Si mangia per vivere, non si vive per mangiare

Si mangia per vivere, non si vive per mangiare
Si mangia per vivere, non si vive per mangiare

lunedì 25 aprile 2011

Dedicato all’Italia, unita e libera



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Questa torta ad onor del vero non l’ho realizzato in questi giorni (in cui ha regnato l’incontrastata regina di Pasqua, la pastiera) ma il mese scorso.


A marzo infatti, nella mia famiglia si festeggiano ben quattro compleanni: quello di mio nipote Andrea, quello di mia nipote Federica, quello di mia figlia Silvia e quello di mia cognata Maddalena. Quest’anno il caso ha voluto che ci riunissimo tutti insieme per festeggiare in un’unica volta tutti i compleanni, e che fosse proprio il 17 marzo… così, con l’Italia unita, i festeggiati erano cinque, e la torta che mi ero presa l’impegno di preparare per tutti era rigorosamente tricolore oltre che come sempre senza glutine!
Ho pensato di postarla oggi che l’Italia dovrebbe nuovamente essere festeggiata ma rimane un po’ in secondo piano visto che questo 25 aprile cade in concomitanza con il Lunedì dell’Angelo.
La decorazione  l’ho copiata dalla torta che Daniela ha portato alla festa della Pentolaccia ma la ricetta è mia ed è stata  molto apprezzata;  era buonissima ,  tanto semplice quanto delicata e morbida. Si tratta di un banalissimo pandispagna bagnato con sciroppo e farcito di una crema pasticciera bella soda, ricoperto di altra crema e decorato con frutta e panna. Eravamo in tanti e quindi l’ho fatta piuttosto grande, e meno male perché sono stati richiesti vari bis! Una bella soddisfazione. Però se la torta non vi serve così grande, basta dimezzare le dosi.

Ingredienti per il pan di spagna: 8 uova, 300  gr di zucchero, 300 gr di farina (ho usato la solita Bi-Aglut "Sfornagusto per pane e paste lievitate", sacchetto da 1 kg), la scorza grattugiata di un limone, 2 bustine di vanillina, 1/2 bicchierino di rhum, 2 bustine di lievito istantaneo consentito per dolci.

Ingredienti per la crema pasticciera: Latte 1 litro, 3 uova intere, 4 cucchiai di farina (ho usato la Maizena), 6 cucchiai di zucchero, la buccia grattugiata di 1/2 limone, 1 bustina di vanillina.
N:B: di solito per la crema pasticciera uso meno farina, per queste quantità ne basterebbero 3 cucchiai, ma ne ho messo uno in più per ottenere una crema bella soda.

Ingredienti per la decorazione: 3 kiwi, un cestino grande di fragole, panna fresca 500 ml, zucchero.

Ingredienti per la bagna: acqua 500 ml, 5 cucchiai di zucchero, 1/2 bicchierino di rhum
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Procedimento per il pan di spagna: Montare gli albumi a neve ben ferma. A parte lavorare insieme zucchero e tuorli con un pizzico di sale. Quando il tutto è bello spumoso unire gli albumi montati a neve rimestando delicatamente. Aggiungere la farina ed amalgamare bene, poi la buccia di limone, il lievito, la vanillina ed il rhum.

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Versare in una pirofila unta di burro e poi cosparsa di farina e zucchero. Infornare in forno preriscaldato a 160-180°C per circa 35-40 minuti. Far raffreddare bene su una gratella prima di tagliarlo.
Procedimento per la crema pasticciera: ad essere sincera da quando ho il Bimby ci pensa lui…. metto tutti gli ingredienti nel boccale con la farfalla, imposto 90°C per 11 minuti a velocità 3 et voilà…. ho scoperto comunque che si possono mettere tutti gli ingredienti sul fuoco ben mescolati e portarli ad ebollizione a fiamma bassa mescolando continuamente. Al momento che la crema inizia a bollire si addenserà, a quel punto spegnere e far raffreddare.

Procedimento per la bagna: portare ad ebollizione l’acqua con lo zucchero, spegnere, aggiungere il liquore e far raffreddare.

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Assemblamento e decorazione della torta: Tagliare il pandispagna in due, appoggiare la parte inferiore sul vassoio di portata, bagnarla con lo sciroppo freddo, passarvi un velo di marmellata e ricoprire con abbondante crema pasticciera.
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Posare sulla base l’altro strato di pandispagna, togliere con un coltello affilato la crosticina dura, bagnare con altro sciroppo, stendere un velo di marmellata. e coprire con il resto della crema pasticciera.

