Si mangia per vivere, non si vive per mangiare

Si mangia per vivere, non si vive per mangiare
Si mangia per vivere, non si vive per mangiare

martedì 9 agosto 2011

Pasta con zucchine gamberetti e zafferano, dedicata ai miei primi 100 lettori!



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Non riesco quasi a crederci…. malgrado la mia prolungata latitanza, il mio blog in questo periodo continua ad essere molto visitato ed i lettori fissi stamattina sono arrivati a 100… che dire, posso solo ringraziare i 100 lettori che hanno deciso di seguirmi in modo costante, ed almeno oggi interrompere questa latitanza e pubblicare una ricetta che ho spesso portato sulla mia tavola ultimamente e che altrettante volte ha riscosso grande successo. Veloce e semplice come quasi tutta la mia cucina, molto indicata in questo periodo in cui si ha poco tempo e poca voglia di stare ai fornelli, per eseguirla non uso mai dosi precise ma viene sempre buonissima!

Ingredienti per 4 persone: gamberetti sgusciati 400 gr (vanno benissimo quelli congelati, che però ho la cura di far scongelare prima affinché non rilascino troppo liquido durante la cottura), 2 o 3 zucchine (dipende dalla grandezza, qui vado davvero a occhio), 1 bustina di zafferano, 100 ml di panna liquida, sale, pepe, 1/2 cipolla, olio extravergine di oliva, 1/2 bicchiere di vino bianco, prezzemolo fresco tritato.

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Procedimento: soffriggere la cipolla a fuoco dolce, e quando appassita aggiungere i gamberetti. Far asciugare, aggiungere il vino e far evaporare. Aggiungere gli zucchini tagliati a mezze rondelle, salare se necessario (io spesso non lo faccio), aggiungere lo zafferano sciolto in poco brodo (ma confesso che quando ho fretta lo verso direttamente nella padella e si scioglie senza problemi). Far cuocere il tutto mentre in cucina si diffonderà un profumo meraviglioso, e appena gli zucchini saranno ammorbiditi aggiungere la panna per legare bene il tutto.

A questo punto cuocere la pasta (io sempre Veneziane o Asolane, non amo nessun altro tipo di pasta senza glutine ma ovviamente è una questione di gusti).

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Scolarla al dente, farla saltare con il sugo aggiungendo il prezzemolo tritato fresco, pepe se gradito, servire e….

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… leccarsi i baffi!!!

sabato 23 luglio 2011

Patate alla Svedese ed un gradito premio!

042Ricetta trovata per puro caso su un sito francese, (cercavo tutt'altra cosa), ammirata e modificata a mio uso e consumo come spesso facciamo in cucina.  La ricetta originale, con cottura al forno, la trovate QUI, mentre con questo post mi limito a tradurla dal francese ed a descrivere il metodo di cottura che ho usato, visto che in questo periodo accendere il forno mi è molto, ma molto faticoso. Ho trovato ricette simili su siti italiani dove però si  racconta di patate sbucciate, di pangrattato ed altre differenze che non mi hanno ispirato, mentre dopo averle mangiate una prima volta abbiamo deciso tutti che questa diventerà una delle ricette classiche di casa nostra.
Ingredienti: patate piccole ma sode (eviterei le novelle), magari biologiche visto che si mangia anche la buccia; olio extravergine di oliva,  sale, pepe, foglie di alloro, burro. La blogger francese consiglia anche l’aglio ma ero rimasta senza e non l’ho usato, e neanche ne ho sentito la mancanza Sorriso
Procedimento: molto ben descritto nel sito francese, dove la blogger contrariamente a me ha fatto anche delle belle foto.
Lavare bene le patate e spazzolarle sotto l'acqua corrente. Appoggiarle tra due bastoncini cinesi (vabbeh, così consiglia ed io li avevo in casa, magari a chi non li ha verrà in mente qualcosa di adatto: due penne per esempio, tipo Bic intendo, o qualunque altra cosa che abbia lo spessore giusto) e con un coltello ben affilato tagliare ogni patata a fettine sottili fermando il taglio nel momento in cui il coltello tocca i bastoncini o qualunque altra cosa abbiate usato. A mano libera la cosa è molto più complicata quindi consiglio vivamente di applicare questo trucchetto! Ne verrà fuori una patata tagliata per l'80% circa ma tenuta insieme da una base non tagliata. Tra i tagli effettuati, inserire pezzi di foglie di alloro.
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Soffriggere le patate intere a fuoco vivace, finché la buccia della base non risulti ben dorata. Girarle e far altrettanto con la parte superiore. A questo punto cospargere abbondantemente di sale e pepe, coprire la padella e far cuocere una decina di minuti, girando ogni tanto le patate e tenendo il fuoco sempre abbastanza vivace.
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Infine appoggiare su ogni patata un pezzetto di burro, coprire nuovamente e finire di cuocere a fuoco più lento (per controllare la cottura fare la classica prova stecchino). Cospargere ogni tanto le patate con il sugo di cottura che si formerà.
Il tempo di cottura ovviamente dipenderà dalla grandezza delle patate: io ho scelto patate di misura simile per evitare che una parte cuocesse ed un'altra rimanesse cruda o bruciasse.
Coreografiche, originali e soprattutto molto buone.... anzi (tutti in coro!):

