata lo scorso anno che avevo voglia di sperimentare, stavolta mi sono attenuta un po’ più strettamente alla ricetta classica di mia mamma. E come già detto e risaputo, le mamme hanno sempre ragione :)

Ingredienti per la pasta frolla: 300 gr di farina (ho usato 150 di Bi-Aglut e 150 di DS), 150 gr di zucchero, la buccia grattugiata di 1/2 limone, 125 gr di burro, 5 gr di lievito istantaneo (uso sempre il Colombo), 1 pizzico di sale, 1 bustina di vanillina (uso la Paneangeli, ditta non presente sul prontuario ma che ha adottato la politica ufficiale di dichiarare il rischio di glutine, quando c’è, chiaramente sull’etichetta), 1 uovo intero.


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Procedimento per la pasta frolla: Lavorare tutti gli ingredienti in una impastatrice o a mano fino ad ottenere un bell’impasto sodo e liscio. Formare una palla e mettere a riposo in frigo per una mezz’oretta. Ho notato che usando la farina Bi-Aglut e lavorando velocemente, spesso non ho bisogno del riposo in frigo perché l’impasto rimane compatto anche se morbido. Usando questa miscela, il riposo in frigo è stato indispensabile.



img. 008 Ingredienti per il ripieno: 150 gr di grano saraceno pesato cotto (lessato per circa 12-13 minuti con pochissimo sale, a crudo sono circa 75 gr), 200 gr di zucchero, 250 gr di ricotta, 150 ml di latte, 10 gr di burro, 2 uova, vanillina, aroma fiori d’arancio (ho letto che la ditta Lo Conte da quest’anno è sul prontuario con tutti i suoi aromi, wow!), cannella in polvere, la scorza grattugiata di 1/2 limone e, se graditi, canditi (a me non piacciono e non li metto, tanto più che per essere sicuri andrebbero fatti in casa).


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Procedimento per il ripieno: mentre la pasta frolla riposa in frigo, versare in una pentola il grano saraceno cotto, il latte, il burro e la scorzetta di limone. Far cuocere mescolando ogni tanto finché tutto il latte sia assorbito. Far raffreddare bene. Lavorare a parte ricotta, zucchero, uova, vanillina, aroma di fiori d’arancio, cannella in polvere. Mescolare bene ed amalgamare il tutto con il grano saraceno. Ne viene fuori un composto piuttosto liquido, che nella cottura addenserà ma rimarrà molto morbido.
Assemblaggio del dolce: Foderare la tortiera con circa 3/4 della pasta frolla,  e per questo procedimento potete guardare QUI.


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Versare il composto nel guscio di pasta frolla. Nel rimanente impasto aggiungere un po’ di farina per renderlo un po’ più sodo e consistente, e ritagliare le striscioline per comporre la grata decorativa. Appoggiare le striscioline con delicatezza dato che il ripieno è piuttosto liquido e si rischia che vi affondino dentro. Ripiegare i bordi ed infornare a 180°C per circa 45 minuti.

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Sfornare, far raffreddare.

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… proteggere dagli assalti dei golosi e degli affamati…
(ne approfitto per presentarvi il mio adorato Tishy, orfanello cresciuto senza mamma gatta ma con mamma Anna, la cui storia trovate QUI)

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Cospargere di zucchero a velo, inebriarsi del profumo tipico, evitare di mangiarla tutta prima che arrivino gli ospiti, pranzare senza gustarsi niente perché l’unico desiderio è quello di papparsi la pastiera ed infine…


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…gustarsela…


gatto

 …leccarsi i baffi, le dita, e dire porca misera è già finita!!!



Un consiglio… fatene almeno due!






E visto che si parla di grano, anche se saraceno, e che il grano viene considerato un portafortuna, partecipo con questa ricetta al contest della fortuna, di Anna Lisa













… e non posso non partecipare alla raccolta di ricette con grano saraceno, organizzata da Lia del blog “Montagne di biscotti”!