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Coprire un terzo laterale della superficie della torta con  fettine sottili di kiwi, ed il terzo opposto con delle fettine sottili di fragola.
In un contenitore ben freddo (tenuto in frigo fino a quel momento), montare molto bene la panna fresca con un paio di cucchiai di zucchero a velo. Decorare la parte centrale ed i lati della torta usando il sac-à-poche. Per farlo ho usato i consigli di  Francesca del blog “Torte e decorazioni”,  blog che adoro e dal quale ho tutto da imparare!

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Il risultato è stato davvero da …



… leccarsi i baffi!

P.S.: forse non dovrei…. ma  questo video   mi ha molto colpita.


lunedì 18 aprile 2011

Pastiera napoletana senza glutine con grano saraceno

img. 047 Pasqua nella mia casa dell’infanzia significava pastiera. E pastiera significa grano, il buon grano che in tanti paesi del mondo ed in tante regioni d'Italia simboleggia la fortuna, l' abbondanza, la  ricchezza. Mia mamma ne faceva (e ancora ne fa) sempre a decine, per regalarle in segno di augurio a parenti ed amici, e la nostra casa profumava per giorni e giorni di fiori d’arancio.... Perché la pastiera, per essere ancora più buona e perché i suoi meravigliosi profumi si amalgamino bene, deve essere possibilmente fatta due o tre giorni prima della degustazione!


Da quando la celiachia fa parte della mia vita, mia mamma mi ha fatto più volte la pastiera senza glutine, usando il riso bianco al posto del grano ed ottenendo un ottimo risultato. Io però avevo il rimpianto della consistenza tipica dei chicchi di  grano, ed ho cercato in questi ultimi anni un’alternativa più valida del riso bianco. Così per un paio di anni, con risultati molto convincenti, ho usato il riso integrale (la ricetta è QUI), quest’anno ho usato con risultati ancora più convincenti il grano saraceno. Posto un po’ velocemente la ricetta nella speranza che possa essere utile a qualcuno che, come me, vuole festeggiare la Pasqua con una bella pastiera che non ha niente da invidiare, giuro, a quella classica. La ricetta è un po’ diversa da quella postata lo scorso anno che avevo voglia di sperimentare, stavolta mi sono attenuta un po’ più strettamente alla ricetta classica di mia mamma. E come già detto e risaputo, le mamme hanno sempre ragione :)

Ingredienti per la pasta frolla: 300 gr di farina (ho usato 150 di Bi-Aglut e 150 di DS), 150 gr di zucchero, la buccia grattugiata di 1/2 limone, 125 gr di burro, 5 gr di lievito istantaneo (uso sempre il Colombo), 1 pizzico di sale, 1 bustina di vanillina (uso la Paneangeli, ditta non presente sul prontuario ma che ha adottato la politica ufficiale di dichiarare il rischio di glutine, quando c’è, chiaramente sull’etichetta), 1 uovo intero.


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Procedimento per la pasta frolla: Lavorare tutti gli ingredienti in una impastatrice o a mano fino ad ottenere un bell’impasto sodo e liscio. Formare una palla e mettere a riposo in frigo per una mezz’oretta. Ho notato che usando la farina Bi-Aglut e lavorando velocemente, spesso non ho bisogno del riposo in frigo perché l’impasto rimane compatto anche se morbido. Usando questa miscela, il riposo in frigo è stato indispensabile.



img. 008 Ingredienti per il ripieno: 150 gr di grano saraceno pesato cotto (lessato per circa 12-13 minuti con pochissimo sale, a crudo sono circa 75 gr), 200 gr di zucchero, 250 gr di ricotta, 150 ml di latte, 10 gr di burro, 2 uova, vanillina, aroma fiori d’arancio (ho letto che la ditta Lo Conte da quest’anno è sul prontuario con tutti i suoi aromi, wow!), cannella in polvere, la scorza grattugiata di 1/2 limone e, se graditi, canditi (a me non piacciono e non li metto, tanto più che per essere sicuri andrebbero fatti in casa).


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Procedimento per il ripieno: mentre la pasta frolla riposa in frigo, versare in una pentola il grano saraceno cotto, il latte, il burro e la scorzetta di limone. Far cuocere mescolando ogni tanto finché tutto il latte sia assorbito. Far raffreddare bene. Lavorare a parte ricotta, zucchero, uova, vanillina, aroma di fiori d’arancio, cannella in polvere. Mescolare bene ed amalgamare il tutto con il grano saraceno. Ne viene fuori un composto piuttosto liquido, che nella cottura addenserà ma rimarrà molto morbido.
Assemblaggio del dolce: Foderare la tortiera con circa 3/4 della pasta frolla,  e per questo procedimento potete guardare QUI.