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… da leccarsi i baffi!!!


Con altrettanto entusiasmo ringrazio Dada del blog "Una celiaca per caso" per avermi passato questo premio:


Dedicato da Dada a 15 blogger, dovrei per prima regola fare altrettanto ma sono anch'io, come Tinny, di un mostruoso egoismo e me lo tengo tutto per me!!! Scherzi a parte non sono proprio capace di scegliere, i vostri blog per un motivo o per un altro sono tutti degni di ben più di un premio, e preferisco interrompere la catena pur ringraziando tutti, ma proprio tutti i blog che seguo, quelli di cucina e non, per il mondo infinito che mi hanno fatto scoprire.

La seconda regola vuole che io dica sette cose di me.... questo lo faccio, pensando alle parole di un amico di tastiera (un tempo si diceva di penna..) che ritiene il mondo di internet terribilmente ipocrita e stupido, pieno di profili in cui tutti odiano l'ipocrisia e la stupidità, in cui tutti amano animali e natura e sono praticamente perfetti. Qualcosa di vero c'è. Cerchiamo sempre di dare il meglio di noi in questo mondo virtuale, sia nelle nostre pubblicazioni che nel descriverci. Allora lancio una sfida, non a 15 di voi ma a chiunque voglia raccoglierla... parliamo dei nostri difetti in tutta sincerità. Sette, diciassette, settanta, quanti volete.... Io parto dai sette che prevede il regolamento di questo premio:

1. Sono testarda e cocciuta. Tanto, ma davvero tanto. L'unica che mi batte, in famiglia e fuori, è mia figlia Silvia.

2. Sono disordinatissima. Il mio armadio è un campo di battaglia, il mio angolo studio-lavoro un disastro, quando cucino sono la disperazione di mio marito! In compenso sul lavoro sono precisissima, perfezionista  ed ho fama di essere affidabile ed  ultrapignola. Insomma Dottor Jekyll e mister Hyde...

3. Se lo ritengo necessario mento spudoratamente e senza il minimo rimorso.  Un'attrice nata, certe volte mi faccio paura. Ma cosa intendo per necessario me lo tengo per me.......

4. Sono incostante. Intraprendo mille cose che poi lascio a metà, ho mille passioni che poi abbandono. 

5. Non mi sento mai all'altezza delle situazioni e per questo motivo le vivo spesso con ansia.

6. Prendo mille impegni senza essere poi in grado di assolverli come vorrei e sentendomi quindi perennemente in colpa per qualcosa.

7. Sono un po' snob...... troppo selettiva nelle mie amicizie che sono sempre state poche anche se vere.

8. Sono permalosa. Tanto.

9. Se una persona mi sta sulle scatole non sono capace di non farglielo capire. Diplomazia zero, il che in questo mondo non è proprio una comodità.

10. Lo so che il regolamente dice sette, ma sono una perfezionista antipatichina, e mi piacciono i numeri tondi, quindi arrivo a dieci.

Cavolo però, è più facile raccontare il meglio di sè che il peggio.....

vabbeh, decimo: ho sempre meno sogni e sempre più rimpianti, e da qualche parte ho letto che quando succede... sei diventato vecchio!!  Forse però questo non è un difetto, dipende solo dall’età (ma che tristezza..)… la quale età tuttavia non mi ha reso più giudiziosa o meno impulsiva, tanto per gradire e rendermi la vita più complicata Sorriso

E in questo sabato di solitudine estrema (figlie a giro e marito ad una cena di lavoro, situazione che ogni tanto mi fa stare TROPPO bene...) auguro una felice domenica a chiunque mi leggerà!