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Versare il composto nel guscio di pasta frolla. Nel rimanente impasto aggiungere un po’ di farina per renderlo un po’ più sodo e consistente, e ritagliare le striscioline per comporre la grata decorativa. Appoggiare le striscioline con delicatezza dato che il ripieno è piuttosto liquido e si rischia che vi affondino dentro. Ripiegare i bordi ed infornare a 180°C per circa 45 minuti.

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Sfornare, far raffreddare.

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… proteggere dagli assalti dei golosi e degli affamati…
(ne approfitto per presentarvi il mio adorato Tishy, orfanello cresciuto senza mamma gatta ma con mamma Anna, la cui storia trovate QUI)

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Cospargere di zucchero a velo, inebriarsi del profumo tipico, evitare di mangiarla tutta prima che arrivino gli ospiti, pranzare senza gustarsi niente perché l’unico desiderio è quello di papparsi la pastiera ed infine…


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…gustarsela…


gatto

 …leccarsi i baffi, le dita, e dire porca misera è già finita!!!



Un consiglio… fatene almeno due!






E visto che si parla di grano, anche se saraceno, e che il grano viene considerato un portafortuna, partecipo con questa ricetta al contest della fortuna, di Anna Lisa













… e non posso non partecipare alla raccolta di ricette con grano saraceno, organizzata da Lia del blog “Montagne di biscotti”!




domenica 17 aprile 2011

♥Anche se solo simbolici, che gioia ricevere due premi!♥



   


Nel giro di pochissimi giorni ho ricevuto due premi due! Ed eccomi doverosamente a scrivere un post di ringraziamento. Non mi è facile farlo, perché sono fondamentalmente imbarazzata. I premi  mi mettono in crisi, mi mette in crisi decidere a chi passarli, mi mette in crisi parlare di nuovo di me, mi mette in crisi pensare che a qualcuno farebbe piacere riceverli per cui la decisione presa in altri momenti di dedicarlo a tutti i miei lettori fissi potrebbe non essere quella giusta, ma anche realizzare che a molti non fa lo stesso piacere per non dire che disturba.... allora stavolta farò tutto come si deve, passandolo, ma anche precisando che le persone che lo riceveranno hanno libera facoltà di non condividerlo, capirò e non me la prenderò affatto, e che comunque fare questa scelta mi è difficilissimo, perché per me tutte, ma veramente tutte voi siete per me meritevoli di questo ed altro.


Fatta questa doverosa premessa ringrazio di cuore due persone che per motivi diversi mi sono molto, molto care: Sesè, mia amica da anni, ed Elena, conosciuta virtualmente grazie a questa esperienza del blog, una delle mie prime lettrici e persona che stimo enormemente.




Un abbraccio speciale ed un ringraziamento con lacrimuccia vanno a Sesè del blog Semplicemente femminile, un blog che trabocca di amore per la propria casa, per la propria famiglia, per gli animali, ed a volte per me! E' una delle mie più care amiche e le voglio un bene immenso. Il suo premio, che non è il primo il che dimostra quanto lei mi sopravvaluti - è uno dei suoi pochi difetti :)) - me lo consegna  "...perché, oltre ad essere una delle mie più care amiche, è una Donna da cui prendere esempio, sempre!"...Se non è sopravvalutare, questo!





A dirla fino in fondo il premio è per me, ma il blog che lei pubblicizza è il mio "Pensieri di ogni giorno", pochi lettori ma buoni, nato molto prima di questo e che mi è molto caro. 


Oltre a ringraziare devo dire dieci cose di me e passarlo ad altri blogger,.... ohi.
Per le dieci cose prendo esempio proprio da Sesè, che si è descritta sinteticamente con dieci parole.
Non che sia facile trovare dieci parole che mi descrivano... e non è neanche detto che chi mi conosce sia d'accordo... comunque credo di essere:


Combattiva
Pigra
Superattiva (non è una contraddizione, è che vado a momenti!
Incostante (appunto...)
Istintiva
Ansiosa
Dolce (con chi lo merita)
Affettuosa (idem)
Generosa (idem)
Disponibile (idem)
Emotiva


Beh, così non vi ho annoiato molto! Grazie ancora mia dolcissima Sesè...