mercoledì 20 luglio 2011

Mousse au chocolat

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Ho passato due settimane in Francia, all’inizio di questo mese. Normandia e Bretagna, per la precisione. Adoro il francese, ascoltarlo, parlarlo, leggerlo, e l’esperienza di Bed and Breakfast (chambres d’hôtes le chiamano loro) è stata molto più bella del previsto. Entusiasmante, oserei dire, e pensate che ho cambiato letto ogni sera, senza aver prenotato neanche una stanza, decidendo giorno per giorno dove arrivare e cercando sulla guida, in base al posto ed al costo, a chi telefonare per “réserver”. In questo mi ha aiutata molto saper parlare bene il francese, anche se non lo parlavo da tanto ed ero un po’ arrugginita. Me la sono cavata comunque alla grande, tanto che mi hanno chiesto più volte se sono “professeur de français”; ogni volta ho raccontato della mia infanzia e del mio amore per il francese, serviva un po’ anche a rompere il ghiaccio, dopo di ché era più semplice chiedere informazioni sui luoghi, sulle usanze, su qualunque cosa. Tra le tante cose, ma sì, è ovvio, le ricette!

Che sono golosa, è ormai risaputo. Che adoro i dolci al cucchiaio, pure. Ed anche che ho passato la mia infanzia in Svizzera francese, in un paesino dove la brezza portava con sé il profumo di cioccolato della fabbrica dove molti miei parenti lavoravano…. così sono cresciuta a pane e cioccolato, per scoprire solo molti anni dopo che il pane mi faceva male, ma il cioccolato no…. ed è rimasto una mia grande, grande passione.
Una delle cose che abbiamo mangiato praticamente ogni sera, in ogni locale di qualunque genere, è stata la “mousse au chocolat”. La faccio da anni e la ritenevo perfetta….. ma quella mangiata là, fin dalla prima sera a Rouen, mi ha aperto le porte del paradiso! Per cui non mi sono data pace finché non ho capito cosa aveva di diverso dalla mia. L’ho scoperto parlando con le persone, e poi dopo il mio rientro a casa, leggendo in qua e là tra i siti francesi di cucina.
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La grande differenza sta nel fatto che io ci mettevo lo zucchero, e loro no. A loro parere un buon cioccolato fondente ne contiene abbastanza da non dover aggiungerne altro, per non fargli prendere il sopravvento e per esaltare il sapore del cioccolato.
E quanta ragione hanno, i francesi, parbleu!
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La voglia di cucinare in questo periodo è quasi zero. Lo dimostra la mia latitanza su questo blog…. i motivi sono tanti e non è questo il luogo dove parlarne, ma insomma, per la mousse la voglia mi è venuta e la scorsa settimana, unendo consigli ricevuti e dosi trovate sui siti francesi, sono riuscita a ritrovare il sapore e la consistenza della mousse mangiata nel Nord della Francia.
Ed ecco la ricetta:
Ingredienti:  250 gr di cioccolato fondente dal 50 al 70 % (io ho usato quello Esselunga Svizzero al 50%), 100 ml di panna densa (ho usato quella da cucina e non quella da montare), 4 uova.
Procedimento: mettere in una scodella il cioccolato a pezzi e farlo sciogliere a bagnomaria. Aggiungere la panna e mescolare bene, lasciando la scodella a bagnomaria a fornello spento.
Separare i tuorli dagli albumi e montare questi ultimi a neve ben ferma. Togliere il cioccolato dal bagnomaria, e versarvi uno ad uno i tuorli mescolando velocemente ed aspettando che ogni tuorlo sia ben assorbito prima di aggiungere il successivo. Infine inglobare delicatamente gli albumi montati a neve,  senza farli smontare. Versare la mousse, che sarà piuttosto morbida, in coppette individuali e mettere in frigo per almeno due ore. Guarnire con panna montata e scagliette di cioccolato e……..

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…  se lècher les babines!!!





Con questa ricetta partecipo al goduriosissimo contest di Alice, de "La cucina di Esme"






lunedì 20 giugno 2011

Totani ripieni su letto di fagioli

img. 009E’  una delle tante ricette del mio mitico maestro di cucina pisana, Antonio Malanca.  Una delle mie preferite, tanto che la offro molto spesso sia quando ho ospiti, sia quando ho voglia di buon pesce e di divertirmi un po’ in cucina. E’ meno elaborata di quanto possa sembrare, basta saper usare il sac-à-poche (ma si può rimediare alla mancanza con un cucchiaino e un po’ di pazienza) e seguire l’inizio della cottura, quando facilmente un ripieno  troppo abbondante può far gonfiare i totani e spezzarli. Il che non toglie loro bontà sia ben chiaro!!! Si può presentare sia come antipasto che come secondo e fa una figura grandiosa.