Ed ora il compito più difficile, quello di passarlo ad altre blogger. Sesè lo ha passato a tre persone, farò altrettanto con estrema difficoltà e senza assolutamente pensare che c'è chi lo merita e chi no,.. diciamo che la scelta va fatta, allora seguo il semplice principio di scegliere alcune delle blogger che , per un motivo o per un altro, ritengo creative:




Stefania del blog "Cardamomo & Co"




Cardamomo&co.


... perché un premio per la creatività lei lo merita davvero, e vogliamo parlare della simpatia?




Francesca del blog "Torte & decorazioni"


Torte & Decorazioni


... perché non riesco ad immaginare capolavori più belli dei suoi... guardare per credere






Ogni riccio un pasticcio


... perché ammiro la sua  creatività, la sua volontà, la sua simpatia, la sua fantasia, la sua costanza, e considerata la sua giovanissima età la sua intraprendenza, la sua indipendenza, insomma tutto quello che una mamma vorrebbe vedere nella propria figlia!


E passiamo al premio di Elena! E' un premio che va a chi, come me, ha meno di 100 lettori, per augurare loro che diventino mille volte di più. Se devo essere sincera la cosa mi preoccupa... come faccio poi a rispondere ai commenti di tanti lettori che già non riesco a farlo con i miei 65? Però l'augurio lo accetto con piacere, considerato soprattutto che parlando di celiachia, più gente informiamo e meglio è. 


Un grazie di cuore dunque all'amica virtuale Elena del blog "La celiaca pasticciona", che tutto è fuorché pasticciona :) , per questo premio:




Qui per fortuna vostra non devo parlare di me ma solo passare l'augurio a qualcuno.... e la scelta è più facile, visto che con i miei -100 sono in buona compagnia! C'è però chi ne ha particolarmente pochi, perché ancora molto all'inizio.




Scelgo intanto chi di lettori ne ha uno solo (io!) ed è al suo secondo post appena, per augurarle veramente di cuore un successo eclatante:
Francesca del blog "Cook-a-doo-dle-doo"



COOK-a-doo-dle-doo








Un'altra Francesca, del blog "Dadà, una celiaca per caso", pochi lettori che diventeranno moltissimi vista la sua bravura


Dadà...una celiaca per caso!






Infine Paola del blog "Mangiami... senza glutine", dall'entusiasmo contagioso e dalle preziosissime informazioni sui prodotti fuori prontuario (niente immagine perché il suo blog, come il mio, non ha frontespizio con foto.... io perché sono negata e non riesco a mettere quello che vorrei, lei non so, magari per scelta!)


Ed ora mi metterò all'opera per avvisare le blogger scelte... ed auguro a tutte una meravigliosa domenica!


Anna









giovedì 14 aprile 2011

Pane casalingo senza glutine con grano saraceno

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Del pane cotto nel forno a legno del mio collega di volontariato Carlo parlo QUI. ..Gustoso, morbido, mangiarlo mi aveva riportata nel passato, al buon pane toscano quasi dimenticato, ed ho deciso che alla prima occasione lo avrei fatto usando il mio lievito madre.
Il risultato è stato… eclatante. Un pane un po’ rustico, poco salato (la tradizione toscana lo vorrebbe completamente sciapo ma io un po’ di sale ce l’ho voluto mettere), una bella pagnotta consistente e compatta che si accompagna a meraviglia con gli affettati ed il formaggio. Rispetto a Carlo non ho il forno a legna, ma ho il lievito madre!!! Come a dire, una marcia in meno e una in più!

Ed ecco la mia ricetta, diversa da quella di Carlo solo nel lievito (e di conseguenza nel peso delle farine)


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Ingredienti: 240 gr di lievito madre, 300 gr di farina Mix B Shar, 170 gr di farina DS, 40 gr di farina di grano saraceno, acqua 400 ml circa, 1 cucchiaino di zucchero, 1 cucchiaino di sale, 1 cucchiaino di olio extravergine di oliva.








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Procedimento: lavorare il lm con un po’ di acqua della dose e lo zucchero, poi aggiungere un po’ alla volta le farine mescolate, il sale e l’acqua. Aggiungere l’olio per ultimo. Lavorare bene fino ad ottenere un bell’impasto sodo e levigato. Mettere in forma, far lievitare un paio di ore (o di più se necessario), praticare delicatamente dei tagli sulla superficie ed infornare a 200°C fino a cottura. Il tempo dipende dalla grandezza dei pani,  i miei erano grandicelli e c’è voluta quasi un’ora. L’impasto ha continuato a gonfiare durante la cottura, tanto che i tagli non sono bastati e si è crepato in qua e là…


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Quello avanzato l’ho congelato ma è durato poco!!! Piace anche a chi in casa non deve mangiare senza glutine!
La prossima volta proverò a metterci un po’ più di farina di grano saraceno….  ma solo per sperimentare, non per migliorare. Lo trovo buonissimo… anzi…


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…da leccarsi i baffi!