Ingredienti per 6 persone: 12 totani di misura media (ma si possono usare anche i calamari), tonno sott’olio 150 gr, polpa di pomodoro, 150 gr di pane*** (meglio se del giorno prima, ed ovviamente per me senza glutine), vino bianco secco, latte, prezzemolo, 2 uova, aglio, sale, pepe, olio extravergine di oliva. Per il letto di fagioli: 400 gr di fagioli cannellini già cotti, vanno bene anche quelli in scatola purché di buona qualità e ben lavati e sgocciolati, acqua, sale, pepe, olio extravergine di oliva, prezzemolo tritato.

*** La prima volta che ho mangiato questo piatto me lo ha cucinato un'amica. Non avendo il tempo di comprare del pane senza glutine visto che si trattava di un invito dell'ultima ora, al posto del pane ha messo della patata lessata nel latte e passata. Il risultato è stato da leccarsi le dita :)

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Procedimento: Pulire (lasciandoli interi) i totani, togliere la testa e pulirla dal “becco”. Scottare i ciuffetti in acqua e sale per 2-3 minuti, poi preparare un ripieno composto di pane ammollato con latte, prezzemolo e aglio tritati, i ciuffetti dei totani  tritati, il tonno, le uova, il sale, il pepe.  Se graditi, si possono aggiungere anche gamberetti tritati. Riempire i totani con l’ausilio di un sac-à-poche senza eccedere e chiuderli con uno stecchino di legno.
Soffriggere uno spicchio d’aglio in olio EVO, aggiungere una spruzzata di vino bianco secco, poi dopo pochi minuti un cucchiaio di polpa di pomodoro a persona (facoltativo, si possono cuocere anche in bianco). Cuocere per circa dieci minuti. Aggiungere i totani ripieni e seguire per qualche minuto la cottura: tenderanno a gonfiarsi, ed è necessario bucherellarli in vari punti con uno stecchino, facendo così uscire l’aria che si è formata ed evitando che si rompano. Aggiungere mezzo ramaiolo di brodo di pesce o di acqua calda, salare, pepare, portare il tutto a cottura con il recipiente semicoperto (circa 20, 25 minuti). 
Se avanza un po’ di ripieno ci si possono fare delle polpettine (aggiungendo pangrattato), oppure metterlo a cuocere insieme ai totani: si formerà una cremina per accompagnare i totani o per condire la pasta.
La crema di fagioli si prepara semplicemente frullando a lungo i fagioli cotti e acqua quanto basta fino ad ottenere una crema morbida ma non liquida. Aggiungere sale e pepe a piacere. Volendo, i fabioli possono essere sostituiti con dei ceci.
Io mi preparo in anticipo i piattini versando la crema di fagioli ed adagiandovi due totani ripieni con un po’ di sughetto. Cospargo di prezzemolo fresco tritato e verso sul tutto un filo di buon olio e.v. toscano.
Servire tiepido, e…

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…leccarsi i baffi! 

Con questa ricetta tradizionale della cucina toscana ed ormai considerata da tutti anche tradizionale di casa mia ho l’onore ed il grande piacere di partecipare al contest di Sonia!

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sabato 18 giugno 2011

Rotolini di melanzane

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Di questi tempi la voglia di cucinare è davvero poca… io perlomeno sto dedicando ben poco tempo ed altrettanta poca volontà ai fornelli, vuoi per il fatto che ultimamente i miei impegni vincono sul mio tempo libero  per 10 a 1, vuoi perché vari problemi hanno mandato il mio morale sotto le scarpe insieme alla mia voglia di creare in cucina. Non ho risposto neanche a tutti i commenti sul mio ultimo post e me ne scuso, lo farò al più presto, nel frattempo sia per Sesè sia per chi come me vuole fare presto e bene qualcosa di gustoso e leggero, vi descrivo una ricetta facilissima che piace a tutti e può essere preparata con anticipo per un buffet, per un antipasto,  per uno stuzzichino.

Ingredienti per una teglia media: un paio di melanzane non troppo grandi, lunghe; del formaggio tipo scamorza o emmental  affettato sottile (dell’Emmental esistono confezioni con le fettine già pronte), prosciutto cotto magro (certificato senza glutine!), parmigiano grattugiato.

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 Procedimento: tagliare a fette non troppo sottili le melanzane e grigliarle subito. Farle raffreddare, posare su ogni fetta una fetta di formaggio ed una di prosciutto, arrotolare il tutto e fissare con uno stecchino di legno.






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 Adagiare i rotolini in una pirofila, cospargere di parmigiano o se preferite di qualche pezzetto di formaggio, passare in forno per 10 minuti a 200 °C o finché il formaggio fonde.


Servire caldo o tiepido. Un’idea da sfruttare anche per il finger food :)



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… ed ovviamente, lecchiamoci i baffi!