Con questa ricetta partecipo alla bella raccolta di ricette con grano saraceno organizzata da Lia, del blog
"Montagne di biscotti"




venerdì 8 aprile 2011

Spezzatino di pollo alla soia




img 346Ho tenuto un diario per moltissimi anni. Eh no, non solo in adolescenza ma, quando più spesso e quando meno, fin verso i quarant’anni, quando sono (forse…) finalmente cresciuta e non mi è più venuto spontaneo farlo.
Finché l’ho tenuto, ci ho riversato tutta me stessa. Non raccontavo tanto le cose che facevo, quanto le mie emozioni, la mia allegria o la mia tristezza, i miei entusiasmi ed i miei malumori, le mie considerazioni più o meno sagge (più meno che più…) sugli eventi mondiali o su quelli che si svolgevano intorno a me, nella cerchia dei miei amici o familiari.
Durante i mesi di attesa della mia prima bambina, era a lei che scrivevo quasi tutti i giorni. Non sapevo se sarebbe stato un bimbo o una bimba ma  ascoltavo con più emozione ogni attimo, in silenzio, quella vita che in me cresceva, si muoveva e diventava la cosa più importante della mia intera esistenza. E le scrivevo, a volte lunghe pagine, a volte poche righe, le scrivevo tutto quello che mi passava per la testa, tutto quello che mi attraversava il cuore e lo scalfiva in qualche modo.
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Tra le cose che le scrivevo, ovviamente non tutte serie (anzi!) c’era perfino qualche ricetta! A quel tempo vivevo con mio marito a casa dei miei genitori, in attesa che la casa in cui vivo attualmente venisse costruita, e mia mamma da brava cuoca aveva un modo tutto suo di coccolarmi: cucinava per me i piatti che amavo. Ed io li raccontavo, a volte, a quell’esserino minuscolo che stava cambiando totalmente la mia vita.
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Quando ho letto del contest di Barbara non potevo non ricordare il diario di quei mesi…. così l’ho ripreso in mano, sfogliato alla ricerca di una pagina che potesse partecipare al contest senza sconfinare (in fondo deve trattarsi solo di una ricetta scritta a mano!) ed ho scelto tra le tante queste due… dove parlo alla mia bambina e le descrivo il piatto che mia mamma aveva cucinato per me quella sera, e non svelo niente che non voglio venga svelato :))
La cosa buffa è che poche sere fa ho saputo sia da Stefania che da Felix che esiste una marca di salsa di soja che non contiene frumento… che per di più è presente nel prontuario… e di cosa parla questa pagina che ho scelto?
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Di uno spezzatino con salsa di soia! Pensavo di farne uno glutinoso e fotografarlo all’unico scopo di partecipare al contest…. invece ho potuto cucinarlo per tutti compresa me, e dopo tanti anni gustarmi nuovamente questo piatto che adoro e che ha tre grandi pregi: è facilissimo, velocissimo e gustosissimo!

Ed ora la ricetta scritta in modo più moderno………


SPEZZATINO CON SALSA DI SOIA

Ingredienti per 4-5 persone: Carne magra (petto di pollo, fesa di tacchino o carne rossa magra) 800 gr, 1 cipolla, peperoncino, salsa di soia (nel mio caso senza frumento, ho usato quella di marca LIma, versione Tamara), riso 350 gr.


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Procedimento: mettere a lessare il riso. Nel frattempo tagliare a listerelle sottili la carne (io uso sempre petto di pollo). Soffriggere la cipolla tagliata molto sottile in olio abbondante,  aggiungere la carne e farla cuocere brevemente a fiamma piuttosto alta per evitare che “lessi”; se gradito mettere un pizzico di peperoncino in polvere. Appena cotta (basterà un minuto per la carne rossa, e 2-3 minuti per quella bianca) spegnere il fornello e cospargere a piacere di salsa di soia. Servire caldo accompagnato dal riso in bianco.

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Usare il liquido di cottura per insaporire il riso, e mettere in tavola la bottiglietta di salsa di soia per chi ne gradisse un’aggiunta su carne e riso. E come al solito……

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… leccarsi i baffi!!!

Con questa ricetta partecipo al contest di Barbara del blog "Spelucchino"